sabato 19 settembre 2009

Le infinite vie delle signore













Eva e Eva.
di Rosella Simone
franco muzzio editore - 1992
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Nelle mie mani è arrivato nel '93. Le storie raccontate, a volte a due voci, sono molto varie. Senza ideologia da sfoderare né tesi da dimostrare (se non che tutti - tutti su questo pianeta - vorremmo e cerchiamo di essere felici. Naturalmente a modo nostro).-

Dall'introduzione di Rosella Simone: Ho sempre pensato che le periferie, sia che si tratti di un territorio vero e proprio che di un territorio ideale, fossero luoghi di senso. Qualunque minoranza spinta ai bordi del "vivere buono e giusto" da una maggioranza compiaciuta di se stessa, se smette di avere paura e riflette sui modi di relazione produce cultura originale. Che si tratti di popoli, di razze, di classi. O di omosessualità.
...La relazione con un'altra donna produce spostamento, pratica politica che cambia il mondo.
...uno sguardo di donna che osserva le amanti e ne raccoglie le testimonianze vede ben altro che la scena pornografica di uno sguardo maschile. In quell'amore vede ricerca di sè, integrità, scoperta, atto politico. Perché la forza dirompente dell'amore fra donne è proprio nella possibile sperimentazione di altri modi di relazione.
...raccontarsi in queste storie non è esibizione ma ha il senso di voler tracciare un percorso di conoscenza sessuata.
...Diciassette storie d'amore e di vita dove donne di età, luoghi, condizioni sociali diverse s'interrogano e riflettono su ostacoli, contraddizioni, paura, motivazioni, psicologiche e non, del loro essere lesbiche e donne. E così facendo producono, anche senza saperlo, un senso autonomo dello stare al mondo. E dunque il senso di questa ricerca è la scoperta che... le vie delle signore sono infinite!


