venerdì 21 novembre 2008

Tra le sacre righe





















Elisabeth Green
Dal silenzio alla parola.
Claudiana - 1992
 
Elisabeth Green è pastora della chiesa evangelica battista di Grosseto, attualmente, ma nell'edizione del 1992, che è poi quella che possiedo e dalla quale traggo la postfazione, è scritto che è/era pastora di Gravina di Puglia. Inglese di origine, ha studiato alla Facoltà battista di Rüschlikon, in Svizzera e alla Pontificia Università di Salamanca, in Spagna, dove ha conseguito il dottorato in teologia (con una tesi in teologia femminista).
 
Dalla postfazione: "Il punto di partenza di queste meditazioni è costituito da un fatto tanto ovvio quanto di solito ignorato: siamo tutti esseri umani sessuati al femminile o al maschile. Questa constatazione è stata spesso ignorata o resa invisibile, nascosta dal presupposto della neutralitá maschile. Nel nostro stesso codice linguistico, infatti, la parola "uomo" è un termine generico che vorrebbe includere anche le donne..."
 
"Le stesse scienze esegetiche sono confortate dall'obbiettività e pretesa neutralità maschili, per cui rare volte è stata sentita una lettura scritturistica che parta da una diversa esperienza umana: quella femminile..."
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"Le donne, coscienti della propria differenza sessuale, si avvicinano al testo biblico consapevoli che la Bibbia è stata usata contro di loro. Siamo reduci (citando i casi più ovvi) dal silenzio impostoci dall'apostolo Paolo, dalla sottomissione richiestaci da chi scrive in suo nome..."
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"Nello stesso modo in cui le chiese hanno rafforzato il razzismo, lo schiavismo e l'antisemitismo, ci rendiamo conto che hanno mantenuto subalterne e discriminate anche le donne."
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"...le donne che si propongono di rileggere la loro tradizione religiosa a partire dalla differenza sessuale devono affrontare testi androcentrici, formatisi in strutture patriarcali e interpretati da uomini e istituzioni che hanno prestato la loro autoritá alla negazione pluriforme della differenza sessuale."
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"...l'uso che faccio della teoria femminista è piuttosto ecclettico, convinta che elementi di correnti di pensiero diversi possono aiutarci a capire di tutto."
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"Non soltanto cerco di restaurare alla memoria femminile le sue figure ispiratrici e quindi qualcosa della nostra genealogia, ma vorrei anche restaurare pienezza al testo ( le donne c'erano, non le ho inventate), pienezza che il corso del tempo ha fatto svanire, lasciandoci tutti impoveriti e forse impotenti."
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"La mia lettura non ha nessuna pretesa di definitività o tantomeno di "scientificità", o meglio, ha le stessissime pretese di tutte le altre letture offerteci lungo i secoli: si inserisce in un contesto che riconosce la leggittimitá di una pluralitá di letture. Invece di istruire o insegnare, queste meditazioni, queste storie di donne vogliono piuttosto suggerire e ispirare. Vogliono evocare il nostro consenso risuonando con l'esperienza delle donne oggi...".

 

Acquistabile presso le librerie Claudiana
Elisabeth Green su: Il paese delle donne


 
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