martedì 25 novembre 2008

A come adulterio


La lettera scarlatta (1850)
di Nathaniel Hawthorne (1804-1864)
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a cura di Tommaso Pisanti
Tascabili Economici Newton -1993
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A prescindere dall'adulterio e le sue conseguenze descritti nel romanzo (che trovo forte, direi, come un Nebbiolo d'Alba), e del quale non voglio raccontare ma che vi consiglio di leggere, se già non lo avete fatto, mi colpisce questa riflessione che sembra sempre attuale e valida in ogni continente:
"S'è parlato a lungo della vita degli impiegati; ma non s'è detto, - e non se ne può prescindere, - quel che accade quando un partito politico avverso va al potere. La vita allora diventa impossibile, e nulla di più doloroso per l'impiegato che vedere il suo destino nelle mani di persone le quali non lo apprezzano o, s'egli si era tenuto sempre in disparte nella politica, sapersi ugualmente designato come vittima per quella sete di sangue che sempre divampa nell'ora del trionfo. Ecco infatti una caratteristica della maggior parte degli uomini: di diventar feroci soltanto perché è in loro potestà fare del male."
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Link: sherlockmagazine
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