domenica 22 novembre 2009

Guerriera, strega e santa



Il processo di Giovanna d'Arco
Rouen 1431
Guanda - 1977
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A cura di Teresa Cremisi

 
Dalla introduzione di Cremisi: ...La lettura dei documenti dovrebbe convincere che Giovanna d'Arco non è una povera pastorella, non è un'ostinata virago, non è la docile mascotte di un esercito in rotta, non è una pazza visionaria, non è un'eroina popolare, non è una santa in balia di giudici perversi, non è insomma quasi nulla di quello che, di volta in volta, nel corso di più di cinque secoli, ammiratori e detrattori hanno voluto credere.
...L'unico bagaglio propriamente culturale di Giovanna era costituito dalle preghiere più comuni; è quasi sicuro infatti che non sapesse né leggere né scrivere. Molti hanno dato importanza a questo fatto che, in realtà, significa poco. Giovanna non era né più né meno ignorante del resto dell'umanità del suo tempo, eccezione fatta per gli uomini di legge e per gli uomini di Chiesa. Per scrivere lettere o leggerle c'erano gli scrivani e Giovanna non sembra aver avuto nessun complesso a sevirsene per inviare missive a re, principi e altri personaggi.
...Una cosa non ha nemmeno sfiorato la mente dei contemporanei di Giovanna, anche quando erano suoi ferventi sostenitori: che potesse essere una santa. Era una buona cattolica, traeva dalla pratica della religione delle gioie semplici e profonde, era d'animo compassionevole e tenero, ma sapere che in seguito, molto molto più tardi, la Chiesa l'avrebbe proclamata santa, avrebbe fatto ammutolire per lo stupore tutti i francesi di allora e, naturalmente, la stessa interessata.
...Se Giovanna non è una santa, i suoi giudici non sono dei mostri assetati di sangue innocente...A nessuno, né ai giudici né a Giovanna stessa, sfugge che questo processo "in materia di fede" è esclusivamente un processo politico, che si basa su un'equazione elementare: affinché Enrico VI di Lancaster, ancora un bambino, diventi legittimamente e saldamente erede della corona di Francia oltre che di quella inglese, bisogna distruggere quello che Giovanna ha fatto, e in particolare, la consacrazione di Carlo VII a Reims.
...Il processo di condanna, viziato alla base dai suoi falsi scopi, è condotto in maniera relativamente regolare.
L'errore più grave i giudici lo commettono la mattina dell'esecuzione permettendo a Giovanna di confessarsi e di comunicarsi. Si tratta di una gravissima imprudenza perché o Giovanna si è piegata all'autorità della Chiesa e allora un tribunale ecclesiastico è costretto ad assolverla, o è ancora convinta delle sue opinioni e in questo caso non si capisce come degli uomini di Chiesa le abbiano permesso di accostarsi ai sacramenti.
Su questa terribile contraddizione, venticinque anni dopo, si fonderà principalmente il processo di riabilitazione. Esso avrà come unico scopo quello di ribaltare il primo processo nelle sue implicazioni politiche...Nel 1920 , in un clima per la Francia di esaltazione nazionalistica, verrà emessa una terza sentenza...anch'essa palesemente politica: quella di santificazione.
Di questi tre processi in cui la figura di Giovanna viene ogni volta piegata e distorta per adattarla a scopi precisi, sembra che, paradossalmente, quello più rispettoso della sua persona, quello che non camuffa le sue idee, quello che non cela la sua posizione nei confronti del potere, sia il primo, quello che l'ha condannata a morte.
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GIOVANNA
Non ho bestemmiato né Dio né i santi!
GIUDICE
Eppure nei sacri canoni e nelle sacre scritture è detto che Dio ripudia le donne che vestono da uomo e gli uomini che vestono da donna...hai indossato questi abiti per volere di Dio?
GIOVANNA
L'ho già detto e ridetto. Se volete che io vi dica di più, accordatemi un po' di tempo e vi risponderó.
GIUDICE
Non vuoi vestirti da donna per poterti comunicare e adempiere al precetto pasquale?
GIOVANNA
Non lasceró il mio abito per nessuna ragione. Né per comunicarmi, né per altro. Per ricevere il Signore che differenza fa che io sia vestita da donna o da uomo? Voi non dovete impedirmelo per via del mio abito.



 
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2 commenti:

  1. buongiorno Angela,
    di Kathleen McGowan ho letto Il libro dell'amore, un romanzo quasi storico, in cui l'autice si riallaccia alle tematiche di guarigione mediante preghiera nei labirinti, interessante per come l'autrice avvicina figure femminili tra cui Giovanna, molto interessanti i tuoi post sono sempre interessanti!

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  2. Non ho letto niente di K. McGowan: mi hai dato un bel suggerimento.

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