sabato 1 agosto 2009

Al dente




Helene Zahavi
Sporco week-end

Guanda -1992
Traduzione di Eva Kampmann
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È il primo romanzo della scrittrice britannica di origine polacca, traduttrice dal russo. È un noir, soprattutto nel senso di umorismo, nerissimo. Cosí nero da essere in realtà sarcasmo. Con una scrittura foscamente allegra; leggiadra. È la storia di una rivalsa femminile: se fosse uscito dalla penna di un'italiana e pubblicato in Italia, si sarebbe intitolato Adesso basta!
La trama? Molto semplice, in fondo tipica, ma sviluppata in modo insolito: Una donna, pesantemente perseguitata da un uomo, un maniaco che l'opprime con minacce sessuali, decide di reagire. E sarà un fine settimana pericoloso per i maschi prepotenti e arroganti che incrocieranno la sua strada di inflessibile giustiziera, ex vittima passiva e indifesa.
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Io non leggo molti gialli, polizieschi, thriller o noir che siano (tutti quelli che costruiscono una trama intorno, nel mezzo, attraverso, accanto a omicidi e/o crimini, e/o indagini relative): in media uno ogni quattro anni? E devono contenere molto altro, oltre che il crimine/l'indagine centrale, per convincermi a leggerli. Bene, questo è uno di quei pochi, perchè anche senza etichetta 'noir' sopravviverebbe sugli scaffali con moltissima dignità, magari tra i romanzi femministi (esiste una simile classificazione?) o addirittura tra i romanzi umoristici.
Nel frattempo, dalla mia prima lettura, è stato pubblicato in più di trenta paesi, ne hanno fatto una versione cinematografica e l'autrice ha pubblicato altro.
 
 
"I suoi occhi si muovevano sotto le palpebre chiuse...Si muovevano mentre sognava. Addormentato nel proprio letto, la stava sognando. Stava sognando di farsela sul pavimento del seminterrato. Di farsela a più non posso sul pavimento del bagno. Di versarle il liquido sulla pelle. Di sentire lo sfrigolio e l'odore di bruciato, e di guardarla mentre si scioglieva sul pavimento del bagno. Lei strillava, nel suo sogno, e moriva, e i suoi occhi continuavano a muoversi sotto le palpebre chiuse.
Tirò fuori il martello e fissò il suo viso. A causa di quest'uomo lei tremava nella sua tana. A causa di quest'uomo chiudeva fuori la luce. Fissò il viso impastato di sonno. Quel viso anonimo, quel viso insignificante. Quel viso informe di pervertito.
Strinse il martello nel guanto di velluto. Alzò il braccio destro. Dai, abbassalo. Abbassalo sulla sua testa. Tiralo giù. Lascialo cadere, dai. Fallo. Adesso. Fallo finché sei in tempo.
Ma non poteva. Non poteva farlo mentre dormiva. Qualunque cosa sia, Bella non è un mostro. Né una svitata. Né una psicotica. Non ha ancora spezzato i vincoli al punto da poterlo far fuori nel sonno. Perché Bella è una brava ragazza. Tutta zuchero e miele. E quando una brava ragazza pesta un ragazzo villano fa in modo di svegliarlo prima. Forse è sciocco. Ma è così.
...Bella socchiuse gli occhi e accostò le labbra perfettamente modellate al suo orecchio. Tirò fuori la lingua di scatto e cominciò a leccargli il lobo. La stoffa sopra il suo inguine si mosse. Gli soffiò l'alito sul viso e lui sorrise nel sonno... Ignobile, ignobile Bella. Seduttrice suadente. Ninfa necrofila della notte. Distruttrice di mondi. Il bastardo aveva un'aria beata. Avrebbe potuto conservare quella beatitudine per sempre...
...Ma Bella dà, e Bella toglie. Dopo la festa arriva il conto. C'è un tempo per arrivare, e un tempo per andare. Un tempo per gioire e un tempo per essere giudicati. La solennità del momento la colpí...la giustizia di Bella non è giustizia biblica. Non avrebbe mai potuto prendere un occhio per un occhio e un dente per un dente. La pura e semplice parità le avrebbe dato il voltastomaco. Lei vuole un occhio per un dente, e una vita per un occhio. E così, sebbene riluttante a intromettersi, restia a intrufolarsi nel suo giardino delle delizie segreto, ma tuttavia consapevole che tempus inesorabilmente fugit, strinse l'angolo del lenzuolo nella mano sinistra. "Scusami" disse e strappò via il telo di cotone. Lui aprì gli occhi, la vide e zampillò come una balena. Fu un risveglio molto brusco...
...Immagina, cerca di immaginare di svegliarti e trovarla accanto al tuo letto. La donna dei tuoi sogni sudici è in piedi accanto al tuo letto. La donna dei tuoi pensieri viscidi, la donna dei tuoi desideri oscuri, è in piedi - con un martello in mano - accanto al tuo letto...
...Il suo ghigno somiglia a quello del contadino che sta per inforcare il padrone. Una sorta di ghigno da ammutinato. Un ghigno da biscia che si è rivoltata...
Povero piccolo Timmy. Povero piccolo Tim-Tim. Lui non ha nessuna colpa. No, lui non ha proprio nessuna colpa. Di poveri piccoli Timmy se ne vedono in continuazione alla tivù. Gli ospiti dei reparti speciali. I condannati a vita che hanno distrutto vite umane. Li vedi sullo schermo che si sforzano di non sghignazzare mentre stanno seduti con indosso panni freschi di bucato. Se ne escono con tutto il loro gergo...E dall'inizio alla fine dei loro discorsi senti ribollire sotto la superficie il piagnisteo giustificatorio dello stupratore impenitente. Sono convinti che scontando la pena hanno assolto il loro debito verso la società. Solo che non hanno immolato la società. Non tutta, almeno...Non hanno spaventato la società al punto che essa non abbia più il coraggio di uscire di casa. Non è la società che hanno ferito...
...Lo batté in nome di tutte le sorelle silenziose.
...Chi ha peccato non dovrebbe scagliare la prima pietra. E gli uomini con i crani sottili non dovrebbero cercare di coinvolgere nelle loro fantasie donne scelte a caso".
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