giovedì 7 aprile 2016

Ultimo post




 8 luglio 2008 - 7 aprile 2016

IL BLOG chiude oggi.
Non saranno quindi pubblicati nuovi post
(incluso questo, sono in tutto 690).
Ma, attenzione, il blog NON è abbandonato. Sono previsti aggiornamenti di vario tipo!

Chi navigherà su questi mari per la prima volta, troverà in ogni caso tanto da leggere,
basterà andare a ritroso o cercare tra le "etichette", fare ricerche in archivio o cliccare su "cerca nel blog".

Non sarà più possibile commentare.

Chi vuole comunicare con me può ancora servirsi dell'indirizzo mail lettureeriletture@gmail.com

Ringrazio chi mi ha seguita in questi anni.
E' stata una bella esperienza.  E ringrazio anche chi continuerà a sbirciare da queste parti!

Buone letture a tutti/e.

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7 aprile 2017: 186.000 visite.


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mercoledì 30 marzo 2016

The Paying Guests



GLI OSPITI PAGANTI
di Sarah Waters

Ponte alle grazie - 2015
Traduzione di Leopoldo Carra


Adoro la scrittura di Sarah Waters (e riprodurre le sue qualità in italiano è certo anche merito dei traduttori) che ruba la mia attenzione e non mi lascia più fino all'ultima pagina, dove di solito mi sento abbandonata!
Certamente me la rende interessante ANCHE il fatto che i suoi personaggi principali sono quasi sempre donne lesbiche, ma la verità è che Sarah Waters è maestra nel creare la tensione, la suspence di una qualità particolare, quasi domestica, intima, privatissima ma densa e travolgente. In questo romanzo (si svolge a Londra e siamo nel 1922) la storia personale della protagonista, la storia d'amore e l'incidente che verrà trasformato in crimine dalle circostanze, sono mescolati nelle dosi giuste e l'ultima pagina lascia solo il lettore.
Non è un giallo. Eppure lo conservo sotto l'etichetta "Gialli-noir e simili" perchè rientra anche in quel "simili". Come già notato dal Times (in quarta di copertina), in questo romanzo come negli altri precedenti la Waters è l'insuperata testimone di epoche perdute e vite segrete.
.
"... - quei bocconi succulenti ma inafferabili, che dovevano essere estratti come chiocciole di mare dalla conchiglia e poi trangugiati con un occhio alla porta, un orecchio alla scala, e mai comodamente assaporati -, tutto questo, si rese conto, le aveva spremuto la vita."
.

Link: Sarah Waters presso ponteallegrazie.it . Inoltre, la mia lettura de L'ospite (dal titolo simile a quest'ultimo e unico romanzo senza protagoniste lesbiche) nel blog del Centro di Documentazione Elca Ruzzier di Trieste e il post, in questo blog, dedicato a Turno di notte e quello dedicato a Affinità.

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lunedì 28 marzo 2016

Copia e incolla



LACCI
di Domenico Starnone
Einaudi - 2014




Storia di un matrimonio.
Breve romanzo suddiviso in tre libri, ogni libro una voce: prima la voce di Vanda, dalle lettere ad Aldo, che se n'è andato durante i primi anni di matrimonio per seguire una donna giovanissima, poi la voce di lui, accanto a Vanda alla quale è tornato da decenni, e infine la voce di Anna, la loro figlia, in dialogo con il fratello Sandro.

La scelta ardua di Aldo, il suo "recidere" i contatti, il suo voler neutralizzare gli impedimenti alla propria felicità, annullando i vincoli dei sentimenti e delle responsabilità. Il cuore spezzato di Vanda. L'equilibrio precario dei bambini. La rinuncia di Aldo. Il ritorno di Aldo. I decenni trascorsi insieme fino alla vecchiaia. Il non pronunciato che tesse le vite più del detto.
Il titolo è più che mai appropriato perché anche se fa riferimento a uno specifico episodio, i lacci in realtà sono simbolo dei legami. Certi lacci sono resistenti anche alle forbici.
I lacci legano le vite appoggiate ai due estremi e intrecciandosi ad altri lacci ingarbugliano e vincolano la vita di tanti.

Dal Libro terzo, paragrafo 6.:
"Orologio biologico, che espressione insulsa. Io non ho sentito mai nessun ticchettio, il tempo è corso via senza suono, ed è meglio così. Figuriamoci se mi mettevo a figliare urlando di dolore, se mi facevo squartare sotto anestesia per poi svegliarmi  con lo schifo di me, depressa, sopraffatta dal terrore di questi pupazzetti da cui non si può più prescindere. Ah sì, vivere per loro. Li hai fatti - copia e incolla - e te li devi tenere, qualsiasi cosa succeda. Ti offrono un bel lavoro all'estero, o hai la necessità di impegnarti notte e giorno per un risultato cui tieni, o ti viene voglia di avere tutto il tempo per un uomo: invece no, i figli stanno lì a ricordarti che non puoi, ci sono loro che hanno bisogno di te, piccole serpi esasperanti con quel loro arroncigliarsi stretti, feroci. Qualsiasi cosa tu faccia per accontentarli, è sempre troppo poco. Ti vogliono per sé e si inventano di tutto per mettere i bastoni tra le ruote delle tue urgenze. Non solo non sei tua - che stronzata anche quel vecchio slogan - ma non puoi nemmeno provare a essere pienamente di un altro, ormai appartieni veramente solo a loro. Sicché - ho gridato - fare figli è rinunciare a sé stessi."


Link: Lacci di Starnone presso Einaudi
Lacci su Repubblica.it (intervista-articolo di Simonetta Fiori)

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domenica 28 febbraio 2016

Lenta e insidiosa burocrazia

Tutta l'intervista su www.gay.it







MEZZO PIENO O MEZZO VUOTO?...
il bicchiere.






Riporto l'ultima parte dell'intervista di Alessio De Giorgi a Monica Cirinnà, pubblicata nel sito www.gay.it:

[...]
C'è chi sottolinea che il primo passo da fare è innanzitutto quello di approvarla alla Camera e paventa rischi che possano arrivare dalla piazza del 5. Il percorso è così scontato?
 
Un po' di sano realismo fa bene a tutti. Ci stiamo già dividendo tra favorevoli e contrari dopo solo il primo voto del Senato. Il percorso è sempre un campo minato, attenzione: la Camera dovrà decidere entro 40 giorni, votarla e portarla a casa. Basterà cambiare una virgola per far sì che la legge debba tornare al Senato e lì morire. Vi prego di considerare le mie parole come un serissimo campanello d'allarme: basta cambiare una parola perché la legge muoia. Rispetto a questo bicchiere mezzo pieno, avremo il nulla. Mi sento di fare un appello agli organizzatori del 5 marzo: l'irrigidimento di alcune posizioni ed il depauperamento dei valori che sono invece nella legge approvata al Senato, può portare qualcuno a dire tanto peggio, tanto meglio e favorire tutti i nostri nemici che comunque esistono, sono ancora forti e parlano di ricatto a Renzi sul referendum costituzionale. Cercare di arrivare all'approvazione alla Camera con animo più sereno da una parte e dall'altra sicuramente aiuterà. Ricordiamoci che serve poi la firma di Mattarella ed il decreto sull'anagrafe entro trenta giorni. Dobbiamo quindi tutti insieme essere responsabili.




