lunedì 22 marzo 2010

Esserci


Ho due libri ancora da leggere prima della partenza, se ci riesco, se no li porto con me.
Sono due riletture:
La ragazza di nome Giulio di Milena Milani
e Ernesto di Umberto Saba
La prima lettura del primo romanzo risale al 1974. Il libro, perduto, dimenticato o buttato o regalato.
Poi l'ho riacquistato nel 1994, perché volevo rinfrescare la memoria, ma è rimasto lì, ad aspettarmi 16 anni ancora.
Come è relativo il tempo! Relativo e allo stesso tempo così concreto.
L'altro romanzo invece l'ho letto, la prima volta, nel 1986.
Questa faccenda del tempo che si accumula e passa letteralmente sul corpo, o sotto un ponte come un fiume, è una consolazione e una condanna contemporaneamente.
"Il tempo come un alleato con cui collaborare e non come un nemico contro cui combattere" dicono I Ching.
Il tempo come mistero, aggiungo io.
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Questa è la fine di un viaggio, un lungo viaggio non geografico. Da questo momento la linea si curva delicatamente, e dolcemente si rivolge verso il punto dell'altro inizio, cercando già di modellare il cerchio. Non ci sono continenti nuovi da esplorare, non ci sono mondi nuovi da conquistare. Tutto è già, tutto è al proprio posto, già dentro quell'accenno di cerchio.
(C'è ancora spazio e tempo per inserire, lasciar fluire in ambedue le direzioni, e in profondità e sicuramente anche verso l'alto. Ma ora bisogna semplicemente essere. Stare. Restare. Che non vuol dire immobilità).
Quali parole a questo punto? Nessuna. Il silenzio è il miglior modo per esserci.
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(Sono l'unica che sta apprezzando le riletture? Voi cosa state ri-leggendo o avete in programma di rileggere?)
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4 commenti:

  1. Sto rileggendo una saga, 5 libri poderosi, di un fantsy ambientato nell'Europa Preistorica. Il ciclo dei "figli della Terra" di J. Auel . . .sono arrivato a metà dell'ultimo e vorrei che ce ne fosse un sesto, come promesso! ;-)

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  2. Ciao,
    mi piace questa tua riflessione del tempo della vita come un percorso circolare che si sviluppa ma che poi delicatamente torna al punto di partenza, come uno che fa molti viaggi ma torna al focolare domestico con il suo bagaglio di esperienze fatte durante il viaggio. O come uno che semina infine raccoglie i suoi frutti. E' vero che la vita è un percorso, nel quale poi ci accorgiamo che una serie di tessere che ci sembravano fuori posto erano in verità al loro posto giusto... ed il bello è che si capiscono tante cose solo verso la fine!
    A proposito di circolarità del tempo e delle storie mi è venuta voglia di rivedere un bellissimo film macedone che si intitola Prima della pioggia ed è di Milcho Manchevski (1994, Leone d'oro a Venezia): lo splendido paesaggio macedone fa da sfondo ad una storia che alla fine torna all'inizio...lo conosci?
    Francesca

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  3. No, non l'ho conosco. Sembra interessante (...mentre il genere fantasy - precedente commento - non mi attrae per niente), questo film spero di trovarlo in DVD.

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