venerdì 17 ottobre 2008

L'oro dei giorni gagliardi
















William Shakespeare
(1564 - 1616)
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Da I SONETTI
Grandi tascabili economici Newton - 1988
A cura di Rina Sara Virgillito
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2.
Quando quaranta inverni assedieranno
la tua beltà, trincee scavando fonde,
quei bei panni di gioventù, cui guardano
tutti, saranno pezze da straccioni.
Chi ti chiedesse allora, la bellezza
tua dov'è e l'oro dei giorni gagliardi,
dir: "Nelle fosse degli occhi" sarebbe
lode vana, vergogna divorante.
Quanta più lode se bellezza hai in uso,
se puoi risponder: "Questo figlio biondo
mi salda il conto e dell'età mi scusa":
ché è tua la sua beltà, per successione.
È un farti nuovo da vecchio, vedere
caldo il tuo sangue, che gia senti freddo.

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2.
When forty winters shall besiege thy brow
And dig deep trenches in thy beauty's field,
Thy youth's proud livery, so gazed on now,
Will be a tottered weed of small worth held.
Then being asked where all thy beauty lies -
Where all the treasure of thy lusty days -
To say within thine own deep-sunken eyes
Were an all-eating shame and thriftless praise.
How much more praise deserved thy beauty's use,
If thou couldst answer, ”This fair child of mine
Shall sum my count and make my old excuse” -
Proving his beauty by succession thine.
This were to be new made when thou art old,
And see thy blood warm when thou feel'st it cold.
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Leggi anche il post: Di vanti nuovi ho nudo il verso
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