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giovedì 25 febbraio 2016

Soave e navigato disprezzo

J. Williams foto in oubliettemagazine.com

Da STONER
(1965)
di John Williams
(1922-1994)

Fazi Editore - 2012
Traduzione di Stefano Tummolini


 A proposito del pubblicare:
...un recensore lo definì "pedestre" e un altro lo descrisse come "un'indagine competente". All'inizio se ne sentiva molto orgoglioso, lo teneva tra le mani, ne accarezzava la copertina liscia e voltava lentamente le pagine. Gli sembrava una cosa viva e delicata, come un figlio. Una volta stampato, l'aveva riletto tutto, stupendosi vagamente di non trovarlo né migliore né peggiore di come se l'era aspettato. Dopo un po' si era stancato di guardarlo, ma ogni volta che ripensava a quel libro, e al fatto di esserne l'autore, restava stupito e incredulo di fronte alla propria temerarietà. E alla responsabilità che si era assunto.

A proposito dell'amore:
Quand'era giovanissimo, Stoner pensava che l'amore fosse uno stato assoluto dell'essere a cui un uomo, se fortunato, poteva avere il privilegio di accedere. Durante la maturità, l'aveva invece liquidato come il paradiso di una falsa religione, da contemplare con scettica ironia, soave e navigato disprezzo, e vergognosa nostalgia. Arrivato alla mezza età, cominciava a capire che non era né un'illusione né uno stato di grazia: lo vedeva come una parte del divenire umano, una condizione inventata e modificata momento per momento, e giorno dopo giorno, dalla volontà, dall'intelligenza e dal cuore.

E a proposito delle proprie origini:
Nell'intimo della sua anima, in fondo alla sua memoria, restava il ricordo degli stenti, della fame, della sopportazione e del dolore. Anche se ripensava di rado alla sua infanzia nella fattoria di Booneville, conservava la coscienza del proprio sangue e dell'eredità lasciatagli dai suoi antenati, con le loro vite oscure, faticose e stoiche, e un'etica che gli imponeva di offrire al mondo tiranno visi sempre inespressivi, rigidi e spenti.

Scrive Peter Cameron nella postfazione:  
Ci prende un desiderio così disperato di vedere quest'uomo dominare le forze esiziali della sua vita e ogni volta che vi soccombe il lettore ne resta amareggiato.


Link: Stoner in fazieditore.it


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martedì 23 febbraio 2016

Appunti banali, Q

Anne Linnet.in wikipedia e in annelinnet.dk
















Q
PROTESTO! Ridatemi il cinema in città (attualmente scrivo da San Benedetto del Tronto!).
Una città senza sale cinematografiche - raggiungibili "a piedi" - non è più una città!
I cinema sono l'anima di una città!

Vedi anche: Appunti recuperati I-L-M-N-O-P,
Appunti disorientati G-H, Appunti rimandati E-F,
Appunti sospesi A-B-C-D


Colonna sonora: Du er saa smuk og dejlig in Youtube e altro in Linnetsongs.dk


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giovedì 18 febbraio 2016

Venne l'arcobaleno

Rovine di marcofulvi.it

















Dalla raccolta
Di acque e segni labili
di Enrica Loggi
Edizioni del Leone - 2000


1

Bruciata la carta
che conteneva i rimpianti.
Parole come nebbia
d'altro emisfero,
promontori raggiungono
silenzi.
Mari non navigati.
Pensando ancora più oltre
il pianeta
esplose tra le mani
dipinse la stanza.


2

Venne così l'arcobaleno
sedette in un angolo profondo
spinse un altro emisfero
a cercare ripari invisibili
sostanze come semi confitti
nella terra non più notturna,
promise il getto nuovo.
Va avanti serrato
un tempo di più ore
in breve il grappolo
è al suo ultimo acino, tu vivi.


-

Link: Il blog di Enrica Loggi, il sito di Marco Fulvi

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venerdì 12 febbraio 2016

Just Once




Da
L'estrosa abbondanza
di  Anne Sexton

Traduzione di Edoardo Zuccato
Crocetti Editore 1997










Una sola volta

Una sola volta compresi lo scopo della vita.
Accadde a Boston, inaspettatamente.
Camminavo lungo il Charles
e vidi le luci duplicarsi, tutte
con il cuore al neon e vibrante,
spalancando la bocca come cantanti d
opera;
e contai le stelle, le mie piccole veterane,
cicatrici fiorite, e capii che stavo portando
il mio amore sulla sponda verde notturna, e in lacrime
aprii il cuore alle auto dirette a est e a ovest
e feci passare un ponticello alla mia verità
e la condussi a casa in fretta col suo fascino
e fino allalba accumulai queste costanti
per scoprire poi che se nerano andate. 


 
Just Once

Just once I knew what life was for.
In Boston, quite suddenly, I understood;
walked there along the Charles River,
watched the lights copying themselves,
all neoned and strobe-hearted, opening
their mouths as wide as opera singers;
counted the stars, my little campaigners,
my scar daisies, and knew that I walked my love
on the night green side of it and cried
my heart to the eastbound cars and cried
my heart to the westbound cars and took
my truth across a small humped bridge
and hurried my truth, the charm of it, home
and hoarded these constants into morning
only to find them gone.




Oltre a L'estrosa abbondanza: Poesie d'amore, Traduzione di Rosaria Lo Russo, Le Lettere Editore, 1998, rosarialorusso.wordpress.com


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lunedì 1 febbraio 2016

Autodistruzione funzionale al potere

silviaballestra.it




I giorni della rotonda
di Silvia Ballestra

Rizzoli - 2009










Il naufragio del peschereccio Rodi (1970), Lotta Continua, gli scontri con "i neri", le Brigate Rosse, l'eroina.
Fotografie in bianco e nero e poi con i colori tipici delle Polaroid che
raccontano San Benedetto del Tronto dal 1981 al 1985, con molte pagine nel decennio precedente.
Personaggi e vicende che hanno come scenario la piazza con la fontana,
ai piedi del Faro: la Rotonda. E dintorni. Visti con gli occhi dissacratori di Mari, un'adolescente.
Romanzo storico?
Una tesi cresce tra le pagine: l'eroina e le altre droghe arrivarono a San Benedetto del Tronto, in una quantità da metropoli, con l'intenzione di mettere a tacere i marinai, gli studenti e gli operai politicizzati a sinistrissima. Riuscendoci.
Ironia e sarcasmo firmati Ballestra. 

"E' strano crescere in questo piccolo paese ove si mormora vi sia stata, pochi anni fa, una colonna delle Brigate Rosse. E' già strano crescere in Italia in quegli anni, coi telegiornali zeppi di morti e colpi di scena, ma trovarsi riprodotti in piccolo, fra la Rotonda, il liceo e i grandi Magazzini Gabrielli, alcuni eventi che di norma succedevano a Milano, Roma, Torino, fa una certa impressione."


silviaballestra.it


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lunedì 25 gennaio 2016

Senza diritti esonero dai doveri

ilfattoquotidiano.it

SENZA DIRITTI ESONERO DAI DOVERI


Prepariamo il piano B.
Con tutti i e Ma di tanti cervelloni (ovviamente tutti da parte di chi sta al calduccio nella vita civile), a destra come a sinistra, alla fine scodelleranno una sottospecie di riconoscimento, privo di elementi fondamentali come la possibilità di adottare l'eventuale prole del partner (ripetiamo: quando l'altro genitore biologico NON esiste ufficialmente), oppure SENZA il diritto alla reversibilità delle pensioni (alcuni politici sono così preoccupati che i soldi non ci siano perchè sanno bene che loro come categoria svuotano più della metà della cassa! Sanno che se fossero meno avidi i soldi ci sarebbero per questa e tante altre faccende... ma si sa che i privilegi non si mollano mai!).

