giovedì 7 gennaio 2010

The Night Watch



Sarah Waters (1966)
Turno di notte (2006)
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Ponte alle Grazie - 2006
Traduzione di Giancarlo Dell'Acqua


La seconda guerra mondiale è finita da tre anni ma la gente ce l'ha ancora addosso, Londra ne porta le tracce e cosí i suoi abitanti. I personaggi vengono presentati nella prima parte, e poi seguiti anzi rintracciati nel loro passato. Si va a ritroso dal 1947 al 1941, scoprendo fatti e perché. Un aborto, un'obiezione di coscienza, innamoramenti e passioni, amori segreti e inaccettati, un suicidio, la galera, i bombardamenti, la paura, i gesti eroici quotidiani, la solidarietà. Romanzo di guerra, romanzo d'amore, romanzo metropolitano. Romanzo lesbico - diamogliela pure questa etichetta - ma alcuni personaggi sono etero e alcune vicende non hanno niente a che fare con il sesso e l'innamoramento, quasi non viene neanche voglia di sottolinearlo: romanzo semplicemente. Peró semplice non è: molti lettori (e soprattutto lettrici) si sono fermati, scettici e increduli, alle prime pagine. Io no, e giuro che mi sono fatta un regalo!

La scrittura che la traduzione evidenzia è affascinante, di qualità. Le storie che racconta sono vere, le si sente autentiche. So che è una questione di gusti e di temperamento ma Sarah Waters mi incanta, afferra la mia curiosità e la porta a ritmo sostenuto con sè, dalla prima all'ultima pagina. Una festa!
Riporto il brano finale che, in fondo, è l'inizio del romanzo (Kay, capelli corti e abiti maschili, come molte britanniche nei ruoli cosiddetti maschili durante la seconda guerra mondiale, autista di un'ambulanza, di servizio di notte insieme alla collega Mickey, sta soccorrendo Helen, una delle vittime del crollo di una casa dopo un'ennesimo bombardamento):

Corse da Mickey e tornò da Helen con la borraccia dell'acqua. Estrasse il fazzoletto, lo inumidì e cominciò con estrema delicatezza a togliere la polvere dal viso di lei. Partì dalla fronte e scese verso il basso. "Chiuda gli occhi" mormorò. Le deterse le ciglia, poi le ali del naso, il solco sopra il labbro, gli angoli della bocca, le guance e il mento.
"Kay!" chiamò Mickey.
"D'accordo, arrivo!"
La polvere era venuta via. La pelle adesso era rosea, tesa, sorprendentemente liscia. Kay continuò ancora per qualche istante a pulirle il viso, quindi mise la mano sulla curva della mascella di Helen, e la tenne nel palmo, riluttante a lasciarla dopo tutto; fissandola con una sorte di stupore, incapace di credere che qualcosa di così fresco e intatto potesse essere affiorato da un tale caos.
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Leggi anche il post: Anima gemella


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