giovedì 16 luglio 2009

Of Woman Born

.













Nato di donna
di
Adrienne Rich
Garzanti - 1977
Traduzione di Maria Teresa Marenco
.
.
"Durante la gravidanza e l'allattamento viene raccomandato alle donne di rilassarsi, di mimare la serenità di una madonna. Nessuno fa mai parola della crisi psichica della prima gravidanza, del riemergere dei sentimenti da tempo sepolti verso la propria madre, di quel senso confuso di potere e di impotenza,...di un acuirsi della sensibilità che può essere esaltante, sconcertante e sfibrante. Nessuno fa parola della stranezza dell'attrazione - talvolta esclusiva e travolgente come quella delle prime fasi di un rapporto amoroso - verso un essere così piccolo, così dipendente, così chiuso in se stesso, che è, e al tempo stesso non è, parte di noi.
Sin dall'inizio la madre che si occupa del figlio conduce un dialogo in continuo mutamento, che si cristallizza in momenti emblematici, come quando, al pianto del bambino, la madre sente il latte affluire al seno; come quando, alle prime poppate, l'utero comincia a contrarsi tornando alle dimensioni normali; e come quando, in seguito, la bocca del bambino contro il capezzolo crea ondate di sensualità nel grembo da cui egli proviene; o come quando, avvertendo la presenza del seno anche nel sonno, il bambino cerca il capezzolo.
...è legata a questo altro essere da vincoli estremamente concreti ed estremamente impalpabili, così come non è mai stata legata a nessun altro se non con sua madre nel lontano passato.
...L'allattamento, come un atto sessuale, può essere intenso, fisicamente doloroso, oppresso da sensi di inadeguatezza e di colpa culturalmente indotti; o, come un atto sessuale, può essere un'esperienza fisicamente deliziosa, placatrice, carica di tenera sensualità. Ma così come gli amanti devono staccarsi dopo l'atto sessuale per ridiventare individui separati, così la madre deve svezzarsi dal bambino, e il bambino da lei. Nei manuali sull'allevamento del bambino si sottolinea il fatto di dover 'lasciare che il bambino si stacchi' per il bene del bambino. Ma nello stesso modo, e forse più, la madre ha bisogno di staccarsene per il proprio bene.
La maternità, nel senso di un rapporto reciproco con uno o più bambini, è una parte della vita femminile, non è un'identità permanente.
...Ma non è sufficiente staccarsi dai figli; dobbiamo avere un nostro io a cui tornare".

 
(Riferendosi alle vicende del romanzo di Radclyffe Hall: Il pozzo della solitudine):

"Una donna che avverte un baratro incolmabile tra sua madre e sé può essere spinta a ritenere che sua madre - come quella di Stephen - non potrà mai accettare la sua sessualità. Ma nonostante la realtà della diffusa ignoranza e intolleranza verso il lesbismo, e il timore di avere in qualche modo 'rovinato' la figlia agli occhi della società, la madre può a qualche livello - muto, oscuro, indiretto - voler approvare l'amore di sua figlia per le donne. Madri che hanno condotto vite del tutto tradizionali, eterosessuali, hanno accettato di buon grado le amanti delle figlie e difeso la loro condizione, pur negando spesso con gli altri la natura del rapporto. Una donna che accetta pienamente e gioiosamente il suo amore per un'altra donna può riuscire a creare un clima in cui la madre non la respingerà. Ma questo è un fatto che dobbiamo accettare prima di tutto in noi stesse, e non basta un atto di volontà.
Per quelle di noi che hanno figli, e solo in un secondo tempo hanno riconosciuta e accettata l'attrazione per altre donne, è possibile stabilire un nuovo complesso legame con le madri..."
.
.
 
-------------------------------------------------------------------------------