Domando: senza questi due elementi (reversibilità pensioni e adozioni dei figli del partner) quale sforzo il Parlamento farebbe?
Quali diritti "generosamente" sarebbero riconosciuti?
Di poter acquistare una casa e di poter dormire con la persona che si ama?!
Ma signori! Questo lo si fa già, senza chiedere il permesso a nessuno ormai!
SVEGLIA!

A certi cattolici ricordo che neanche Gesù Cristo viveva con un padre biologico! Certo la solita maniera tutta italiana di (non) approfondire le questioni, fa in modo che tanti politici non sappiano di cosa si stia parlando (e nessuno glielo spiega in verità), ma pazienza, è la solita sciattoneria e faziosità non dico di partito (ormai!) ma di gruppi e sottogruppi. Trincee. Solchi. Battaglie alla I ragazzi della via Pàl!

Il Piano B, dicevo, va preparato, e io suggerisco: Visto che NON si hanno diritti, è ora di chiedere ufficialmente l'esonero dai doveri!
Avete capito bene!
Bisogna pretendere delle liste presso i comuni dove chi dimostrerà di essere omosessuale  verrà esonerato/a dal pagare le tasse, le imposte, tutte, da quelle sui rifiuti a quelle sulla proprietà, dal canone tv al bollo dell'auto.
NON abbiamo diritti e allora NON vogliamo doveri. Chiaro!

E questo è umorismo nero, nerissimo, nero profondo, nero pece, nero notte senza luna. Nero nuotata in un mare di ottusità.

Al piano B affiancherei il Piano C: Conversione ufficiale di tutta la categioria dei cittadini di serie B in quanto omosessuale, alle Chiese Protestanti Italiane (che sono italiani, sono cristiani e accolgono gli omosessuali non soltanto con le parole).

Notare: Qualche annetto fa si sentiva dire: Bisogna combattere l'omosessualità perché Se tutti sono gay alla fine il mondo finisce! Adesso che la popolazione omosessuale si è organizzata per fare figli (senza nascondersi dentro il tradizionale matrimonio etero): non va bene, non è naturale, questo no, questo non si può, per carità!
Ma gentili signori cattolici, a voi nessuno sta chiedendo di cambiare comportamento, voi continuate pure a non divorziare, non abortire, non accoppiarvi con persone dello stesso sesso, a non fare figli fuori dallo schema eterosessuale, fate pure, chi vi disturba? I non cattolici vi rispettano. Il vostro diritto a vivere la vostra religione fino in fondo nessuno ve lo nega!
Infatti, la Repubblica Italiana è uno stato laico e voi ci siete dentro come tutti quelli che NON sono cattolici o lo sono in maniera diversa. Chiaro?

Umorismo verde bile!




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martedì 19 gennaio 2016

Partiti per sedurre



Trovo per caso un libricino relativo alla XVI edizione del Festival Internazionale della Poesia di San Benedetto del Tronto, festival organizzato dal Circolo Culturale Riviera delle palme.
Il libro è stato pubblicato prima del festival (17-18 luglio 2010).

Foto: Paola Mastrocola.
Link: L'autrice presso Guanda




I poeti presenti: Paola Mastrocola, Elio Pecora, Stefano Simoncelli, Massimo Gallo, Maurizio Cucchi (direttore artistico), Valentino Zeichen, Thomas A. Clark, (tradotto da Chiara De Luca) e Maurice Riordan (tradotto da Luca Guernieri). 

Foto Elio Pecora
Link: www.eliopecora.it





* * *

La fine della seduzione
di Paola Mastrocola

S'è incupito il mondo, s'è perso
in una morsa di cielo ferro.
Il mondo che stamattina soleggiva,
mi sorrideva
di luce.

Eravamo partiti per sedurre.
Ora torniamo sgonfi,
seri di nebbia,
sbeffeggiati da un'assenza,
blocco di cera sfatta, un trucco
che s'è rivelato inerme e cola,
ci segna a righe sulle guance
come gli indiani
quando spaventano il nemico da combattere
o la morte che arriva.

Grazie per la lezione di umiltà,
per il lento
scorrere dei tram,
l'inesorabile passaggio
di nubi, questo grigio
che ora ci percorre
fin sui piedi e ce li storce,
ci piega
misere statue inginocchiate
su basi di cemento: l'unico
barlume, triste, dell'eternità.


In margine 
di Elio Pecora

Dunque, proviamo a ridere,
e se non ci riesce
- il tempo ci assottiglia
le ossa e le teste -
almeno sorridiamo
di quello che ci tocca
e il sorriso accennato,
anche se a mezza bocca,
anche se a denti stretti,
ci farà più leggeri,
meno ottusi nei troppi desideri,
più attenti alla misura
senza la quale proprio la mistura
che chiamiamo esistenza
finisce per ridursi
a triste apparenza.




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lunedì 18 gennaio 2016

T-shirt di marmo

Foto da : www.z3xmi.it



Ancora da
POESIE 1986-2014
di Umberto Fiori

Mondadori








1
Sedicimila presenze

Cosa c'è sotto questi discorsi, cos'è questo tono
pronto, come chi fa il verso a qualcuno?

A volte dentro uno si sente ridere
male. Non come i matti: come un bambino
trascinato per forza a un funerale
a vedere le pieghe
dei pantaloni,
a vedere le borse,
le cerniere, le mani.


2
Bocca

Mi vergognavo
di essere uno solo.

Mi vergognavo
di questo coro
che mi usciva di bocca.


3
Slargo

Chi potrà più trovarci,
chiedere conto,
domandare perchè,
dove, cosa? Noi siamo
tre piccioni che beccano
la pozza di gelato sul marciapiede.

Siamo il busto di bronzo,
la targa del furgone, l'altra bottiglia
che porta il cameriere.

Chi potrà più dare
torto o ragione? Noi
siamo nel giusto
di questo slargo alberato dove la sera
scende con un odore
di tigli,
di gas di scarico.


4
Raglio

Abbassavano gli occhi
per il disgusto, quando
sotto il mio peso
mi usciva un altro raglio.
Non parlavo di loro. Li avevo offesi.

Avavano ragione: chi soffre è ingiusto,
fa male, sbaglia.
E' il dolore
il peccato più grande.


5
Desiderio

Essere la mia faccia,
finalmente
liberata di me.

Stare al mio posto, nei miei panni:
blue-jeans e t-shirt di marmo.

Avere l'età che avevo:
quarantacinque anni.

Non diventare più.
Assomigliarmi.


6

*
In fondo al mio respiro, dentro, giù, giù,
nel punto più buio, dove
sono più solo, sono più io,
vi trovo.

Eravate già lì
a fare merenda,
a fare due tiri, a prendere
un po' di sole.





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lunedì 11 gennaio 2016

Cattiveria e genialità


L'amica geniale
di Elena Ferrante

edizioni e/o - 2011


Sono stata accolta nel gruppo di lettura Schegge di parole
composto da lettori/lettrici della zona, il Piceno. Il gruppo esiste da più di due anni. La mia prima lettura con loro è L'amica geniale di Elena Ferrante, la storia di due bambine coetanee, compagne di giochi, compagne di classe, vicine di casa. La protagonista, Elena Greco, ci racconta di sè e di Lila Cerullo, e di tanti altri ragazzini e adulti, del quartiere napoletano, miserabile e imbrattato dalla mentalità e dal potere camorrista degli anni cinquanta. Una forma di attrazione repulsione avvicina e allontana periodicamente le due ragazzine, alter ego l'una dell'altra.
Cattiveria e genialità.
Opprimente forza delle consuetudini e della sottocultura di quartiere, energia liberatrice del pensiero e dello studio.
L'amica geniale finisce con il matrimonio di Lila ma i personaggi continuano a vivere negli altri seguenti tre volumi (Storia del nuovo cognome, Storia di chi fugge e di chi resta, Storia della bambina perduta) che io per il momento non leggerò.
Scrittura coinvolgente e vigorosa.

