lunedì 29 settembre 2008

Interminabile Roth







Joseph Roth
(1894 - 1939)
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Da La tela di ragno (1923): Sentì la strada, il passo delle donne, la musica dei loro fianchi ondeggianti, l'orgogliosa sicurezza degli uomini che camminavano al loro fianco e, tra tutto questo, il senso della propria assoluta miseria. Lasciò la casa , sentendosi povero come non era mai stato prima. Succedeva sempre così. Doveva sempre tirarsi indietro, colpito, quando credeva di essere ormai alla meta, abbandonato da tutti e perso per strade che portavano in basso, mentre desiderava con ogni forza raggiungere la cima.
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Da Viaggio in Russia (articolo sul Frankfurt Zeitung del 7 dic. 1926): Le chiese sono più frequentate di quel che si potrebbe credere. I conventi di frati e di suore, adeguandosi ai tempi, si sono trasformati in comunitá di lavoro, coltivano con zelo i loro terreni e versano alle chiese e ai loro pope i loro proventi, relativamente cospicui.
...L'ironia banale dell'uomo "di cultura", che definisce "conversazioni da té per signore appassionate di spiritismo" tutti i fenomeni che vanno al di là della sua comprensione, e nel dire questo si considera molto spiritoso, non ottiene altro risultato se non quello di rendere anche il più intelligente degli "atei" pericolosamente affine a un autodidatta di mezza cultura.
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Da Ebrei erranti (1927): Le generazioni dei clienti cambiano ogni tre ore. Se vedeva che un cliente della vecchia generazione era ancora seduto, il venditore ambulante evitava accuratamente il suo tavolo. Sapeva con esattezza dove finisce il cuore e cominciano i nervi.
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Da Fuga senza fine (1927): Le donne che incontriamo
stimolano più la nostra fantasia che non il nostro cuore. Amiamo il mondo che rappresentano e il destino che ci additano.
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Da Il profeta muto (1929): Poiché Hilde, convinta della ridicolaggine della vecchia morale non meno che della propria indipendenza, estasiata dalla scoperta fatta durante la guerra delle ragazze borghesi, che cioè una donna può disporre del proprio corpo come vuole, non oppose, per puro e semplice omaggio alla teoria, alcuna resistenza alle pretese che il signor Derschatta aveva verso una segretaria. Era un tempo in cui le donne, mentre si abusava di loro, erano tutte prese dall'idea di avere il dovere di fare qualcosa che le distinguesse dalle loro madri. E se i tradizionalisti lamentavano il ben noto rilassamento dei vincoli, la verginitá veniva definita dagli uomini un fenomeno raro e considerata un peso dalle ragazzette. Molte donne non arrivavano affatto al piacere perchè esercitavano l'attivitá sessuale come un obbligo e perchè l'orgoglio di poter amare come gli uomini le appagava più dell'amore.
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Da La leggenda del santo bevitore (postumo, 1939): Perchè a nulla si abituano gli uomini più facilmente che ai miracoli, se sono ripetuti una, due, tre volte. Sì! La natura degli uomini è tale che subito vanno in collera se non capita loro di continuo tutto quanto sembra aver loro promesso un destino casuale e passeggero.
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...C'é sempre qualcosa di Joseph Roth che non è ancora stato letto!
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