martedì 12 agosto 2008

...e una patrizia.


Patrizia Cavalli
Poesie
Giulio Einaudi Editore - 1992
..
.
Le sue parole malfamate e signorine allo stesso tempo,
come lei stessa le definiva, sono diventate anche classiche.
. .
.
Da Le mie poesie non cambieranno il mondo:
..
Sfacciata sprecata ingrassata
sedevi smisurata
a raccontare le tue malattie.
.
---
.
Non ho seme da spargere per il mondo
non posso inondare i pisciatoi né
i materassi. Il mio avaro seme di donna
è troppo poco per offendere. Cosa posso
lasciare nelle strade nelle case
nei ventri infecondati? Le parole
quelle moltissime
ma già non mi assomigliano più
hanno dimenticato la furia
e la maledizione, sono diventate signorine
un po' malfamate forse
ma sempre signorine.
.
-----------------------------------
.
Da Il cielo:
.
Ti ho sfidata con una parolaccia,
e tu mi hai risposto illesamente dama.
.
---
.
Adesso che il tempo sembra tutto mio
e nessuno mi chiama per il pranzo e per la cena,
adesso che posso rimanere a guardare
come si scioglie una nuvola e come si scolora,
come cammina un gatto per il tetto
nel lusso immenso di una eplorazione, adesso
che ogni giorno mi aspetta
la sconfinata lunghezza di una notte
dove non c'è richiamo e non c'è piú ragione
di spogliarsi in fretta per riposare dentro
l'accecante dolcezza di un corpo che mi aspetta,
adesso che il mattino non ha mai principio
e silenzioso mi lascia ai miei progetti
a tutte le cadenze della voce, adesso 
vorrei improvvisamente la prigione.
.
---
.
Essere testimoni di se stessi
sempre in propria compagnia
mai lasciati soli in leggerezza
doversi ascoltare sempre
in ogni avvenimento fisico chimico
mentale, è questa la grande prova
l'espiazione, è questo il male.

--------------------------------
.
Da L'io singolare proprio mio:

Ringrazio la sedia la scala la poltrona
che mi accoglieva in improvvisa debolezza
quando improvvisa entrava nella stanza
del tuo corpo assoluto la certezza.
.
---
.
Tu te ne vai e mentre te ne vai
mi dici: "Mi dispiace".
Pensi cosí di darmi un po' di pace.
Mi prometti un pensiero costante struggente
quando sei sola e anche tra la gente.
Mi dici "Amore mio mi mancherai.
E in questi giorni tu cosa farai?"
Io ti rispondo: "Ti avrò sempre presente,
avrò il pensiero pieno del tuo niente".
.
---
.
Non affidarti alla mia immaginazione
non ti fidare, io non ti conservo,
non ti metto da parte per l'inverno,
io ti apro e ti mangio in un boccone.
.
---
.
Meglio morire leggeri,
senza proprietà,
ché a essere proprietari
si è già morti da ieri.
.
.
-----------------------------------

Nessun commento:

Posta un commento

Nota. Solo i membri di questo blog possono postare un commento.