"La volta che Lila e io decidemmo si salire per le scale buie che portavano, gradino dietro gradino, rampa dietro rampa, fino alla porta dell'appartamento di don Achille, cominciò la nostra amicizia.
Mi ricordo la luce violacea del cortile, gli odori di una serata tiepida di primavera. Le mamme stavano preparando la cena, era ora di rientrare, ma noi ci attardammo sottoponendoci per sfida, senza mai rivolgerci la parola, a prove di coraggio."


L'amica geniale presso edizioni e/o



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lunedì 21 dicembre 2015

La notte ci appartiene di Bodil Bech


BODIL BECH
(1889-1942)

La notte ci appartine

Cura e traduzione dal danese
di Angela Siciliano

Edizioni Joker - 2015
ISBN-978887536381-9





Trentuno poesie scelte dalla cinque raccolte pubblicate dalla Bech:
Vi der ejer Natten - 1934 (Noi che possediamo la notte)
Ildtunger danser - 1935 (Lingue di fuoco danzano)
Granit og Dugg - 1938 (Granito e rugiada)
Flyvende Hestemanker - 1940 (Criniere al vento)
Ud af Himmelporte - 1941 (Fuori dalle porte del cielo).

"Per Bòdil Bech la natura è una forza potente, a volte molto dura verso gli umani ma più spesso accogliente e dispensatrice di cure, con precisa tenerezza. Nei suoi versi Natura e Dio si mescolano in una religiosità quasi pagana. Bodil Bech cerca di piegare gli avvenimenti a suo favore, cerca la fusione con le forze dell’Universo, sfidando quelle che sono contrarie ai propri desideri, e lo fa con un piglio e un tono da guerriera, quasi da dea. I dolori li affronta con orgogliosa rabbia o se necessario con dignitosa accettazione, desidera la grandiosità dello spirito ma non disprezza l’umiltà del granello di polvere nel quale vede l’Universo. Sono tante le domande che si pone, forse le pone proprio quando sa che non ci sono risposte in un mondo fatto anche di entità invisibili, quindi a volte le sue domande sono retoriche o ironiche (la buona ironia danese!), di chi la sa lunga perché in realtà non sa niente."

La notte ci appartiene in Edizioni Joker


Una delle trentuno poesie:

L’intangibile

Amici, sapete cos’è la primavera?

Due facce bianche rivolte l’una verso l’altra
– ciocche di capelli agitate dal vento notturno –
due paia di occhi che si incontrano per la prima volta
e indugianti scrutano un piccolo adesso
due corpi che si scivolano accanto
mentre ombre giocano nella luce tremolante
– lei prende delle mele dal distributore automatico
lui sta facendo il giro serale col cane

Amici, sapete cos’è la primavera?

Due corpi che avanzano faticosamente controvento
nelle strade addormentate e che girano gli angoli
lei con la frutta stretta al petto,
lui bighellonando con la sigaretta accesa
scuote la cenere e fischia al cane

Amici, sapete cos’è la primavera?

Un uomo che guarda su verso un balcone
canticchiando un po’ – la sigaretta arde
una donna lassù – mangia delle mele
e sorride guardando in basso tra i rami spettrali
dove il viso pallido si intravvede come un fiore

Amici, sapete cos’è la primavera?

Due sorrisi nella notte – una porta che si chiude
un uomo che esita ma se ne va
una donna che si spoglia sorridendo
e spegne la luce e si distende e pensa:
quanto è dolce e delicata questa corrente tra due esseri
e il loro aver evitato l’imminente pericolo
di far calare le stelle sulla terra,
com’è stato bello, com’è stato prezioso e difficile

Amici, sapete quindi cos’è la primavera?





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martedì 15 dicembre 2015

Appunti recuperati, I-L-M-N-O-P


 
Hannah Arendt in en.wikipedia.org


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P
La banalità del male di Hannah Arendt (Feltrinelli)
(Eichmann in Jerusalem: A Report on the Banality of Evil, 1963, 1964)
Traduzione di Piero Bernardini

Capitolo Deportazione dall'Europa occidentale - Francia, Belgio, Olanda, Danimarca, Italia.
 "La storia degli ebrei danesi è una storia sui generis, e il comportamento della popolazione e del governo danese non trova riscontro in nessun altro paese d'Europa, occupato o alleato dell'Asse o neutrale e indipendente che fosse. Su questa storia si dovrebbero tenere lezioni obbligatorie in tutte le università ove vi sia una facoltà di scienze politiche, per dare un'idea della potenza enorme della non violenza e della resistenza passiva, anche se l'avversario è violento e dispone di mezzi infinitamente superiori. [...] Quando i tedeschi, con una certa cautela, li invitarono a introdurre il distintivo giallo, essi risposero che il re sarebbe stato il primo a portarlo, e i ministri danesi fecero presente che qualsiasi provvedimento antisemita avrebbe provocato le loro immediate dimissioni. [...] I tedeschi trovarono esattamente 477 persone (su più di 7800) in casa e disposte a lasciarli entrare. [...] Occorse quasi tutto ottobre per traghettare gli ebrei attraverso le cinque-quindici miglia di mare che saparano la Danimarca dalla Svezia. Gli svedesi accolsero 5919 profughi, di cui almeno 1000 erano di origine tedesca, 1310 erano mezzi ebrei e 686 erano non ebrei sposati ad ebrei. (Quasi la metà degli ebrei di origine danese rimase invece in Danimarca, e si salvò tenendosi nascosta.) Gli ebrei non danesi si trovarono bene come non mai, giacché tutti ottennero il permesso di lavorare. [...] Quando tutto fu finito, Eichemann si sentì in dovere di riconoscere che "per varie ragioni" l'azione contro gli ebrei danesi era stata un "fallimento" [...].

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O
Lezioni americane - 1985, di Italo Calvino (Mondadori)

Da Cominciare e finire
"In pochi scrittori soltanto si fa sentire - velata dallo spirito ironico - la necessità di accomiatarsi dalla vastità del cosmo, per dedicare tutta la propria attenzione, una volta stabilita la scala di proporzione, alla rappresentazione minuziosa d'una storia singola"

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N
(Postato nel blog del Centro Documentazione Elca Ruzzier di Trieste, il 23 giugno 2014)
REVOLUTIONARY ROAD di RICHARD YATES
Mondolibri - 2009
Traduzione di Adriana dell'Orto


