giovedì 1 gennaio 2009

I Dani





















Scandinavia
di Enzo Biagi
Rizzoli - 1977
Disegni di Ferenc Pinter
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Sulla Danimarca:
"Dicono che sono i "terroni" della Scandinavia...
Al cittadino della Danimarca è promessa una esistenza ordinata, serena, senza gloriose avventure ma senza spiacevoli imprevisti...Certo non hanno scoperto il petrolio, come quelli di Oslo, circolano meno ricchi che per le strade di Stoccolma, il loro capitalismo non ha la stessa forza e la stessa intrapendenza, è più smorto, e il benessere non è esploso col clamore e la sicurezza che altrove, ma io li trovo autentici, abbordabili, senza grandi orgogli.
...La loro ambizione è modesta: non hanno né gli smisurati orizzonti né le nevrosi dei vicini...
...Ora le chiese sono deserte - uno su mille i battezzati...
...non ci sono grandi ricchi, e d'altra parte non esistono poveri...
Vivendo tra questa gente respiri un senso di sicurezza; non vi è timore del domani. L'avvenire è sicuro...Dicono che ai danesi mancano gli ideali, e può darsi, ma sanno chiaramente quello che vogliono...Qualunque conflitto, lo risolvono con la pazienza e pacificamente...è gente abituata a lottare, contro il mare, e contro i temporali che piegano il grano e marciscono il foraggio, è anche rassegnata al destino...Sono luoghi possibili per salvarsi e per vivere..
...I danesi sono stati i primi a legalizzare la pornografia, considerandola, specifica la legge, "un bisogno naturale che non turba in alcun modo l'equilibrio della società"...Esistono bagni dove uomini e donne si immergono, senza costume e tutti insieme, e ciò non offende. I nordici ignorano la malizia...Il sesso non è soggetto di barzellette o di eccitanti discorsi, ma di tranquille lezioni...Situazioni che per noi hanno un sapore erotico, qui sono ritenute prive di qualunque mordente...la felicità dell'individuo conta più di tutto...è dal 1915 che le donne hanno ottenuto il diritto di votare..."

Il libro descrive, con uno sguardo che va dall'ammirazione all'ironia, ovviamente anche la Svezia, la Norvegia e la Finlandia; ma a parte le differenze, tante delle relative descrizioni valgono anche per la Danimarca (e per gli altri tre Paesi). A volte è evidente nello sguardo di Biagi l'incapacità di capire un mondo troppo diverso da quello al quale sta parlando e appartiene, ma vi è sempre presente la voglia di raccontare quello che sa, quello che ha "raccolto".
A distanza di più di trenta anni, pur essenso il mondo abbastanza mutato, pur essendo superati parecchi dettagli, il suo libro è ancora per buona parte "attuale". Se non si è mai messo piede in Scandinavia il libro risulterà ancora come la descrizione di un mondo "troppo diverso per esistere davvero", ancora esotico. L'attuale Scandinavia è in realtà meno lontana di allora dal resto dell'Europa (nel bene e nel male) e oserei dire che il resto dell'Europa si scandinavizza leggermente e lentamente. Dei quattro, politicamente, la Norvegia non è mai entrata nella Comunità Europea e la Finlandia si distingue oltre che per la lingua appartenente ad un altro ceppo, anche per certi aspetti "passionali" del comportamento.
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Degli altri tre Paesi:
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Dai capitoli sulla Svezia:
"..una legge, del 1958, ha consentito alle svedesi di avviarsi al sacerdozio."
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Dai capitoli sulla Norvegia:
"Il loro umore dipende molto dalla natura; si svegliano dall'inverno affamati di sole. Per duecento giorni dell'anno a Oslo c'è il gelo. Esiste un male che si chiama Voersyk, una sofferenza legata alle stagioni, e che la primavera guarisce sempre."
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Dai capitoli sulla Finlandia:
"...nelle prigioni si trovano cinque volte più omicidi che nelle carceri modello di Svezia. Si accoppa anche, con foga meridionale, per gelosia e per passione, che è deplorevole ma umano...Non sfuggono al confronto, e hanno un coltello, il puukko, che risolve le risse e le divergenze ideologiche..."
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