venerdì 30 ottobre 2009

Il tempo e la felicità


Martine Franck: Bibliothèque pour enfants, Clamart - 1965
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Seneca
Il tempo
Lettera a Lucilio
Versione e presentazione di Nedda Sacerdoti
Stampa Alternativa - 1992
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...Perché questo è il punto: noi pensiamo alla morte come a qualcosa che sta davanti a noi, mentre in gran parte è già alle nostre spalle: tutta l'esistenza trascorsa è già in suo potere. Allora, caro Lucilio, fa' come mi scrivi: tieni stretto il tuo tempo ora per ora; dipenderai meno dal futuro, se avrai in pugno il presente. Mentre rimandiamo le nostre scadenze, il tempo passa. Tutto ci è estraneo, Lucilio, solo il tempo è veramente nostro: l'unica cosa di cui la natura ci ha fatto padroni; ma è passeggera e instabile, e chiunque può estrometterci da questa proprietà.
Che sciocchi gli uomini! Quando ottengono da qualcuno delle inezie di nessun valore, facili da rimpiazzare, sono pronti a farsele mettere in conto; ma non c'è nessuno che si senta in debito, se gli si concede del tempo; eppure questa è l'unica cosa che non si può restituire, nemmeno se si prova grande riconoscenza...
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Epicuro
Lettera sulla felicità
Versione di Angelo Maria Pellegrino
Stampa Alternativa - 1993
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...La morte, il più atroce dunque di tutti i mali, non esiste per noi. Quando noi viviamo la morte non c'è, quando c'è lei non ci siamo noi. Non è nulla né per i vivi né per i morti. Per i vivi non c'è, i morti non sono più. Invece la gente ora fugge la morte come il peggior male, ora la invoca come requie ai mali che vive. Il vero saggio, come non gli dispiace vivere, cosí non teme di non vivere più. La vita per lui non è un male, né è un male il non vivere. Ma come dei cibi sceglie i migliori, non la quantità, cosí non il tempo più lungo si gode, ma il piú dolce.
...Saper vivere di poco non solo porta salute e ci fa privi d'apprensione verso i bisogni della vita ma anche, quando ad intervalli ci capita di menare un'esistenza ricca, ci fa apprezzare meglio questa condizione e indifferenti verso gli scherzi della sorte.
Quando dunque diciamo che il bene è il piacere, non intendiamo il semplice piacere dei goderecci, come credono coloro che ignorano il nostro pensiero, o lo avversano, o lo interpretano male, ma quanto aiuta il corpo a non soffrire e l'animo a essere sereno.
Perché non sono di per se stessi i banchetti, le feste, il godersi fanciulli e donne, i buoni pesci e tutto quanto può offrire una ricca tavola che fanno la dolcezza della vita felice, ma il lucido esame delle cause di ogni scelta o rifiuto, al fine di respingere i falsi condizionamenti che sono per l'animo causa di immensa sofferenza.....
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Costavano 1000 lire questi libricini
di Stampa Alternativa- Nuovi Equilibri.
Epicuro pesava 25 gr. Seneca 19 gr. scarsi!
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1 commento:

  1. ...e ho ritrovato questo natale la "Lettera sulla felicità" a 1 euro!

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