Revolutionary Road è la storia di un'integrazione, l'integrazione che più o meno coscientemente ogni individuo deve subire e attraversare nella società in cui nasce. I protagonisti, Frank e sua moglie April, lottano per salvare la propria identità, la propria diversità (che vuole semplicemente dire l'essere unici), ma il sistema è così forte, così avvincente e avvolgente che combatterlo è una fatica estenuante. Il quotidiano, prosaico e tenace, invade ogni spazio interiore, lentamente e costantemente. Partire per l'Europa (Frank ci è già stato da soldato: siamo negli anni cinquanta dello scorso secolo, gli Stati Uniti d'America hanno contribuito a liberare l'Europa dal nazismo), anche senza la sicurezza di un lavoro, è il sogno che può salvarli.
Frank è un uomo intelligente, piacente, uno che "finge" di lavorare in una ditta nella quale non trova niente di interessante se non i fianchi di una giovane collega. April però è convinta che lui si stia sacrificando duramente per lei e per i loro figli. Per questo vuole ricambiare il sacrificio offrendosi come sostegno economico, quando si saranno trasferiti a Parigi, per potergli lasciare tutto il tempo che gli servirà per trovare sé stesso.  
Ma lei April, a che punto è? Chi è? Carina, intelligente, "di prima classe" come l'aveva definita Frank la prima volta che l'aveva vista, non riesce in realtà a trovare la propria strada tra le gravidanze non desiderate ma neanche evitate, e trasformate in gioco di potere tra lei e suo marito. Le gravidanze hanno modificato i piani di entrambi nel corso degli anni, lei avrebbe voluto abortire ma ogni volta lui è riuscito a farle cambiare idea (per poi ammettere soltanto tra sé e sè che in realtà, in fondo, avrebbe preferito l'aborto).
April uscirà di scena morendo d'aborto procurato in cucina, in solitudine, contro tutto e tutti, anche contro sé stessa, contro quella parte di sè ancora bambina, ancora addolorata per non aver mai avuto una vera famiglia. Quindi Frank si trasferirà altrove aggiustandosi la vita nel modo migliore possibile ma non sarà mai più il geniale uomo che con April credeva di essere (e che forse era). Noi però siamo anche ciò che gli altri ricordano e dicono di noi, e quindi la coppia Wheeler, così particolare per tutti, speciale e bella, colta e arguta, appena un anno dopo il suo dissolvimento, sarà vista dagli amici e conoscenti come una coppia che in fondo era immatura, con qualcosa nella mente che non andava del tutto. E il geniale Frank dai tanti argomenti è ormai un uomo qualunque, senza molto da dire e persino noioso.

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M
(Postato nel blog del Centro Documentazione Elca Ruzzier di Trieste, il 19 agosto 2013)
L'OSPITE di SARA WATERS
Ponte alle Grazie - 2009
Traduzione di Maurizio Bartocci


Se avete già letto "Affinità", riconoscerete in questo romanzo la
maestria dell'autrice nel portarvi dentro una storia imbevuta di paranormale, di un soprannaturale che viene puntualmente smentito dalla dimensione scientifica che a sua volta viene messa in dubbio dal soprannaturale, appena possibile.
Accanto ai delicati e sensibili personaggi maschili ecco i forti personaggi femminili, forti ma fragili di fronte al potere di forze invisibili. Fantasmi? Presenze indefinibili? Energie incontrollabili? Fantasie dovute alla stanchezza e alle preoccupazioni? Paure? Nervi a fior di pelle? Forze interiori più che esterne? Chissà. Razionalità e irrazionalità si specchiano e si deformano a vicenda.
Il "personaggio" principale, il centro della vicenda è Hundreds Hall, una casa antica, il suo parco, i suoi terreni e la sua storia di splendori, che però noi lettori incontriamo al momento del declino e che lasciamo coperta di erbacce, con i vetri rotti e i soffitti gonfi di umidità, poco attraente per qualunque acquirente.
Il libro è forse troppo voluminoso per portarlo in borsa senza fatica, sotto l'ombrellone, in autobus o ai giardinetti accompagnando figli o nipoti ma, nonostante i temi e le atmosfere, è facile da leggere, e coinvolgente al punto che si dimentica tutto il dimenticabile pur di arrivare presto alla pagina seguente, esattamente come negli altri romanzi della Waters: "Ladra", "Turno di notte", "Carezze di velluto" e lo stesso "Affinità" al quale accennavo prima.
Di diverso in questo romanzo c'è che nessun personaggio ha pulsioni lesbiche o è coinvolto in una relazione lesbica o sfrutta il lesbismo latente di qualcuno, tutte caratteristiche alle quali la Waters ci aveva abituate/i con i precedenti romanzi. Particolarità questa che non è un difetto e neanche un pregio, è soltanto un'ulteriore esibizione della propria bravura da parte dell'autrice.
  

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L
LE BRAVE RAGAZZE VANNO IN PARADISO
LE CATTIVE DAPPERTUTTO
di Ute Ehrhardt
(Postato nel blog del Centro Documentazione Elca Ruzzier di Trieste, il 22 luglio 2013)

Il libro uscito nel 1994 in Germania è stato pubblicato in Italia
da Corbaccio nel 1996, con la traduzione di Stella Boschetti.
L'ironia del titolo non lo rende un libro comico, ovviamente, ma scorre e coinvolge, stimola e provoca con semplicità e leggerezza.
Le trappole culturali, gli atteggiamenti pseudo-naturali, le strategie psicologiche che spesso le donne adottano per sopravvivere vengono smascherate. L'autrice, psicologa, propone alla lettrice un percorso forse doloroso ma inevitabile  per conquistare la consapevolezza di sé.
Per essere donne vere occorre proprio smettere di essere "le brave ragazze" che ci hanno insegnato di essere, perché le cosiddette "brave ragazze" spesso sono donne perdenti, infelici, impotenti che hanno rinunciato a sé stesse, e perché come dice a chiare lettere il sottotitolo, essere "brave" non porta lontano.
Ovviamente il consiglio non è di togliersi l'abito da "santarelline" per indossare quello delle "diavolette", ma di attraversare l'analisi dei nostri comportamenti indotti e di conseguenza interrompere il circolo vizioso che continua a farci assumere nella società e nel privato i ruoli meno significativi, meno gratificanti, meno retribuiti, più pesanti, e probabilmente anche lontani dal nostro potenziale e dalle nostre vere attitudini.
Questa lettura potrebbe abbinarsi bene al sostanzioso "SECONDO SESSO" di Simone De Beauvoir che risale al 1949 (storicamente uno dei primi studi sul ruolo e la ruolizzazione della donna) e al sempre valido "Dalla parte delle bambine" di Elena Gianini Belotti, uscito nel 1973 (grazie al quale rivivere quanto ci è stato indotto nella nostra infanzia e poter quindi evitare errori e cliché con i nostri eventuali figli e nipoti).
Bella la citazione di una frase di Platone, in quarta di copertina, sotto la foto dell'autrice:
"Non conosco una via infallibile per il successo, ma soltanto una per l'insuccesso sicuro: voler accontentare tutti".
In fondo il complesso di molte donne è proprio questo: Cercare di far tutti contenti.
Tutti tranne sé stesse!
Invece è necessario imparare a dire tutti i "no" e i "si" necessari, per non diventare invisibili.
Invisibili anche agli occhi di chi amiamo.

