venerdì 31 ottobre 2008

Il patto del carbone













Anne Morelli
Gli italiani del Belgio
Editoriale Umbra - 2004
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Il 20 giugno 1946 viene firmato a Roma un accordo tra l'Italia e il Belgio, sulla mano d'opera per le miniere di carbone e le cave di pietra. L'accordo prevedeva l'invio dall'Italia, settimanale, di 2000 "minatori" sotto i 35 anni e in buona salute, in cambio lo stato belga inviava una determinata quantità di carbone in Italia.
I manifesti affissi per reclutare gli operai parlavano di un lavoro sotterraneo, senza altri dettagli, ma si dilungavano sui vantaggi quali le ferie e gli assegni familiari.
I candidati minatori - di tutte le regioni italiane ma soprattutto del meridione e della Sicilia - venivano concentrati a Milano, usufruendo dei piani sotterranei della stazione centrale. Dopo una visita medica, partivano per un viaggio che poteva durare anche 52 ore.
All'arrivo ricevevano degli alloggi che erano in realtà le baracche che erano state usate per i prigionieri di guerra. Alloggi miseri e invivibili, al limite della sopportazione.
Il giorno dopo l'arrivo erano già in miniera.
Questi italiani venivano tenuti lontani dai centri abitati, nascosti alla maggioranza dei belgi.
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Tra il 1946 e il 1960 circa 300.000 italiani si stabilirono in Belgio.
Ci vorrà l'incidente del 1956 a Marcinelle per bloccare ufficialmente e definitivamente l'accordo. In quell' incidente i morti furono 262 dei quali 136 italiani. Al processo che seguì i dirigenti della società mineraria furono assolti, dando la responsabilità all'imprudenza delle vittime.
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Alcune letture sull'argomento, oltre il saggio della Morelli:
Schiena di vetro di Raul Rossetti, vincitore del Premio Pieve nel 1988, pubblicato da Einaudi e da Baldini & Castoldi.
Rue des italiens di Girolamo Santocono, che in Belgio è diventato un classico per le scuole.
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Da 'Gli italiani del Belgio' di Anne Morelli:
" L'accordo italo-belga, firmato nel 1946, non prevede nessun periodo di addestramento al mestiere di minatore. La prima discesa nella miniera è per molti un colpo terribile. Molti italiani (forse il 50 per cento) rifiutano di scendere una seconda volta. Ma...hanno firmato a Milano un contratto che prevede, in caso di rottura, l'arresto e il rinvio in Italia in speciali convogli, dopo l'uscita dalla prigione..." .
...Osceno!! Addirittura!
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(Piccolo particolare privato: tra i colleghi di mio padre - che era appunto uno di questi minatori - c'erano anche delle donne, in particolare una signora belga, alta, robusta e matura, che conviveva con un amico di mio padre, e che ricordo ancora con molta simpatia per via del suo italiano zeppo di termini siciliani).
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Parlo al telefono con un mio zio 85enne che risiede in Belgio (e lo "intervisto" per qualche minuto!):
- Sono arrivato nel '49... c'erano ancora le tessere per comprare il pane, come durante la guerra... Eravamo in 1.500 sullo stesso treno... Mi hanno fatto la visita medica in paese, poi a Milano e quando siamo arrivati in Belgio ci hanno rifatto ancora una visita, a tutti... Ci facevano scendere a scaglioni nelle varie stazioni... Mi hanno fatto scendere a xxx e ci sono rimasto per i primi anni, poi sono venuto a xxx. Avevo 22 anni quando sono arrivato e dopo 14 anni mi hanno pensionato...Tutti quelli che lavoravano con me sono morti, anche giovani, sai... Io sono arrivato a questa età, malgrado tutto! -
Gli chiedo se conosce il libro della Morelli. No, non ne ha mai sentito parlare. Gli chiedo se ha mai sentito parlare del pericolo di essere arrestati se lasciavano il lavoro:
- No!! Arrestati, no!! Non eravamo prigionieri!...
- Uhm...
- Se ti azzuffavi con qualcuno ti mettevano dentro 15 giorni! Questo si. Oppure se venivi in Belgio senza contratto. Poi se il lunedí o il sabato non andavi a lavorare, i giorni dopo ti toglievano un quarto di paga giornaliera! Perché c'erano tanti che il sabato sera e la domenica andavano a ballare e il lunedí non ce la facevano ad andare al lavoro... C'erano tanti che dopo 15 giorni se ne tornavano in Italia con la paga di quei 15 giorni, c'erano quelli che ripartivano il giorno dopo oppure dopo due, tre mesi. I primi tempi erano brutti... e laggiú si diventava come cannibali...
- Che vuoi dire?
- ... La gente cercava di fregarti in ogni modo, non potevi fidarti di nessuno.
- Ti ricordi la paga quant'era?
- 800 franchi a settimana...che poi 100 franchi io li dovevo spendere ogni settimana per la cantina (...per dormire). Poi nel '60, dopo gli scioperi, è aumentata un pochino. Per guadagnare abbastanza dovevi scavare 13, 14 metri al giorno... un operaio doveva fare quei 13, 14 metri al giorno...
- Hai mai avuto un incidente nelle gallerie?
- Una volta... Sono rimasto 2, 3 ore chiuso in una galleria... c'era da stare molto attenti... era veramente pericoloso...
- Ma tu perché ci sei rimasto... se era cosí difficile?
- Perché io quando mi metto una cosa in testa...
- Sono tutte chiuse le miniere di carbone, adesso?
- Tutte. Il carbone c'è... dicono che ce n'è per 5 secoli ancora... ma non conviene più usarlo... ci sono Paesi che ancora lo usano... ma....
- Inquina!
- Inquina e... ormai...