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Il libro è dedicato a una certa Delia e i ringraziamenti vanno al Circolo Culturale di Milano "Cicip & Ciciap".
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Da Un grande amore:
...Sai quando ci mancano gli uomini? Quando dobbiamo portare quaranta chili di cemento su per le scale...Quaranta chili sono dimensione uomo. Così un giorno ci siamo dette, "Portiamo il sacco in braccio tutte e due assieme, come fosse una creatura!". "Si però come bambino è proprio un mostro!". Abbiamo riso e ce l'abbiamo fatta.
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Una ragazza di buona famiglia:
Ero fidanzata con tanto di anello con uno con il quale scopavo si e no una volta l'anno...Avevamo deciso di sposarci...mi è capitata tra capo e collo questa passione violentissima per Anna....Anche lei era fidanzata con un tipo. Per un certo periodo abbiamo girato tutti e quattro assieme e succedeva che di notte lei venisse ad origliare fuori della porta della nostra camera per carpire rumori sospetti. Io facevo altrettanto. La mattina successiva concitatissime e fuori di testa ci rinfacciavamo i nostri prevedibili tradimenti...Era lei che dominava nei rapporti sia con gli uomini che con me...Ad un uomo non l'avrei mai permesso, sarebbe stato un gioco troppo grezzo. Con una donna invece potevo combattere ad armi pari e lo sapevo. E anche se ubbidivo ai suoi ordini lei sapeva che quello non sarebbe stato il mio ruolo per sempre, che avrebbe dovuto ogni volta conquistarselo...
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Lui e lei:
...Sono nata così. A undici anni in collegio c'era una ragazzina che mi adorava. E più la maltrattavo più mi adorava. E c'era anche una donna di quarantotto anni che mi prendeva da morire. Veniva per la raccolta delle olive al paese e si faceva spingere sull'altalena e voleva che le mettessi le mani tra le natiche! A sedici, ho deciso di provare con un ragazzo. Un napoletano bellissimo, moro con gli occhi verdi. Mi ha dato un bacio e gli ho vomitato in bocca...
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La coppia giovane:
...Ci siamo "sposate" in piazza come gesto d'affetto oltre a testimoniare una esigenza di riconoscimento per le coppie dello stesso sesso. E abbiamo scelto di dargli una risonanza pubblica per sottolineare che stiamo portando avanti una battaglia civile non solo per il diritto a non nascondersi ma anche per aver accesso ai privilegi che sono appannaggio delle coppie eterosessuali: l'assegnazione di una casa, la comunione dei beni, il diritto di assistere la propria convivente in caso di malattia anche quando la famiglia si opponga, o di aver diritto all'eredità in caso di morte...
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Relazioni pericolose:
...mi aveva lanciato qualche esca per richiamare la mia attenzione ma io ero distratta, neanche la vedevo. Poi l'ho vista ed è stata tempesta. Era luglio, eravamo uscite assieme in mare in motoscafo. Lei si è proposta e io l'ho trovata desiderabile. Ma c'era Alessandra di mezzo, anche se Matilde asseriva che la loro storia era alle corde. Ma sentivo che non c'era chiarezza e prevedevo guai ma non immaginavo quanti ne sarebbero arrivati...credo che mi volesse uccidere. Una sera...stavo suonando al citofono e mi sono vista venire addosso a tutta velocità una macchina e non mi è restato altro che schiacciarmi contro il muro. Al volante c'era una donna...Poco dopo, ero ormai salita, (va detto che le due abitano nella stessa palazzina a due piani), Alessandra inizia a bussare violentemente alla porta...Matilde con il setto nasale rotto da una testata e i due ragazzi che erano stati invitati come me a cena che cercavano di tenere ferma Alessandra decisissima a salire al piano di sopra per ammazzarmi...vetri rotti e sangue sparso...
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La caparbia:
...Sono andata da Donatella e le ho detto che la desideravo. Solo che avevo sedici anni e lei ventotto. La prima cosa che ha fatto è stato cercare di allontanarmi. Ma io sono tenace. Rifiutata dalla porta rientravo dalla finestra. Mettevo insieme i risparmi e le mandavo a casa quattordici mazzi di fiori per volta. Oppure le facevo trovare la sua automobile parcheggiata sporca la sera sotto casa, perfettamente pulita la mattina dopo. Attraverso l'esuberanza delle mie attenzioni riuscivo ad intrufolarmi nella sua vita...
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Lesbica, grazie a Dio:
...Nel periodo in cui mi stavo rendendo conto di me, mia madre partiva per un viaggio con mio padre. Ricordo che le avevo lasciato un biglietto, "Mi dispiace molto che tu parta in questo momento, sento che mi sta succedendo una cosa importante". Lei non poteva immaginare cosa. Quando è tornata gliel'ho detto. E forse ho peccato di irruenza. Ma lei è cresciuta insieme a me. Prima la sua idea del lesbismo era vicina a quella che danno i filmetti pornografici. Adesso ha in mente una comunità, dei volti, delle storie che attraverso la mia sono entrate in casa...
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La famiglia allargata:
...O mi contraddiceva o mi comandava. Erano ormai quattro anni di convivenza pericolosa. E in questo dolore che ci prendeva io ingrassavo e lei dimagriva. E quella che una volta era stata complicità diventava divoramento...
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Volevo essere un uomo:
...Molte non capiscono che il territorio lesbico non è solo un luogo di caccia, ma un luogo dove costruire relazioni durature, basi di speranza per una società un po' diversa. Non penso ad una società lesbica, ma ad un mondo dove, almeno, a fianco della genealogia maschile ce ne sia una femminile. Perché oggi sono orgogliosa di riconoscermi una donna...
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Sedici anni d'amore:
...Se una di noi muore, anche la casa, anche l'azienda che abbiamo messo su assieme saranno smembrate. E questo ci obbliga a una continua verifica del nostro rapporto. Non c'è niente che ci sostenga se non la reciproca pietà. nel senso che spetta solo a noi, anche nei momenti di insofferenza, decidere di sorreggerci a vicenda...
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La seduttrice:
...scoperta lei, io ero lanciatissima. Tutte le sere nei locali a fare il filo a tappeto. A me piacevano tutte e lei s'incazzava. Era strana, molto bella e femminile però si vestiva da uomo e ogni tanto fumava la pipa. Posava da George Sand e non era che una biondina tenera...
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Le bostoniane:
...Abbiamo deciso di vivere tutte e tre assieme nella stessa casa. E, anche se ogni giorno dovevo fare i conti con me stessa per capire se l'incazzatura per lo yogurt che qualcuno finiva era gelosia o voglia di fresco, ce l'ho fatta...
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La molto amata:
La mia vita è un casino di storie intrecciate, qualcuna di vecchia data, altre nuove...ho anche una storia con un uomo, un vecchio amico. Lo strano è che le mie donne non sono gelose di lui ma solo tra di loro. Il mio problema è che non so chiudere le storie. Le porto avanti tutte, anche se ogni tanto mi prende un senso di soffocamento e avrei solo voglia di dormire...Comunque, sono convinta di stabilire con tutte loro rapporti non superficiali. Quando ci sono, ci sono. Mi dimentico di tutto il resto...
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Una donna in giacca e cravatta:
...Eravamo sempre assieme, stessa casa, stesso lavoro, stesso corso di studi, ci siamo persino laureate lo stesso giorno. Un periodo di grande felicità. Tondo, conchiuso. Eravamo fuori dal mondo, clandestine felici e inseparabili. credo che sia questo l'aspetto più peculiare dello stare insime con una donna, l'avere un rapporto che si avvicina molto alla consanguineità. Era la nostra forza...
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Voglia di mamma:
...C'è nel tramandare il sapere da donna a donna, da madre in figlia qualcosa che per me è di straordinario fascino. Chissà che non c'entri anche il mio essere ebrea! Comunque io mi considero omosessuale dalla nascita anche se non so bene cosa significhi. Perché il desiderio fisico, la sessualità per me è un'esperienza recente. Ho cercato soprattutto, ed è anche oggi la componente più irrinunciabile del mio sentire, un rapporto profondo e duraturo...Quello che ho sempre fortemente sentito in un rapporto con una donna è questo rispetto, questa venerazione del corpo femminile per cui la sensualità diventa attenzione, accudimento...Sono anche convinta che in tutte le donne ci sia una componente omosessuale. Perché nella storia personale di ognuna c'è la memoria di un rapporto fisico con quell'altra donna che è la propria madre...Siamo donne nate da donne, in stretto legame fisico con lei. L'omosessualità è un archetipo della sessualità femminile...
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Un segreto amore:
È accaduto tra anni fa, a scuola. Un'allieva durante l'intervallo si è seduta accanto a me alla cattedra e mi ha cinto le spalle con un braccio. Mi ha assalita una sensazione che non avevo mai provato in trentanove anni di vita. Letteralmente sconvolgente. Sapevo che amava le donne...
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Il cavaliere d'oro:
...Ero il suo cavaliere cortese. Mi piaceva omaggiarla in questo modo non alla pari, come il paggio, appunto, omaggia la dama. Mi sedevo ai suoi piedi in pubblico...Condiscendente concedeva spazio al mio desiderio di mostrare platealmente il mio amore. E la sua preferenza per me...
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