giovedì 25 febbraio 2010

Lavransdatter


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Kristin figlia di Lavrans
(Kristin Lavransdatter)
di Sigrid Undset
Garzanti - 1968
Traduzione di Evelina Bocca



È il capolavoro di Sigrid Undset (1882 -1949). Scritto tra il 1920 e il 1922. È la storia di una donna seguita fin dall'adolescenza, della sua famiglia e del mondo intorno a lei, nel '300 norvegese. Donne e uomini grezzi e delicati allo stesso tempo. Vite dedicate ad una promessa. Peccati troppo costosi ma inevitabili. Un mondo ancora pagano, già cristiano; un cristianesimo ancora cattolico, nordico, medievale.
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La copia, in italiano, firmata Garzanti 1968 è stata trovata in una fiera del libro usato, qui a Copenaghen, 16 anni fa e mi è stata poco dopo regalata da una norvegese orgogliosa.
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... Arrivati sull'ultima salita che conduceva alla chiesa, udirono la voce possente delle campane risuonare alta sul nitrito e lo scalpitar degli stalloni. Kristin non aveva visto mai tanti cavalli insieme: un inquieto e ondeggiante mare di lucide groppe che ricopriva il prato verde dinanzi alla chiesa. Sul sagrato si assiepava una folla di gente vestita a festa: tutti si alzarono e salutarono quando il vessillo di Maria delle monache di Nonneseter passò tra loro, e tutti s'inchinarono profondamente al passaggio di Madre Groa.
La chiesa era piena zeppa; sembrava che vi fosse convenuta più gente di quanta ne potesse contenere; ma per coloro che venivano dai conventi era stato riservato uno spazio libero davanti all'altare. Poco dopo entrarono i certosini di Hovedöen e s'avanzarono verso l'altare, e allora dai petti di tutti gli uomini e dei ragazzi presenti si levò un canto che riempì le navate della chiesa.
Quando durante la messa, tutti si alzarono in piedi, lo sguardo di Kristin cadde su Erlend figlio di Nicola. Era alto di statura e sorpassava di tutto il capo gli astanti; ella lo vedeva di profilo. Aveva la fronte alta e spaziosa, il naso grande e diritto che sporgeva sul viso come un triangolo, singolarmente affilato verso le narici palpitanti. C'era in lui qualcosa che richiamava a Kristin l'immagine di uno stallone. Non le pareva così bello come lo ricordava dall'ultima volta, nel viso le rughe scendevano profonde verso la bocca piccola e debole, ma bella...eppure, sì, era bello tuttavia.
Egli si volse e la vide.
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... Erlend le mise le mani sul petto e le accarezzò il seno, parve a Kristin che egli le aprisse il cuore e glielo portasse via...Egli scostò leggermente le pieghe della camicia di seta e la baciò. Si sentì scossa fin nell'intimo del suo essere.
Quando ritornò di nuovo in sè, si trovò sdraiata sull'erba con le guance sui ginocchi di lui, coperti di seta scura. Erlend stava sempre con la schiena contro il muricciolo, il suo volto nelle prime luci dell'alba sembrava grigio, ma gli occhi spalancati erano stranamente lucidi e belli. S'accorse che egli l'aveva coperta con suo mantello; si sentiva i piedi deliziosamente caldi avvolti nella fodera di pelliccia.
"E adesso hai dormito sulle mie ginocchia" disse egli e sorrise leggermente. "Che Dio te ne renda merito, Kristin...Hai dormito tranquilla, come una bambina tra le braccia della madre."
"E voi avete dormito, messer Erlend?" domandò kristin, mentre egli sorrideva chino sopra gli occhi di lei appena chiusi.
"Forse verrà la notte nella quale tu ed io oseremo dormire insieme... Io ho vegliato stanotte: ci sono ancora tante cose tra noi, ancor più che se ci fosse stata una spada sguainata tra me e te. Dimmi se tu mi avrai caro anche quando questa notte sarà passata."


 
 
Link: Altro di Sigrid Undset pubblicato da Iperborea.
 
Notizie biografiche su Wikipedia.
 
Per chi legge norvegese una lunga pagina su Daria.no dedicata all'autrice e al romanzo.



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