lunedì 7 giugno 2010

Madri vissute

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La cripta dei cappuccini
di Joseph Roth
Adelphi
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Un Sig. Trotta di Slovenia vive la fine dell'Impero Asburgico, insieme alla sua generazione morta o sopravvissuta alla prima guerra mondiale.
Quella guerra definita mondiale "...non già perché l'ha fatta tutto il mondo, ma perché noi tutti, in seguito ad essa, abbiamo perduto un mondo, il nostro mondo...".
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Scritto come un ricamo, un fine lavoro di sartoria, la frase-bottone della fine del capitolo precedente entra nella frase-asola del capitolo seguente, per esempio.
Il romanzo è, nonostante tutto, anche ironico e molto sincero.
Riporto una parte di una pagina divertente, una conversazione con la vecchia madre, a proposito della moglie ritrovata, al rientro dalla guerra, molto legata ad una insolita donna, una professoressa:
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"...E chi sarebbe questa professoressa Jolanth Keczkemet?"
"Szatmary, mamma!" corressi.
"Sarà Szekely" consentì mia madre. "Allora, chi è?"
"Ha i capelli corti, mamma, e io non la posso soffrire".
"E Elisabeth è sua amica?".
"Un'ottima amica!".
"Ottima, dici?"
"Sì, mamma!".
"Ah!" disse. "Allora lascia perdere, ragazzo. Conosco amicizie del genere per sentito dire. Mi basta. Ho letto molto, ragazzo! Tu non immagini quante cose so io; un amico sarebbe stato meglio. Dalle donne è quasi impossibile liberarsi. E da quando è che esistono donne che sono professori? E di che cosa è professore questa Keczkemet?".
"Szatmary, mamma!" corressi.
"Sarà Lakatos" disse mia madre dopo aver riflettuto un pò. "Allora, cosa speri di fare contro un professore donna, ragazzo? Un pugilatore, o un attore magari, sarebbe un altro discorso!".
Quanto poco conoscevo mia madre! Questa vecchia signora che solo una volta alla settimana andava ai giardini pubblici per un paio di ore a prendere 'una boccata d'aria', e che solo una volta al mese, allo stesso scopo, era solita andare in fiaccheria fino al Praterspitz, era al corrente perfino delle cosidette perversioni.
..."Questa professoressa Szatmary" dissi "non può niente contro di me. Elisabeth mi ama, ne sono sicuro. Ieri per esempio...".
Mia madre non mi lasciò finire il discorso: "E oggi?" mi interruppe. "Oggi è daccapo dalla professoressa Halaszy!"
"Szatmary, mamma!"
"Non faccio caso a nomi simili, ragazzo, lo sai, non mi correggere continuamente!"


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