mercoledì 20 maggio 2009

Disgrace



Vergogna

di J.M. Coetzee
Einaudi - 2000
Traduzione di Gaspare Bona

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C'è un uomo, David: 52enne, divorziato, professore, padre, africano bianco del Sudafrica post-apartheid. E ci sono la sua coscienza di invecchiare, la coscienza di star diventando inappetibile per le donne. Provvede ai suoi bisogni sessuali settimanalmente, affidandosi alle prestazioni di una prostituta che in realtà, col passare del tempo, vorrebbe conoscere privatamente, ma la donna ha una famiglia e per evitare scombussolamenti e complicazioni inutili non si rende più disponibile. Si riscalda per una studentessa che potrebbe essere sua figlia se non la nipote e questa relazione relativamente interessante, mai sviluppatasi veramente, sarà la causa della fine della sua carriera universitaria quando la ragazza affiancata da un fidanzato violento e smargiasso e da genitori credenti e bacchettoni lo accuserà ad un certo punto di molestie sessuali. Delle accuse non si difenderà: che ha un pò insistito è anche vero, che avrebbe dovuto essere tutore e non seduttore di una sua allieva è vero, che la ragazza pur avendo condiviso con lui diversi incontri sessuali non ha mai dimostrato eccessivo entusiasmo è altrettando vero: si, è colpevole, dice a se stesso e ufficialmente alla commissione che esamina il caso; senza nessuna intenzione di accedere a pene scontate attraverso i formali compromessi che gli vengono proposti.
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Per fortuna da qualche parte, in campagna, ha una figlia che gestisce una fattoria dove coltiva fiori da vendere al mercato e accudisce cani che le vengono affidati in pensione.
Nel passato viveva con altra gente e anche con una donna in una relazione sentimentale. Ma quando David arriva, la figlia è l'unica rimasta del gruppo, anche la sua compagna se n'è andata.
David ama sua figlia e la osserva con affetto nel suo evolversi in donna sempre più matura fisicamente e sempre più indipendente.
Intorno ci sono i vicini e soprattutto un uomo che da dipendente sta cercando di diventare padrone della terra che lavora. L'uomo, sudafricano nero, ha una moglie, anzi due e apparentemente aiuta nei lavori e protegge sua figlia ma il giorno in cui tre uomini piomberanno sulla fattoria uccidendo i cani, tramortendo lui, David, e violentando a turno sua figlia...il buon vicino non c'è! E in seguito avrà atteggiamenti ambigui.
David lo sospetta di una certa complicità e vorrebbe denunciarlo, vorrebbe chiarire i tanti piccoli misteri attorno quella brutta faccenda che tutti sembrano ignorare ma di cui tutti sanno. E si vergogna di non aver potuto aiutare sua figlia, si vergogna di essere svenuto per le botte invece che correrre a difenderla. Ma soprattutto si stupisce dell'atteggiamento di sua figlia stessa che rifiuta di denunciare lo stupro e denuncia soltanto il furto e la devastazione del canile, e impone a lui e agli amici il silenzio sul resto.
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Lei, considera i crimini che ha subito come il prezzo storico da pagare in una terra in cui i bianchi hanno spadroneggiato a lungo e dove ancora l'equilibrio tra le varie etnie non è del tutto trovato. Lo considera anche il prezzo da pagare per il suo essere donna (in più lesbica) indipendente in una società in cui senza la protezione di un uomo sei in balia di tutti.
Conseguenza evidente dello stupro sarà una gravidanza.
Il nascituro apparterrà a quella terra che sua figlia non vuole lasciare; gli aggressori erano neri (dettaglio che si deduce dopo molte pagine così come si deduce l'ebraismo di David da una calotta che indossa per una festa) e forse sarà il vero passaporto di sua figlia per la nuova nazione senza apartheid e senza rancori razziali.
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David a questo punto non può più vivere con sua figlia, è ormai evidentemente un ospite non apprezzato perchè non riesce a tacere il proprio disagio, la propria disapprovazione per l'atteggiamento apparentemente rassegnato di lei, non riesce a non insistere sulla necessità di andarsene per sempre da quel luogo e da quella nazione.
Però David non si perdonerebbe mai se a sua figlia accadesse qualche altra "porcheria".
Resta quindi a tenerla d'occhio, da lontano, pronto a scattare se necessario.
Da accademico passerà al ruolo di aiutante di una veterinaria di campagna. E aiutando gli animali a morire sul tavolo della veterinaria, condividendo con lei alcuni pomeriggi di sesso semplice e lontano da ogni modello fino ad ora seguito, dedicandosi alla scrittura di un'opera inutile e bizzarra su Byron e una sua amante italiana, aspetterà in disparte le evoluzioni di quella gravidanza che non può permettersi di ignorare.
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Il vicino, del quale continua a non fidarsi mentre tutti gli altri, bianchi e neri, lo rispettano, ha offerto a sua figlia la protezione in maniera tradizionale, cioè sposandola (come terza moglie).
E sua figlia ha accettato, in modo formale, con chiari accordi che dovranno garantire la sua indipendenza. Ma saranno rispettati questi accordi? E come sarà accolta la nuova creatura? Riuscirà sua figlia a vivere la vita che vuole attraverso questi compromessi diciamo "etnici"? Le domande me le pongo io.
Il romanzo invece finisce con la coscienza di una nuova possibile vergogna che si vorrebbe evitare, cioè la vergogna di non essere eventualmente di aiuto, per la seconda volta, alla figlia che non vuole più il suo aiuto.


"Lucy non risponde. Vorrebbe nascondere la faccia, e David sa perché. A causa della vergogna. Ecco che cosa hanno ottenuto i tre visitatori, ecco che cosa hanno fatto a questa giovane donna moderna e sicura di sè. La storia si sta diffondendo a chiazza d'olio... E la storia dice che l'hanno rimessa in riga, che le hanno fatto vedere a che cosa serve una donna."
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