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I
(Postato nel blog del Centro Documentazione Elca Ruzzier di Trieste, il 18 luglio 2013)

Leggendo LA MONACA di Simonetta Agnello Hornby (Feltrinelli - 2010),  
viaggiamo soprattutto tra Messina e Napoli, e tra "Il gattopardo" di Giuseppe Tomasi di Lampedusa e i romanzi, senza il commissario Montalbano, di Andrea Camilleri.
Se si è già letto "La monaca di Monza" di Alessandro Manzoni e "Anima mundi" di Susanna Tamaro, si ha l'impressione di ritrovarli un poco nell'atmosfera di questo romanzo; quando descrive le peripezie e la sofferenza della clausura imposta, ricorda ovviamente il primo, quando descrive i vantaggi della solitudine e il contatto diretto tra un orto e la volontà, l'amore di Dio, ricorda il secondo.
La vicenda inizia in un caldo ferragosto del 1839, con i fasti di una festa religiosa che con semplicità mescola il sacro al profano, e il romanzo finisce nell'aprile del 1848.
Agata, figlia tredicenne di un maresciallo prossimo a morire, è il personaggio principale che verrà spinto da un convento all'altro, da una prigionia all'altra, a seconda dei bisogni della madre, vedova e squattrinata con poca dote per le figlie e tanto bisogno di protezione.
Come spesso accadeva allora, Agata sarà costretta a dirsi in possesso della vocazione monacale, per risolvere i problemi familiari. Ma in certi momenti sentirà davvero la vocazione.
Con i suoi sì e i suoi no diventa presto imprevedibile e incontrollabile per i suoi superiori e i familiari.
Intanto tra i vicoli poveri e i salotti ricchi, la Rivoluzione si prepara ed esplode.
I vari conventi in cui Agata vivrà, sono luoghi con una propria storia e dignità secolari, ma per lei saranno spesso soltanto una prigione, un concentrato insopportabile di intrighi e cattiverie, un invivibile mondo di invidie e maldicenze.
Fortunatamente troverà anche momenti di pace e spazi di salutare solitudine, di armonia e solidarietà laboriosa con le consorelle.
Numerose le  fughe, navigando sul Tirreno e intorno la Sicilia, avendo per bussola la  propria intuizione, a volte rifugiandosi in spazi interiori dove oltre che sé stessa trova anche l'amore divino.
Due amori terreni la segneranno: il primo per il giovane Giacomo che presto verrà anche lui spinto ad obbedire alla propria famiglia sposando una donna con la giusta dote, il secondo per James, il capitano della marina inglese che da una rispettosa e colta distanza non l'abbandonerà mai. Questo amore maturerà platonicamente negli anni e dall'ultima pagina in poi sembrerebbe destinato a realizzarsi pienamente anche se James non è più scapolo. Di sicuro saranno liberi o si prenderanno la libertà di amarsi e di essere sé stessi.




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mercoledì 2 dicembre 2015

Un'essenza nel profumo risorgimentale



IL METODISMO
di Giovanni Carrari
Claudiana - 2000


[...] Il metodismo in Italia iniziò a diffondersi in seguito alle battaglie del Risorgimento, evento storico al quale partecipò, seppure dietro le quinte, il Regno Unito. [...] Quando i primi missionari metodisti inglesi giunsero in Italia all'indomani dell'unità nazionale, il loro scopo era di contribuire alla diffusione dell'evangelo in una terra dominata per secoli da quella che era definita "ignoranza papista" e vista come la causa dell'arretratezza sociale e civile dell'Italia. [...] Non tutti, ma un buon numero tra i primi pastori proveniva dalle file del clero cattolico: lasciata la chiesa romana per motivi prevalentemente politici, molti di costoro avevano scoperto un nuovo modo di vivere il cristianesimo che non fosse quello legato all'autorità papale, bensì in stretto rapporto con la Bibbia. Forte era anche la componente garibaldina: alcuni pastori avevano preso parte alle battaglie di Garibaldi il cui cappellano militare era stato Alessandro Gavazzi (1809-1889), una delle figure più eminenti dell'evangelismo libero.
[...] Comunque già nei primi anni erano sorte numerose comunità metodiste (Milano, Intra, Cremona, Mezzano, Parma ecc.; al sud: Napoli, Caserta, Avellino, Salerno e altre nel circondario fino all'Abbruzzo e alla Basilicata; in Sicilia: Palermo, Messina, Catania).



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venerdì 27 novembre 2015

Due di Adriano Guerrini

lapoesiaelospirito.wordpress.com
















Da ETÀ DI FERRO
di Adriano Guerrini
Mondadori 1978



Poetica

Non la visitazione, non l'effusione,
non la sofisticata manipolazione;
non il servizio, né il futile gioco.

Ma la lucidità rimanendo nel fuoco,
la semplicità dentro il magma impazzito,
la commozione di uno sguardo infinito.

Come due amici che hanno molto compreso
parlano della storia, della giovinezza,
una sera, adagio, con pudore e grandezza.


Strada sopraelevata  

Qui, sembra ieri, la strada non c'era,
mentre la città sempre più soffocava.
Sembra ieri. La città è molto cambiata,
più grande, più fitta di ferro e cemento.

Questa strada non c'era. E neppure c'era 
la ruga sul tuo collo che oggi ho veduto.
Corriamo. Le macchine ci vengono incontro
dall'altra parte, con le luci già accese.

Quella ruga non c'era. Corriamo. È notte.
Corriamo: gli anni, le città, le galassie.



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lunedì 23 novembre 2015

Due di Silvio Ramat

Foto da www.lideamagazine.com












Da IN PAROLA
di Silvio Ramat

Guanda 1977


Per chi vive qui

Da un tetto eterno, lo capisco,
è facile non giudicare,
innaffiando di sovrana pietà
il semplice mosaico del reale.

Ma per chi vive qui, sul ruvido
che non è più fango ma neanche
pavimento fiorito finora,
dire sì, rifiutare: non c'è un altro

modo di essere, di resistere.
Deridere o lacrimare
sugli atti del prossimo, sui propri
scatti da inerzia a furore.

E questo libro d'altri fra le mani:
non riderne, potresti domani
esser costretto a riscriverne
uno, tu, palinsesto del non-senso,

pedinandoti la follia.

Pensa che di questi ricalchi
storia e mondo crescono ancora
e supponi te stesso calco
di un essere poco pensato,

sicché un posto in valigia lascialo
a questo sciupìo di parole
fra caso e intenzione scoppiate:
distrai la tua distrazione

se c'è un viaggio alle porte
e una lingua da imparare:
stasi e silenzio, le corte
coordinate del tuo altomare.

(II Canyon)



Volume

Accade e può accadere:
prende corpo qualche ombra
e s'assesta, che in sogno parve fluida.
La pioggia penetrata nella stanza
da infissi poco stagionati séguita
la figura che in sogno fu un lunghissimo
bagno amaro: quasi un annegamento
nel lume gelido del capodanno
e la mosca persa nel capogiro
dello champagne -, l'insetto che anch'io fui
nell'istante vero e giusto
del crettarsi di tutti i vetri e mio.

Una sassata, ma da dove, da chi?
No, un puro spostamento d'aria, un soffio
agitato con forza tra qualcuno di noi.
Sulla scala il chiarissimo volume
esangue è transitato: lo spettro di casa, avvertono,
mentre io stavo a occhi bassi, aspettando
qualcosa che mi assolvesse proprio lì in mezzo ai calici,
ai rotti fiori taglienti che affondano
la boa che stiamo toccando d'intuito.

(VIII Recto e verso)





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giovedì 19 novembre 2015

Appunti disorientati, G-H









H
20.11.15
Quasi più nessuno "ci guarda". E' perché siamo vecchi/e, brutti/e, trasparenti? No.
E' che sono quasi tutti occupati a guardare dentro il rettangolino acceso: il cell, lo smart-phone, il diavolo-se-lo-porti via! Qualcuno si guarda ancora intorno? Pochi. Qualcuno guida, passeggia, va in bicicletta, cucina, siede? No. Stanno quasi tutti, in realtà, parlando e/o digitando al cellulare intanto che guidano, fanno acquisti, vendono merci, portano il cane a spasso, i figli a scuola, il nonno dal medico, intanto che siedono a tavola con altri, prendono un aperitivo, trasportano passeggeri, ricevono reclami, visitano pazienti, servono a tavola, puliscono le strade... ma, notate pure con i vostri occhi, tutte le attività che si sviluppano fuori del rettangolino sono attività secondarie.

