mercoledì 17 dicembre 2008

Nightwood






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Djuna Barnes
(1892 - 1982)
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Bosco di notte (1936)
Bompiani -1979
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Con una introduzione di T.S.Eliot
Traduzione di Filippo Donini
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.Foto: Berenice Abbott
(Djuna Barnes nel 1926)
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CAP.4 - L'INTRUSA :
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"Jenny Petherbridge era una vedova di mezza età che si era sposata quattro volte e aveva visto uno dopo l'altro quattro mariti ammalarsi e morire.
...Jenny aveva un naso aquilino e un corpo piccolo, esile e feroce, che faceva pensare alla moglie di Pulcinella: naso e corpo non andavano d'accordo.
...Sembrava vecchia ma le si poteva predire lunga vita.
...Un'aurea di morte sembrava che l'avvolgesse, ma era la morte di qualche altra persona.
...Ci sono degli odori assolutamente mentali, senza fondamento di realtà, e in questo senso il suo odore sembrava quello di una donna che sta per partorire.
...Le pareti delle sue stanze, gli armadi, i cassettoni, erano pieni e strapieni di ricordi del passato, ma ricordi di seconda mano. Per mettere insieme un bottino di prima mano, ci vuole un ladrone autentico. Al dito portava l'anello di matrimonio di un'altra, sul tavolo c'era una fotografia di Robin fatta per Nora. I libri della biblioteca non li aveva scelti lei.
...Le parole che le uscivano dalla bocca sembravano tutte prese in prestito: se avesse dovuto inventare un vocabolario da sola, sarebbe stato un vocabolario di due parole: "ah", e "oh".
...Voleva essere la ragione di tutto, e così non era la causa di nulla.
...Che quando faceva l'amore emettesse colorite esclamazioni nello stile della commedia dell'arte, era inevitabile pensarlo, benché il pensiero che facesse l'amore non sarebbe dovuto venire a nessuno. Quanto a lei, non pensava quasi ad altro, e lo faceva continuamente, ma desiderava l'amore spirituale e ne parlava sempre, senza riuscire a raggiungerlo. Nessuno poteva penetrare nella sua intimità, perché non c'era un'intimità in cui penetrare, e questa impossibilità la faceva ribelle: non poteva partecipare a un grande amore, poteva solo raccontarlo.
...Come dai solidi archivi dell'uso comune aveva rubato la dignità del linguaggio e se n'era appropriata, così s'impossessò dell'amore più appassionato di cui avesse conoscenza, quello di Nora per Robin. Era una "intrusa" per istinto.
Jenny seppe di Nora immediatamente: non si poteva stare dieci minuti con Robin senza saper tutto di Nora.
...Agli appuntamenti che seguirono, Jenny era sempre in anticipo, e Robin in ritardo.
...A tavola Jenny si sporgeva tutta in avanti, Robin si tirava indietro...Cosí esse formavano le due metà di un motivo che aveva, come in una scultura, la bellezza e l'assurdità di un desiderio in pieno rigoglio ma che non può dar frutti, incapace di adempiere il suo destino...erano come atleti greci pronti alla corsa, col piede alzato ma senza il sollievo del comando finale che avrebbe fatto scattare il piede in giù; erano eternamente in collera, eternamente separate...
Non passò molto tempo, e Nora e Robin si separarono. Poco dopo Jenny e Robin partirono per l'America."

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Sul mercato italiano Bosco di notte e La foresta nella notte sono lo stesso libro. 


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