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Breve storia degli italiani in Belgio su Belgio.cc.
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Il libro della Morelli in Editoriale Umbra

Ultima modifica 14.04.2012

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2 commenti:

  1. appartengo a quella generazioni di ITALIANI - con la- i - I - maiuscola - che con i genitori ha dovuto ...lasciare la propria TERRA - ed emigrare in BELGIO - negli anni '50.Abbiamo subìto .. tanto...abbiamo avuto anche tanto perchè ci siamo comportanti EDUCATI e RISPETTOSI - della LEGGE locale e della persone che ci hanno accolto...non tutte con dignità ma spesso ci siamo fatti conoscere nel rispetto reciproco.Ho SUBITO'..il distacco dal quel Paese con dolore...non ho trovato poi nella mia TERRA e nella mia PATRIA NESSUN CONFORTO...ne morale ne umano per rientegrarmi come ITALIANO...mio non c'è più ormai ...colpito anche lui dalla silicosi come molti altri..io non dimentico quel tragico momento di MARCINELLE ... avevo 4 anni ma rimane nella mente e negli occhi quel attimo spaventoso.ricordo però che tutta la gente di DAMPREMY...fu compatta e solidale nel affrontare quella tragedia.Oggi quello che mi fa più male è sapere se x ogni Italiano... uno STATO -ha preso in cambio tanti carbone ...come se fossimo merce o schiavi.Al ritorno in Patria siamo stati trattati anzi non siamo stati per niente agevolati in nessun campo...scolastico o sociale.Io personalmente ho dovuto rifare dopo 14 anni passati in Belgio tutte le scuole ...tutte le classi...a 14 anni ho ripetuto 1.2.3.4.5. elementare..con non poche difficoltà...Personalmente ritornerei in quei posti..come è stato qualche anno fa da turista...è stato commovente ritrovare casa mia..il mio parco giochi... le strade che portavano dove ho studiato....la mia scuola...devo essere sincero mi sono sentito rinascere ...ma anche triste.Non posso non dimenticare quei momenti bui....un saluto...da un ex emigrante forzato.MALDARELLI-VIA PAGANINI 11- GUAGNANO -LE

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  2. Gentile Vito, la ringrazio per la sua testimonianza! Io sono nata da quelle parti dopo circa 14 mesi dall'incidente famoso.
    Ci torni ogni tanto in quei luoghi, magari visitando città nuove del Belgio (Brugge, Gand sono belle! Il Belgio per fortuna non è solo grigiore da carbone!). Buone cose signor Vito, a lei e ai suoi cari. Grazie per aver lasciato un commento.

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