mercoledì 27 maggio 2009

Sfogliando



Le biblioteche private degli amici offrono spesso delle sorprese. Il piacere di fermarsi dieci minuti a sfogliare un libro altrui, il rispetto dell'amico/a che ci lascia concentrare, ci lascia abbandonare un attimo la stanza mentalmente, anche se "ci stava parlando"; il suo orgoglio di aver colpito la nostra attenzione con uno scorcio del suo mondo; il piacere di condividere una frase, un paragrafo, a voce alta; la nostra gratitudine per la sua disponibilità:

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LIBERI DI AMARE di Laura Laurenzi - BUR - 2007
Dal capitolo dedicato a Eleanor Roosevelt e Lorena Hickok:

Per Natale, il loro primo Natale, Lorena le regala un suo anello di zaffiri e diamanti che la first lady si infila all'anulare sinistro. Lo porta sempre. In una lettera scrive: "Voglio stringerti tra le braccia, desidero così tanto tenerti stretta da stare male. Il tuo anello è un grande conforto, lo guardo e penso: lei mi ama, altrimenti non lo porterei!"


LETTERE (1932-1981) DI JOHN FANTE - Fazi Editore -1999. A cura di Seamus Cooney, traduzione di Alessandra Osti.
Da una lettera inviata a Joyce, sua moglie, da Roma il 27 luglio 1957:

Sono arrivato a Roma alle 4 circa di questo pomeriggio dopo un volo meraviglioso da Copenaghen via Milano, sopra le Alpi...Copenaghen mi è piaciuta moltissimo...abbiamo fatto un giro, a guardare le vetrine luccicanti dei negozi e quelli che sembravano essere migliaia di cittadini in bicicletta. L'intera maledetta città va su due ruote, biciclette o motorini. Faceva una strana impressione nella piazza centrale girarsi in tutte le direzioni e vedere interi eserciti di uomini, donne e ragazzi pedalare in masse compatte, silenziose, veloci, tutte le facce arrossate dall'aria frizzante, in un'intensa e meravigliosa atmosfera di tranquillità.


CODICE DELLA VITA ITALIANA (1917) di Giuseppe Prezzolini -
Biblioteca del Vascello -1990:

Dal capitolo primo: Dei furbi e dei fessi
1- I CITTADINI italiani si dividono in due categorie: i furbi e i fessi.
5 - Il furbo è sempre in un posto che si è meritato non per le sue capacità, ma per la sua abilità a fingere d'averle.
8 - I fessi hanno dei principi. I furbi soltanto dei fini.
9 - Dovere: è quella parola che si trova nelle orazioni solenni dei furbi quando vogliono che i fessi marcino per loro.

Dal capitolo terzo: Del governo e della monarchia
23 -In Italia il governo non comanda. In generale in Italia nessuno comanda, ma tutti si impongono.
Dal capitolo decimo: Della proprietà collettiva
47 - La roba di tutti (uffici, mobili dei medesimi, vagoni, biblioteche, giardini, musei, tempo pagato per lavorare, eccetera), è roba di nessuno.

Dal capitolo undicesimo: Dell'Italia e degli italiani
57 - Alcune massime e parole italiane hanno un'origine dialettale e regionale, che significa che una qualità particolare d'una data gente si è andata allargando a tutta l'Italia. Per esempio: tira a campà è massima eminentemente romana; non ti compromettere è precetto squisitamente toscano; fare fesso è pratica particolarmente meridionale; però tutti gli italiani oramai le capiscono, e i furbi le hanno adottate come regola di vita sociale.




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