giovedì 29 gennaio 2009

Imperando


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Maria Teresa d'Austria
(1717-1780)
(dipinto di Martin van Meytens - Gemälde Gallerie)
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Consigli matrimoniali
alle figlie sovrane
a cura di Arsenio Frugoni
Passigli Editori - 1989
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Dalla prefazione di Frugoni:
"Di figli ne ebbe sedici... e portò il senso di questa grande famiglia anche nel governo dei suoi stati. Non quell'atmosfera allontanante di casta dei celesti Borboni francesi, ma un interesse attento e comprensivo per la comunità vivente dei popoli, che si tradusse anche nelle numerose provvidenze, come la fondazione delle scuole popolari e le leggi per l'affrancamento dei contadini, per citarne due tra le più significative. L'ideale di Maria Teresa nel governo fu quello illuminato riformista, dove l'irriquietezza critica dei sudditi fosse frenata dal prestigio severo della regalità e dal costume cattolico. Naturalmente non sempre moralmente ineccepibile è quello che operò Maria Teresa.
[...] La consapevolezza della propria esperienza e della scaltrita capacità di orientamento, il senso di responsabilità della missione della sua materna regalità tenne Maria Teresa sulla scena politica, anche quando la stanchezza dei molti anni di regno e dei dolori che si assommavano più gravi verso il finire della vita, poteva giustificare un ritiro. Fino all'ultimo Maria Teresa governa, consiglia, riforma."
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A Maria Amalia (1746-1804) che sposò Ferdinando Borbone di Parma.
Fine di giugno del 1769:
"...Fatevi una regola di non raccontar mai cose di qui: vi si stimerà tanto di più. Non fate su qualsiasi soggetto confronti tra quello che si usa qui e a Parma, salvo che vostro marito lo desideri. Non vogliate mai a Parma cose che qui si usano. Siete straniera e suddita: tocca a voi imparare a conformarvi, tanto più che siete più anziana del vostro sposo e signore e non dovete far pensare che lo vogliate dominare.
...Avete ancora il difetto di pensare in tedesco e di tradurre parola per parola. Ascoltate, fate domande, lasciate che vi si racconti, convincete tutti che non certo per banale curiosità volete essere informata di tutto, essendo voi straniera e avendo la decisa volontà di diventare parmense o francese o spagnola, e di conformarvi ai minimi usi del paese...per compiacere il vostro sposo e i vostri sudditi.
...Non cominciate a voler mettervi a cambiare il sistema della vostra corte o a dare nuove disposizioni. Non dovete neppure pensarvi; non turbate la vita semplice e felice che potreste ben vivere, ingerendovi in cose che non sono alla vostra portata. Vi ripeto dunque: se volete fare dei cambiamenti nella vostra corte e nel modo di vivere che vi è stabilito fino ad oggi, non fateli prima di qualche mese e sempre d'accordo con vostro marito, e che sembri che sia lui e non voi l'autore di tali novità.
...la felicità del matrimonio consiste nella fiducia e nella compiacenza reciproca: la passione folle si disperde ben presto, ma occorre stimarsi ed essere amici l'uno dell'altro per essere felici nello stato matrimoniale, per poter sopportare le difficoltà improvvise di questa vita, e per la salute dell'anima, punto essenzialissimo e unico in qualsiasi stato.
...Insegnate agli altri con l'esempio della regolarità della vostra condotta... non abbandonatevi tutta nella stima per qualcuno."
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A Maria Antonietta (1755-1793) che sposò Luigi XVI di Francia e morì ghigliottinata durante la Rivoluzione francese.
21 aprile 1770:
"... a proposito dei Gesuiti. Non impegnatevi in discorsi né pro né contro. Vi permetto di citarmi e di dire che ho voluto da voi che non ne parlaste né in bene né in male: che voi sapete che li stimo, che nei miei paesi hanno fatto molto bene, che mi sarebbe doloroso perderli, ma che se Roma crede di dover abolire quest'Ordine non vi metterò alcun impedimento..."
30 giugno 1774:
"...Luigi... vorrebbe dei consigli... La Francia ha risorse immense; ci sono abusi enormi che aumentano solo per il momento le risorse; abolendoli ci si attirerebbe la benedizione dei propri popoli...
La clemenza e la generosità sono i due strumenti che adoperati a tempo hanno ragione di tutto: ma ogni cosa ha i suoi propri limiti; adoperando questi due mezzi indifferentemente per tutto, se ne distrugge il valore..."
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Presso Passigli una nuova edizione della corrispondenza.
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Maria Teresa e Trieste
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