sabato 13 settembre 2008

Schiaffi catartici




Una burla riuscita
di Italo Svevo
(Aron Hector Schmitz - 1861-1928)





Il breve racconto è del 1926. Il protagonista si chiama Mario Samigli che è anche uno pseudonimo usato dallo stesso Svevo in alcune pubblicazioni. Il mio volumetto è edito da Passigli Editore - 1985. .
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"L'aggettivo di burlato non s'attaglia in pieno che alla vittima di una burla che abiti una città non grande abbastanza per correrne le vie sicure, cioè sconosciuto. Ogni sua nota debolezza lo accompagna per via insieme alla sua ombra. Tutte le persone dello stesso ceto vi si conoscono ed ognuno ficca le unghie nelle ferite del vicino. Ognuno ha il suo destino quaggiù ma, quant'è noto a tutti, si rincrudisce per un incontro, per un'occhiata. Mai più si sarebbe potuto liberare dal marchio di quella burla...
Le parole, preparate con tanta accuratezza, svanirono, e Mario non ne trovò altre. Il suo organismo intero era come un arco che nelle lunghe ore d'impazienza si fosse teso sempre più fino al limite della resistenza. Scattò: lasciò cadere sulla faccia del Gaia un manrovescio enorme di cui non avrebbe creduto capace la sua mano e il suo braccio, che da lunghi anni non avevano conosciuto alcun moto violento. Il colpo fu tale che dolsero anche a lui il pugno e il braccio, e fu in procinto di perdere l'equilibrio... Da tutte le bestie intelligenti si osserva che un forte dolore fisico come quello prodotto al Gaia dalla percossa, dà intero il sentimento del proprio torto. Intanto, per poter protestare confessò: Perchè? Per uno scherzo innocente.
E così Mario apprese con disperazione ma anche con sollievo che il Westermann proprio non esisteva. Confermò subito il manrovescio precedente con un altro... è difficile, per chi manca di pratica, cessare dal picchiare quando vi si è abbandonato con piena violenza. Perciò piovvero sulla testa del povero viaggiatore di commercio due altri fortissimi colpi, appioppati da Mario a due mani, perché oramai la sinistra doveva aiutare la destra ch'era quasi paralizzata dal dolore...
Si sentiva meglio, molto meglio. Le vittorie dello spirito, non v'ha dubbio, sono molto importanti, ma una vittoria dei muscoli è salutare. Il cuore acquista novella fiducia nel vaso in cui batte e si regola e rafforza."
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