lunedì 17 novembre 2008

Un appuntamento mancato


L'africano
di
Jean-Marie-Gustave Le Clézio (1940)
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Il Padre di Le Clézio era medico nell'esercito britannico e per parecchi anni vivrà da solo, in Africa, lontano dalla moglie e dai figli, anche a causa della guerra.
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Quando Le Clézio rivedrá suo padre, al termine della sua vita africana, questi non sarà un amico ma un rigido sconosciuto da provocare e combattere e dal quale aspettarsi diverse violenze. L'autore cerca di capire perchè il giovane medico, felice di essere libero nello spazio africano insieme a sua moglie, è diventato in un secondo momento l'inflessibile individuo autoritario, pieno di manie, e di regole da imporre ai propri figli.
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La risposta sta negli anni trascorsi in isolamento; nelle miserie, le sofferenze, le ingiustizie che ha visto e che ha cercato di lenire con la dedizione; nei destini tragici della gente africana da lui incontrata, curata, assimilata nell'animo.
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"Senza dubbio le cose sarebbero andate diversamente se non ci fosse stata la frattura della guerra, se mio padre, anziché doversi confrontare con dei figli che non conosceva più, avesse imparato a vivere con un neonato in casa, se avesse seguito quel lento percorso che dalla prima infanzia conduce all'etá della ragione...Oggi finalmente riesco a rimpiangere quell'appuntamento mancato..."
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"L'Africa non lo aveva trasformato, ne aveva solo acuito il rigore. Quando, più tardi, ormai in pensione, è venuto a vivere nel Sud della Francia, si è portato dietro quell'eredità africana. Autorità e disciplina, fino alla brutalitá. Ma anche precisione e rispetto - regole fondamentali delle antiche società camerunesi e nigeriane, dove i bambini non devono piangere né lamentarsi - e la vocazione per una religione scevra di orpelli e superstizioni..."
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"Ventidue anni d'Africa gli avevano instillato un odio profondo per ogni forma di colonialismo...Le sue non erano idee astratte, e nemmeno scelte politiche. Era la voce dell'Africa che parlava in lui, risvegliando sentimenti antichi."
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"È morto l'anno in cui l'AIDS ha fatto la sua comparsa. Ma aveva già intravisto l'oblio strategico in cui le grandi potenze coloniali dimenticano un continente dopo averlo sfruttato.
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1 commento:

  1. Bel lavoro,il tuo, Angela ! Non ho letto L'Africano, ma mi ha dato l'idea e la voglia di leggerlo. Mi fa pensare a Onitsha, dello stesso autore. Ma anche a L'enfant africaine d'Hélène Mohone, sparita quest'anno.

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