G
19.11.15
Occuparsi della vita degli altri, per trascurare la propria. Aiutare gli altri ad avere un ritmo, a darsi un senso, a muoversi nella direzione giusta, e contemporaneamente perdere la bussola persino nei propri cassetti!





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sabato 7 novembre 2015

Dodici settimane a Perla



























Dodici settimane a Perla

Il romanzo sarà nelle librerie dopo il 
23 novembre 2015

Attenzione: NON è un esordio... la copertina mente!

.
I fatti:
Tre donne si sono conosciute nell’adolescenza, in un collegio femminile, agli inizi degli anni Settanta, e si ritrovano più volte nel corso della loro vita.
Storia di un delicato amore adolescenziale che resiste al tempo e di un'amicizia che attraversa il tempo.

La geografia:
Una Sicilia di provincia, una Urbino notturna e cosmopolita e Perla Adriatica, una località inesistente che somiglia alle tante cittadine della costa tra Ancona e Pescara.

I personaggi principali e la loro essenza:
Nel presente una grave malattia corrode ogni gioia per Antonia; il tempo perduto in timori sociali e responsabilità erroneamente gestite rende Lilla decisamente in ritardo con se stessa; e una vita troppo razionale e poco spontanea, all’estero, sta portando Patrizia, la protagonista, sull’orlo della resa: i suoi cinquant’anni sono arrivati inaspettati, lo stupore di non riconoscersi e il sospetto di aver giocato male le proprie carte la rendono fragile.
Patrizia Lo Caudo si permette dodici settimane di pausa dalla sua vita lavorativa per raggiungere l’Italia e scrivere un romanzo, e ora, a Perla, il passato prossimo e il passato remoto si intrecciano con il presente. L’incontro con le due vecchie amiche e il ricordo di una figura materna (la signora Quondamatteo) che l’aveva protetta e sostenuta, le ridaranno la speranza nel futuro, per quanto ancora incerto.
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venerdì 23 ottobre 2015

Appunti rimandati, E-F

Ragazzina in piedi, 
spiaggia di Skagen, 1884
Peder Severin Kroyer 
(Wikimedia.org) - [121684]


F
3 novembre 2015 - Mele

Come le mele anche una poesia al giorno toglie il medico di torno. E la mela di oggi è una meletta pallidamente gialla, dolciastra, croccante, caduta a terra ma ancora intatta, è una poesia a caso di Dario Bellezza (in "Tutte le poesie" di Dario Bellezza, Mondadori, 2015):

(Da Proclama sul fascino / Il nulla)

I poeti animali parlanti
sciagurano in bellezza versi
profumati - nessuno li legge,
nessuno li ascolta. Gridano
nel deserto la loro legge di gravità.


E
23 ottobre 2015 - Diario d'inverno di Paul Auster
Traduzione di Massimo Bocchiola, Einaudi - 2012.

Non posso fare a meno di prendere in prestito dalla deliziosa, piccola biblioteca di Grottammare un libro che inzia così:
"Pensi che a te non succederà mai, che non ti può succedere, che sei l'unica persona al mondo a cui queste cose non succederanno mai e poi, una a una, cominciano a succederti tutte, esattamente come succedono a tutti gli altri."
e finisce così:
"Una porta si è chiusa. Un'altra si è aperta.
Sei entrato nell'inverno della tua vita."
E' già "un romanzo", già tutto racchiuso in questo inizio e in questa fine.

http://www.panorama.it/cultura/libri/paul-auster-diario-d-inverno-autobiografia/

http://archivio.internazionale.it/recensioni/libri/2012/12/07/diario-dinverno


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martedì 6 ottobre 2015

Appunti sospesi, A-B-C-D



Bambini al bagno
in un giorno d'estate,
spiaggia di Skagen (DK),
1884, Peder Severin Krøyer
www.pinterest.com




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D
17 ottobre 2015 - Tutto su mia nonna di Silvia Ballestra
Einaudi - 2005

Viaggio "in seno" alla famiglia che scendendo da Macerata arriva al piceno costiero, avanti e indietro tra Grottammare e San Benedetto del Tronto, passando per Offida. Un'analisi familiare matrilineare: la rocciosa nonna, le sorelle della nonna, le proprie zie, la mamma, la sorella. Donne puntute e strapazzanti.
Un mettere a fuoco la propria marchigianità, se si può pronunciare senza perdere la dentiera.
E non solo: alcuni capitoli sono oltre la biografia e chiudono inaspettatamente il lettore nella stanza dei personaggi-incubo della Ballestra. Umorismo.

"Nonna ha sempre inventato parole, e mamma pure, e io pure.
Nonna ha inventato soprannomi e, ribattezzandole, ha nobilitato ai miei occhi determinate persone rendendole personaggi. Nonna ha mescolato le parole di tutti i posti che ha conosciuto. Non sono le parole del mondo, lei non ha mai viaggiato tanto, ma sono le parole delle Marche e lei se le è fatte bastare. Bastare e avanzare, tanto che anche mamma e anch'io abbiamo ancora sulle labbra le sue parole."

http://www.einaudi.it/libri/libro/silvia-ballestra/tutto-su-mia-nonna/978880617270


C
12 ottobre 2015  - La giocatrice di scacchi di Bertina Henrichs
Einaudi - 2006 Traduzione di Maurizia Balmelli

Eleni di Naxos, non giovanissima, è una cameriera ai piani di un hotel aperto tutto  l'anno. Vita monotona e semplice anche se faticosa. Un certo giorno però entrano nella sua vita due nuovi elementi, un profumo francese che inebria i suoi sensi e una scacchiera elettronica che sfida la sua intelligenza. Concentrazione e silenzio. Passione. Con l'aiuto di un suo anziano professore si trasformerà in una campionessa di scacchi attraversando prima però l'ostilità dell'isola e di suo marito.

"In linea di massima, ai giochi chiusi, che le sembravano troppo timidi, preferiva i giochi aperti. Tra i giochi semiaperti rimase colpita dalla partita francese, ma forse era solo nostalgia, perchè quel nome
la ripotava all'origine della sua passione, ricordandole il profumo inebriante che aveva sentito nella stanza dei parigini. In modo lento ma sicuro, Eleni progrediva nell'assimilazione di tutta una serie di strategie. Però le piaceva anche agire d'istinto, sorprendere e gettare lo scompiglio con mosse che di primo acchito apparivano del tutto illogiche. Fintantoché il suo avversario perdeva tempo a cercare di indovinare i suoi piani, lei era in vantaggio."

http://www.einaudi.it/libri/libro/bertina-henrichs/la-giocatrice-di-scacchi/978880618174 
e
http://salon-litteraire.com/fr/roman/review/1797721-la-joueuse-d-echecs-la-vie-qui-bascule-sur-un-pion


B
7 ottobre 2015 - Io e lei

Film uscito da pochi giorni. Regia di Maria Sole Tognazzi, sceneggiatura della regista e di Francesca Marciano e Ivan Cotroneo. Storia agro-dolce di una coppia lesbica. Le due sono interpretate da Margherita Buy che in questo film ha la voce un po' più udibile del solito e da Sabrina Ferilli che si impegna a esprimere sana voglia di vivere. Sono una spettatrice di manica stretta, strettissima (specialmente su questi temi) ma a questo film, leggero ma non banale, in una scala da uno a dieci, darei otto e mezzo (il nove l'ho pensato raramente e il 10 non l'ho mai dato!). Un film positivo, credibile.

http://www.repubblica.it/spettacoli/cinema/2014/08/21/news/maria_sole_tognazzi_buy_ferilli_la_mia_coppia_gay_con_un_omaggio_a_pap_ugo-94204541/


