domenica 19 ottobre 2008

Lezioni di Coetzee















John Maxwell Coetzee
(1940)
da Elisabeth Costello (2003)
Einaudi - 2004
Traduzione di Maria Baiocchi
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Lezione uno - Il realismo
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- Hai preso in considerazione la possibilità che mia madre abbia superato la faccenda uomo-donna? Che possa averla esplorata in tutta la sua complessità e che adesso si interessi a qualcosa di più grande?
- Per esempio?
La mano che lo accarezzava si ferma. È un momento importante, lo sente. Lei sta aspettando la risposta, l'accesso privilegiato che lui promette. Anche lui sente l'eccitazione del momento, elettrico, impudente.
- Per esempio, che voglia misurarsi con i grandi autori del passato. Per esempio, che voglia rendere omaggio alle forze che la animano. Per esempio.
- È questo che dice?
- Non credi che sia quello che ha fatto per tutta la vita: misurarsi con i grandi maestri? Non c'é nessuno nel tuo campo che se ne renda conto?
Non dovrebbe parlare a quel modo. Non dovrebbe impicciarsi degli affari di sua madre. È finito in questo letto sconosciuto non per i suoi begli occhi azzurri ma perché è figlio di sua madre. E invece eccolo qui a spifferare tutto come un pivello! Dev'essere cosí che lavorano le spie. Niente di particolarmente sottile. L'uomo viene sedotto non perché ha una volontá di resistere vinta con intelligenza, ma perchè essere sedotti è un piacere in sé. Si cede per il gusto di cedere.

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Lezione due - Il romanzo in Africa
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...la letteratura non è una forma di intrattenimento tipicamente africana. Fare musica sí; danzare sí; mangiare sí; chiacchierare sí - chiacchierare tanto. Ma leggere no, soprattutto leggere lunghi romanzi. Leggere ha sempre colpito noi africani come un'attivitá stranamente solitaria, imbarazzante. Quando noi africani visitiamo le grandi cittá europee come Parigi o Londra, vediamo che la gente in treno tira fuori libri dalla borsa e dalle tasche e si ritira dentro mondi solitari. Ogni volta che compare un libro, è come se venisse issato un cartello. Lasciatemi in pace, sto leggendo, dice il cartello. Quello che leggo è molto più interessante di quanto potresti mai esserlo tu.
Be', noi non siamo fatti cosí, in Africa, non ci piace isolarci dagli altri e ritirarci dentro mondi privati....Lo troviamo un po' folle.

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Lezione tre - Le discipline umanistiche in Africa
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- Se la Chiesa nel suo complesso fosse stata capace di riconoscere che il suo insegnamento e il suo intero sistema di fede erano basati sui testi, e che quei testi erano passibili da un lato di corruzione dovuta ai trascrittori eccetera e dall'altro a difetti di traduzione, poiché la traduzione é sempre un processo imperfetto, e se la Chiesa fosse stata in grado di ammettere che l'interpretazione dei testi è una materia complessa, fortemente complessa, invece di riventicare a sé il monopolio dell'interpretazione, allora oggi non saremmo qui a discuterne.
- Ma, - interviene il preside, - come siamo arrivati a capire la complessitá del discorso dell'interpretazione se non grazie a certe lezioni della storia, lezioni che la Chiesa del xv secolo non poteva certo prevedere?
- Per esempio?
- Per esempio il contatto con centinaia di culture diverse, ognuna con la sua lingua e la sua storia e la sua mitologia e il suo modo unico di vedere il mondo.

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Lezione quattro - Il problema del male
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In particolare, non è più convinta che la gente venga sempre migliorata da quello che legge. Inoltre non è convinta che gli scrittori che si avventurano nei più oscuri territori dell'anima ne escano sempre incolumi. Ha cominciato a chiedersi se scrivere quello che si vuole scrivere, né più né meno che leggere quello che si vuole leggere, sia di per sé una buona cosa.
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LINK: la Nota del Traduttore

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