domenica 4 gennaio 2009

Centellinata Winterson



Jeannette Winterson
www.jeanettewinterson.com
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A volte mi avvicino ad un autore da un suo libro qualunque, casualmente, magari è l'ultimo pubblicato e quindi pubblicizzato, oppure qualcuno me l'ha suggerito, regalato, messo sotto il naso, e scopro che l'autore mi piace. Ho allora voglia di approfondirlo (a volte è già morto, a volte è di moda, altre volte è sconosciuto o irrita i più) e vado alla ricerca dei suoi libri, uno, due, tre, avanti e indietro nei tempi di pubblicazione. Ad un certo punto mi sento sazia: ho capito chi è, ho capito cosa vuole "dirmi" e lo conservo dentro di me se non nel mio scaffale. Oppure/eppure decido di leggere il resto lentamente, aspettando, rimandando. Sono (libri e autori) come passioni, come amori, innamoramenti, legami chiusi in una scatola di carta, di fogli. Nel caso di Jeannette Winterson amo tutti i suoi libri anche se spesso alcuni mi lasciano perplessa. Perplessa ma non indifferente.
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Ho cominciato con "Scritto sul corpo" pubblicato in GB nel 1992, uscito in Italia nel 1993, per la Mondadori (traduzione di Giovanna Marrone):
"Quando dico 'ti sarò fedele' sto delimitando un territorio tranquillo, fuori dalla portata dei desideri altrui. Nessuno può dettar legge all'amore; non gli si possono dare ordini e non lo si può rimettere in riga con le lusinghe. L'amore appartiene a se stesso, sordo alle suppliche e irremovibile di fronte alla violenza. L'amore non è qualcosa di negoziabile...C'è chi pensa che i desideri fortuiti possano essere banditi dal cuore come i mercanti dal tempio. Forse si può, se si tengono sotto controllo giorno e notte i propri punti deboli: non si guarda, non si sente, non si sogna. Il sistema di sicurezza più affidabile, benedetto dalla chiesa e approvato dallo Stato, è il matrimonio. Giura che ti concederai solo a lui o a lei e per magia sarà così. L'adulterio ha a che fare sia con l'illusione sia con il sesso. L'incantesimo non ha funzionato."
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Poi sono passata a "Non ci sono solo le arance" (prima ho visto il film alla tv danese, che mi ha invogliata a cercare il romanzo), uscito in GB nel 1985, in Italia sempre presso la Mondadori nel 1994, tradotto da Maria Ludovica Petta:
"Mi manca Dio. Mi manca la compagnia di qualcuno su cui poter contare totalmente. Continuo a non pensare a Dio come a un traditore. Ma i suoi servi, sì. Anche se i servi tradiscono per la loro stessa natura. Mi manca quel Dio che era mio amico. Ormai non so nemmeno più se Dio esista, ma so che se Dio rappresenta il modello emotivo ideale, pochissime relazioni umane possono stargli a pari."
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Poi mi è stato regalato "Passione" (da una persona che ne aveva interrotto la lettura avendola trovata pesante, e conoscendo il mio stomaco...) edito in Italia da Garzanti (1989), tradotto da Mara Muzzarelli, pubblicato in GB nel 1987:
"Stare con lei era come fissare lo sguardo in un caleidoscopio di colori accesi. Era fatta di tinte decise e, sebbene comprendesse meglio di me le ambiguità del cuore, il suo pensiero era limpido. "Vengo dalla città dei labirinti", diceva,"ma se mi domandi in che direzione andare, ti dirò: sempre dritto."
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Altro regalo: "Simmetrie amorose" (GB 1998), Mondadori - 1998, tradotto da Pia Pera:
"So che mio padre temeva che mi aspettasse una vecchiaia solitaria e anche una giovinezza solitaria. Non lo diceva, ma le parole dietro le parole mi dicevano che avrebbe preferito vedermi sistemata con un buon matrimonio piuttosto che vedermi remare contro la marea del mio lavoro. Resta il fatto che una donna con una vita emotiva incompleta può solo rimproverare se stessa, mentre un uomo che non ha tempo per il cuore ha solo bisogno di una moglie."
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E "Il sesso delle ciliege", pubblicato in GB nel 1998 e in Italia nel 1999, da Mondadori. Tradotto da Carlo A. Corsi:
"Essere nel tempo, in un continuo presente, è come guardare una carta e non vedere le colline, le forme e le ondulazioni, ma solo la forma piatta. Manca il senso delle dimensioni, si percepisce solo la superficie. Quando si pensa al tempo tutto diventa vertiginoso e precipitoso. Pensare al tempo è come fare girare un mappamondo in continuazione, rendendosi conto che tutti i viaggi esistono simultaneamente, che trovarsi in un luogo non significa negare l'esistenza di un altro, anche se l'altro non si vede né si sente, secondo i nostri abituali parmetri di giudizio."
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E ancora "Arte e menzogne" (GB 1994), Mondadori- 1996. Traduzione di Chiara Spallino Rocca:
(Parla Saffo): "Ho molte domande da fare, non ultima la seguente: CHE NE AVETE FATTO DELLE MIE POESIE? ... Non c'è da sorprendersi che molti di voi abbiano scelto di leggere fra le righe dato che le righe stesse sono state più lacerate di una puttana in servizio al sabato sera...è compito del poeta dare un nome alle cose, è una bestemmia quando le cose si ergono per dare nomi al poeta... Considerate questa affermazione:"Una donna non può essere poeta". Dr Samuel Johnson (Inglese, 1709-1784. Professione: esperto di linguaggio e chiacchierone).) A che cosa devo rinunciare? Alla mia poesia o alla mia femminilità? State certi che dovrò abdicare a una delle due se voglio preservare l'altra. Alla fine non è spettata a me questa scelta. Altri l'hanno fatta in vece mia. Ai miei tempi sono stata una granda poetessa ma anche una ragazzaccia. Consultate a questo proposito Platone (Greco, 427-347 a.C. Professione: filosofo) poi Ovidio che nel primo secolo a.C. ha tentato di riabilitarmi attribuendomi una storia d'amore a sfondo tragico. Io, che avrei potuto fare mia qualsiasi donna nel corso della storia, avrei perso la testa per un guidadore di autobus dai pantaloni cascanti, con attributi simili a quelli disegnati per burla sulle cartoline provenienti dalle località marine."
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