giovedì 21 agosto 2008

Punk e macellaio



I fiori sono di
Katinka Matson:

...
Omaggio floreale - mio - a Poul Borum (1934 - 1996).
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Si dice che essendo lui un po' speciale, un po' bizzarro, conosciuto per le sue provocazioni di vario tipo, un giorno qualcuno gli urlò dal marciapiede opposto, con tono sarcastico: Originale!
E lui rispose, con lo stesso tono: Copia!
Poul Borum era nato nel 1934 ed é morto nel 1996, malato di cancro. Amante della letteratura internazionale, nel suo appartamento c'erano 30.000 libri allineati in doppia e tripla fila. Era un uomo e un artista sempre alla ricerca di nuovi orizzonti, nuove sfide, critico letterario, traduttore, soggettista cinematografico, ed ex marito di Inger Christensen, scrittrice e poeta anche lei, con la quale ha avuto un figlio.
Provocatore per tanti aspetti, anticonformista, diceva e scriveva quello che pensava senza mezzi termini, dai vari media; non era delicato nelle sue critiche e non era di manica larga nelle valutazioni, per questo lo definirono lyrik-slagteren cioè il macellaio delle poesie. Negli ultimi anni, a causa del suo abbigliamento fu considerato, con ironia, il primo e più anziano punk della Danimarca.
Tra le altre cose, dal 1968 al 1996, é stato alla direzione della rivista letteraria, ancora oggi attiva, Hvedekorn (Chicco di frumento).
Di lui propongo due poesie, delicate e sommesse:
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Vita di confine
(Per Barret Newman)
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rimarginata la piaga della luce
notte di nuovo come stato normale
le ostilità appianate
in fuga le nubi rosse di menzogna
ritornati i gridi degli occhi
per segrete vie raggiate
consunto il canto del corpo

sss taci
ancora niente è stato detto
facciamo come se
tra un poco ci svegliamo
in buio paradisiaco
e nomi ci diamo l'un l'altro
.
chiamami pace e allora io
ti chiamerò guarigione
chiamami silenzio delle labbra
e io ti chiamerò poesia
la meta notturna raggiunta
prima che cercassimo
mani come acqua mormorante
rimarginata la piaga della luce

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da Giovani poeti danesi, Giulio Einaudi editore - 1979, traduzione di M.Giacobbe
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Sei variazioni su un vecchio tema
(Nel sonno incerto sogno ancora un poco
Sandro Penna) - In italiano nel testo -
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Stanotte ho sognato
che ritornavi
e io ridevo
e stavo bene
e tutto era come prima
e tu ridevi
e stavi bene
e tutto era come prima
.
Poi ho dovuto andarmene
e quando sono tornato
tu eri seduto/a* e bevevi
una semplice birra
ma mi hai assicurato che
avevi lavorato
per ore e ore
e abbiamo riso
e stavamo bene
e tutto era come prima
.
E allora mi sono svegliato
e son dovuto andare
a bermi un bicchier d'acqua
tanta era la sete
che avevo
di felicità
.
Poi mi sono seduto
al buio
e ho fumato una sigaretta
e quella frase
continuava
a girarmi in testa
"e tutto era come prima"
.
Così sono rientrato
e mi sono riaddormentato
pesantemente
e solo
e risollevato
.
.
Traduzione per Letture e riletture, di Angela Siciliano
Dalla raccolta Om jorden siger jeg (Della terra io dico), Gyldendal -1987

*Ho scelto di lasciare entrambe le possibilità perché nel testo originale non ci sono riferimenti ad un femminile o a un maschile (nella lingua danese non ci sono questi due generi e se in un testo mancano i pronomi o se non si conosce direttamente l'autore, e se non ci sono costrizioni di metrica ...).


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