mercoledì 26 agosto 2009

Quel che rischi


Jeannette Winterson
al FestivalandCo - 2008
Foto: Mathew McWilliams

Il mondo e altri luoghi
Mondadori - 2000

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Sono proprio altri mondi. Si viaggia, leggendoli, in alta montagna, un po' come con Italo Calvino, un certo Calvino. Vi si respira aria purissima ed è necessario studiare le nuvole, avanzare cauti per i sentieri, altrimenti si precipita o si resta bloccati pericolosamente. Insomma bisogna essere quel tipo di lettore: scarponi ai piedi, binocolo, antisiero e cioccolato nello zaino: è una gita ma si può rischiare la pelle. Paesaggio diverso ad ogni curva, ad ogni nuovo racconto (sono 17), ma una specie di ritornello si ripete spesso e li accomuna, rendendoli un unico viaggio:
"Quello che rischi rivela quel che ha valore per te".

Durante la lettura ho avuto spesso dei momenti di riflessione davanti ad una finestra che dà su un lungomare e su un porto, una finestra con una vista che se non è occupata da enormi traghetti zeppi di auto e di passeggeri che devono scendere o partire dalla città, consiste allora in un'isola, alta e snella, un'isola che compare solo in certi giorni, soprattutto all'alba e nelle prime ora del mattino, che appartiene a un altro Stato e che pur essendo di fronte non è raggiungibile ufficialmente se non una volta al mese... L'isola di fronte e questi racconti mi hanno ammaliata per giorni. A volte determinate letture si rivelano indicatissime in certi momenti della propria vita: le pagine giuste, le parole terapeutiche, le dimensioni ispiratrici, i pensieri consoni: proiezioni, identificazioni. È questo il dialogo che ci rende amici i libri, amici intimi.

Come dice J.W. stessa nell'intervista di Capuano (vedi links): "...leggere un libro...è un atto privato e incontrollabile. Ci sei tu e c'è il libro, nessuno può sapere cosa stia accadendo dentro di te mentre sei lì che leggi quelle pagine, nessuno può interferire in quello spazio privato. Forse è l'ultima vera libertà, questa storia d'amore tra lettore e scrittore.".
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Da Gli albori del mondo:
"Nel centro dell'isola c'è un mistero. Tutti ne sono al corrente, anche se molti l'hanno scordato e pochi l'hanno visto...nel centro dell'isola, al punto di coordinate zero, c'è un anello di fuoco...Al centro di quel fuoco mai acceso che divampa ci sono un uomo e una donna, schiena contro schiena, che si tengono per mano. Sono immobili. Respirano?
Guardano fisso ognuno davanti a sé, lei verso Est, lui verso Ovest, assorti attraverso i millenni, nella pausa del tempo.
Il viaggiatore che osa - e chi mai osa? - si sposta per guardare in faccia la regale coppia gemella, e la vetustà di quello che vede lo spaventa. I due sono giovani ma più vecchi del fuoco in cui consumano la loro attesa e il fuoco brucia da sempre.
Che faccia vede il viaggiatore? La sua.
Che faccia vede la viaggiatrice? La sua.
Maschio e femmina, simile con simile, diversi e uguali. La faccia di un uomo in quella della donna. La faccia di una donna in quella dell'uomo ed entrambe le facce sono la faccia del viaggiatore."

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Da Un riquadro verde:
"Il problema è come risolvere il problema. Non posso andare in chiesa. Non appartengo alla generazione di coloro a cui basta la fede. Non riesco nemmeno a confidare nella scienza, i cui miracoli più spettacolari non sono stati certo quelli di sfamare la moltitudine con cinque pani e due pesci, o di risuscitare i morti, ma di perfezionare la distruzione di massa e prolungare la vecchiaia. Di questo passo , Dio sarà sempre in testa...Una vita sana? Comprare una piccola tenuta e mungere capre organiche?...Dovrò scegliere fra i cliché della società o i miei? È un passo avanti aver compreso che non c'è una vera differenza fra i due?".

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Da Avventura straordinaria:
"Le cose importanti. Dove trovarle? Nel dettaglio, come Dio? Nel rischio, come il Diavolo?"


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Traduzione: Chiara Spallino Rocca
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Tre link: The Shakespeare & Company Literary Festival

Il post Centellinata Winterson del 4.1.09

Intervista di Monica Capuani a J.W. su libreriadelledonne.it


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