martedì 23 settembre 2008

Lei


Foto: Il nudo provenzale di Willy Ronis, 1949..
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Da L'affamata - 1948,
di Violette Leduc (1907-1972)
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Edizioni La Rosa- 1980
Traduzione di Margherita Muratore.
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"Apro un atlante. Abbasso gli occhi sulla Corsica, li alzo sull'Inghilterra, li volgo dalla parte della Norvegia. Non conosco né il suo itinerario né la data delle tappe. Lei è ovunque in ogni momento ma io l'ho perduta. Ceno con lei ma è un'apparizione seguita da un rapimento."
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Dedicato a Jacques Guérin. La Lei che riempie le pagine, attraverso lo sguardo e i pensieri della Leduc,
è Simone De Beauvoir.
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5 commenti:

  1. Da Violette Leduc ho letto Thérèse et Isabelle, che ho tanto amato. E'un libro che conoscevo abbastanza bene e che mi ha accompagnata per giorni. Oggi l'ho un po dimenticato e fa parte , comme alcuni altre preziose letture, del mio paesaggio sentimentale. L'affamata, lo leggero forse un giorno o l'altro.

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  2. Teresa e Isabella (versione italiana)l'ho letto anch'io, un po' di anni fa. Nel 1984! L'ho dimenticato. Era stato pubblicato dalla Feltrinelli, insieme a "La donna col renard". Lo conservo ancora però, spaginato e sottolineato, le pagine sempre più scure come assalite dalla nicotina...ma é soltanto l'effetto del tempo!
    Ho deciso: lo rileggo!

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  3. Conoscevo la fotografia di Willy Ronis. Penso di averla vista a una mostra di Parigi. La amo molto. Mi rimanda al romanzo di Guy Goffette,
    "Elle, par bonheur et toujours nue". Si tratta dell'amore del pittore Pierre Bonnard e di Marthe. Un bel libro e un grande pittore.
    Un abbraccio di notte.

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  4. Bella l’espressione “paesaggio sentimentale”….
    Chiederei il permesso di utilizzarla….Il fatto è che certi paesaggi sentimentali hanno la corrispondenza negli spazi della propria casa non interiore, quella vera. La Leduc (La bastarda) se ne è stata per anni su un certo comodino molto a portata di mano, ma in verità anche dimenticata a lungo fino a che qualche mese fa non è stata presa e sistemata altrove sempre però in degna compagnia vicino a Jeannette Winterson e alla Highsmith di Carol. Mentre Thérèse e Isabelle un giorno tanto tempo fa furono messe in esilio, in un’Oasi lontana…ma perché poi? Dunque se ne stavano in un’Oasi lontana, raggiungibile ma lontana…
    Mentre altri libri dello stesso paesaggio come La foresta della notte e altro della Barnes se ne stanno non nell’Oasi, ma più vicino, nella sistemazione che io chiamo “Corridoio”, che sta per vicini ma non molto, perché un po’ inquietanti, dove si parla di calici amari che bisogna saper bere se si vuol capire..

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  5. I libri hanno un'anima e si pongono e propongono da soli, si fanno trovare, ci cercano.

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