giovedì 6 maggio 2010

Di passaggio


Ed eccomi di nuovo nel tempio dell'approssimazione. Una donna con l'accento straniero urla per strada, al cellulare: "Va bene! Domani! Ma a che ora e dove!?"
Ecco, mi dico, il dove e quando, e ovviamente anche il quanto, da queste parti sono spesso concetti approssimativi, nascondono dinieghi, riserve e a volte persino entusiasmi.
E' un'incapacità di organizzare le idee e la propria giornata? E' un sistematico rifiuto di imbrigliare il tempo e se stessi? E' cecità? O lungimiranza?




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