A
6 ottobre 20015 - Leggersi a vicenda

Via mail mi è arrivato il parere di Roberta Tamiso su Quando l'amore non basta:
[...] "Quando l'amore non basta" che ho appena finito di leggere. Mi è piaciuto moltissimo. La scrittura è scorrevole, essenziale, priva di artifici ...si fa fatica ad interrompere perchè è tutto molto coinvolgente, vero, doloroso e allo stesso tempo positivo e "conciliante". Alcuni capitoli li ho letti due volte perchè particolarmente toccanti...
Assisi e l'episodio in cui la protagonista ha l'illusione di ascoltare il coro di suore qualche minuto prima della rottura con Serena, la chiusura... la fierezza che chiude l'ultimo capitolo. Ho amato molto la postfazione, perchè questa storia è un pò di tutti noi, non resta legata all'esperienza omosessuale, il pregiudizio è ovunque e genera sofferenza, ingiustizia e "spreco"...lo spreco di un amore che non conosce piena realizzazione... qualcosa con cui  presto o tardi tutti abbiamo dovuto fare i conti...Serena è un personaggio così reale, con la sua paura, il non voler vedere, soffocare i propri sentimenti per salvare le apparenze e uniformarsi a valori vuoti e insensati. Mi è piaciuta la lucida analisi che spiega come la protagonista abbia deciso di trasferirsi in Danimarca e la descrizione del periodo in cui, vivendo tra le montagne, abbia superato una crisi personale nel contatto con la natura. Mi è piaciuto il fatto che partendo dal un dolore così personale si giunga a considerazioni universali che l'essere umano, per sua natura, conosce.
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Roberta Tamiso è l'autrice di Lucrecia, romanzo del quale ho parlato in questo post:
http://letture-e-riletture.blogspot.it/2015/09/fatiche-inevitabili.html
-
Mi piace il leggersi a vicenda. Grazie Roberta.



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lunedì 5 ottobre 2015

Sondaggio - ottobre 2015


Arrivo in biblioteca
e mi collego con il mondo!
Per un gran niente da dire e
una grande banalità da sapere.

Tuttavia: qualcuno mi ha cercato
e qualcuno mi è necessario
in questo momento.

Ma sarà poi vero?  
Non si era detto che
tutti siamo utili ma nessuno è indispensabile?

C'è sempre una via d'uscita.
E se non si sa cosa fare
è meglio non fare niente... tanto tutto passa.
Veramente, TUTTO PASSA!
Come acqua sotto un ponte.
Dio, che sollievo!

Di cosa fai facilmente a meno?
Della televisione,
del cellulare,
del computer,
dell'asciuga-capelli,
della caffettiera moka,
delle sigarette?

Tutte stupidaggini che però fanno la differenza?



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sabato 26 settembre 2015

Follia nostra che sei nei cieli



INDIGNAZIONE
(2008)
di Philip Roth

Traduzione di Norman Gobetti
Einaudi - 2009


Marcus Messner, 1932-1952, ebreo di nascita, ateo praticante, figlio di macellai, aiutante perfetto di suo padre, studente eccellente, ci racconta di sé dall'isola del né vivo né morto, prima di morire del tutto. La guerra di Corea è stata intorno al suo quotidiano e lo ha minacciato a lungo, infine se l'è portato via per sempre non ancora  ventenne.
Indignazione ce lo racconta in un breve periodo trascorso in macelleria e poi al college, occupato a ricambiare i sacrifici dei genitori con la concentrazione sullo studio da lunedì a venerdì e con un lavoro da cameriere nel week-end. Ma anche in lotta con alcuni aspetti del proprio carattere e affascinato dalla prima ragazza con la quale si relaziona sessualmente e che si suiciderà lasciandogli qualche senso di colpa.

"Follia nostra che sei nei cieli! La disgrazia della religione, l'immaturità e l'ignoranza e l'infamia della religione! Insensata devozione per il niente! [...] imparare ciò che il suo incolto padre aveva tanto cercato di insegnargli: il terribile, incomprensibile modo in cui le scelte più accidentali, più banali, addirittura più comiche, producono gli esiti più sproporzionati."



Link: archiviostorico.corriere.it/2008/settembre


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venerdì 18 settembre 2015

Fatiche inevitabili



LUCRECIA
di Roberta Tamiso

edizioni creativa - 2012

Le motivazioni, il percorso, gli ostacoli e le soluzioni di un giovane uomo che si sente e vuole diventare donna.
Un romanzo positivo sull'argomento transessualità.
Il viaggio faticoso dalla tristezza dell'infanzia alla gioia della maturità.

Giuseppe/Lucrecia "viaggia" interiormente e fisicamente verso la propria identità sessuale crescendo anche umanamente. Non soltanto è attrattato dagli uomini ma anche si sente e vuole essere donna.
Sempre più coscientemente si dirige verso una vita più corrispondente al proprio essere, dalla provincia alla grande città, dalla paura di sé stesso/a all'orgoglio di essere sé stesso/a, dall'inibizione alla libertà. Tappe intermedie saranno l'amore impossibile per l'amico d'infanzia e il matrimonio con una donna sensibile e delicata, che purtroppo dovrà soffrire ma che alla fine lo comprenderà.

Giuseppe vuole essere Lucrecia fino in fondo, si sottoporrà al doloroso e problematico intervento del cambiamento di sesso, e da donna, tale anche sui documenti, si trasferirà all'estero con accanto la grande amica del cuore dal percorso simile al suo. La visita inaspettata di sua madre sarà il vero inizio della sua seconda vita.

"Era la parola irreversibile, così tante volte ripetuta dal dottore, a crearmi quel senso di sgomento. Temevo che la natuta non avesse sbagliato niente. Se si fosse trattato solo di confusione? Avrei rischiato di trovarmi ancora prigioniero nel corpo sbagliato, un corpo che avrei dovuto prima costruire con dolore e sacrificio senza alcuna certezza del risultato finale."


Link: Lucrecia in Edizioni Creativa
e Roberta Tamiso in bellezzegossip.com




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lunedì 14 settembre 2015

Ruggine

faidatemania.pianetadonna.it

Sembrano appigli
ma purtroppo galleggiano senza rotta, portano ancora più lontano e mettono chiunque in maggior pericolo.
Sembrano risorse ma sono consumate dalla ruggine!
Tuttavia così come tutto ciò che luccica
non sempre è oro anche ogni ferro arruginito può recuperare l'aspetto originale.
Il più possibile. E allora coraggio! Si lavora alla rimozione delle ruggini.

Leggi anche  ARGENTO,   LA CLESSIDRA,   BLA BLA BLA.

Ps: aggiungo IL FUTURO



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giovedì 10 settembre 2015

Eterno il bene

Foto in larteinarte.it










Da
Cambio di luce
di
Maria Lenti
Canalini e Santoni - 2009


(CHIAROSCURO)  
.
eterno bene

............................
più non ti cerco
e non mi affanno
fuggo ogni indugio
dentro un rifugio
e me ne resto giù

no, lo so l'inganno


accusativo di relazione

somniavi somnium
sì, l'ho sognato e non ricordo
se bianco-nero o variegato

penzola da un ramo d'albero
mora di gelso o rovo
                    dolcissima...


*

(HAIKU)

1
Otto eravamo
nella famiglia grande.
Sola ricordo

2
Sparito il se
subentra l'assoluto
innocuo e falso

3
Bacio la bocca
e allunghi un po' di te
dentro un affondo




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