lunedì 7 settembre 2009

Con occhi fedeli



Renée Vivien (1877-1909)
Cenere e polvere
a cura di Teresa Campi
Savelli Editore - 1981
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Renèe Vivien era inglese di nascita, il suo vero nome era Pauline Mary Tarn. Scrisse le sue opere in lingua francese. Cantò esclusivamente e apertamente l'amore tra donne. Digiunava spesso, intenzionalmente e a lungo, debilitandosi. È una voce autorevole del decadentismo francese (che ha Charles Baudelaire come padre spirituale). I temi dominanti della sua poesia sono l'amore impossibile e l'attrazione per la morte.
Sensualità e misticismo. Un languido e musicale mondo, in cui l'altra domina, elargendo il paradiso o l'inferno. Un inno alla femminilità, all'elemento femminile dell'universo. Morì a trentadue anni.
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Dall'introduzione di Teresa Campi:
"...La rarità delle edizioni dei suoi libri, l'amnesia storica dei critici, il pregiudizio moralistico dei biografi che stesero un velo pietoso sulla sua omosessualità, hanno finito coll'innalzare Renée Vivien sull'altare di un mito extra letterario.
...Assieme a Verlaine e Théodore de Banville la poetessa inglese diventa uno dei pochi virtuosi dell'endecasillabo, facendo parte di coloro che spesero una vita a "forgiare rime di cristallo" (l'espressione è di Mallarmé)."
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Sonetto irregolare
To me, fair friend you never can be old - Shakespeare, sonetto CIV
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Bellissima! Mai invecchierai ai miei occhi.
Mai perderai i movimenti del tuo corpo snello,
perfetto, simile al più nobile accordo.
Eterna resterai sempre ai miei occhi.
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In quel tempo sì lontano della tua beltà scomparsa,
Sempre ti vedrò come nei tempi d'una volta,
Candidamente bionda, e come un giglio lunga,
Tale a quella sera lontana in cui mi sei apparsa.
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Te che amo, non temere più dunque il futuro
Né la fronte meno nivea, né lo sguardo meno puro,
Né, nella clessidra, lo scivolare della sabbia.
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Malgrado l'aspetto futuro che tu rivestirai
E le rughe, le rughe inevitabili!
Ai miei occhi fedeli tu non invecchierai...
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Nota di Angela Siciliano: Così si parla ad una donna!

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Tu ne vieilliras point à mes yeux, ô très belle!
Jamais tu ne perdras ce rythme de ton corps
Parfait et ressemblant aux plus nobles accords
Et tu demeureras dans mes yeux, éternelle.
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En ce temps si lointain de ta beauté décrue,
Je te verrai toujours comme aux temps de jadis,
virginalement blonde et longue autant qu'un lys,
Telle qu'au soir lointain où tu m'es apparue.
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Toi que j'aime, ne crains donc plus le temps futur,
Ni le front moins laiteux, ni le regard moins pur,
Ni, dans le sablier, le glissement des sables.
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Malgré l'aspect futur que tu revêtiras
Et les rides, et le rides inévitables!
Dans mes fidèles yeux tu ne vieilliras pas...
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Unione
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Nel nostro seno di donna batte uno stesso cuore,
Mia adorata! Il nostro corpo è similmente fatto.
Uno stesso sinistro destino ci opprime l'animo,
Ci amiamo e insieme formiamo un inno perfetto.
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Traduco l'ombra e il sorriso sul tuo viso.
La mia tenerezza è simile alla tua tenerezza,
A volte ci sembra d'appartenere ad una stessa razza...
Amo in te il mio bambino, l'amica e la sorella.
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Come te adoro la brezza, la fronte isolata,
Le lontananze, il silenzio e il bel colore viola...
Con la forza del mio amore, io t'ho compresa:
Conosco esattamente la cosa che ti attira.
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Ecco, sono più che tua, sono te stessa.
Non hai patimenti che non siano i miei.
E cosa potresti amare dunque ch'io non ami?
E cosa penseresti che anch'io non pensi?
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Delle cose intime il nostro amore è parte,
È assoluto come lo sono la bellezza e la morte...
Ecco, i nostri cuori sono come le mani, saldamente
Nello spazio e nell'eternità, giunte.

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Notre cœur est semblable en notre sein de femme,
Très chère ! Notre corps est pareillement fait.
Un même destin lourd a pesé sur nos âmes,
Nous nous aimons et nous sommes l’hymne parfait.
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Je traduis ton sourire et l’ombre sur ta face.
Ma douceur est égale à ta grande douceur,
Parfois même il nous semble être de la même race…
J’aime en toi mon enfant, mon amie et ma sœur.
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Comme toi j’aime l’eau solitaire, la brise,
Les lointains, le silence et le beau violet…
Par la force de mon amour, je t’ai comprise:
Je sais exactement quelle chose te plaît.
.Voici, je suis plus que tienne, je suis toi-même.
Tu n’as point de tourment qui ne soit mon souci…
Et que pourrais-tu donc aimer que moi je n’aime?
Et que penserais-tu que je ne pense aussi?
.Notre amour participe aux choses infinies,
Absolu comme sont la mort et la beauté…
Voici, nos cœurs sont joints et nos mains sont unies
Fermement dans l’espace et dans l’éternité.
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Link: Un appetitoso articolo di Francesco Lamendola su Ariannaeditrice.it
Un post su Terres de femmes dedicato a R.V.
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2 commenti:

  1. « Je reviens chercher l'illusion des choses
    D'autrefois, afin de gémir en secret
    Et d'ensevelir notre amour sous les roses
    Blanches du regret.

    Car je me souviens des divines attentes,
    De l'ombre et des soirs fébriles de jadis...
    Parmi les soupirs et les larmes ardentes,
    Je t'aimais, Atthis! »

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  2. Sous tes doigt lents et doux naît la lente musique
    Et mon coeur est pareil aux cordes sous tes doigts.
    Soumis, il accompagne et commente ta voix
    Et comme eux il subit le servage rythmique
    ...
    Sotto le tue dolci, lente dita nasce una musica lenta
    E il mio cuore è simile alle corde sotto le dita.
    Sottomesso, accompagna e la tua voce commenta
    E come loro, servo il ritmo diventa.
    Ecc.
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    Ciao Angéle!

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