venerdì 11 giugno 2010

Il gabbiano

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Ed eccomi nel Tempio del rumore. Rumore quasi a tutte le ore e quasi ovunque. I timpani fanno male e non si riesce neanche a sentire se stessi! Mi chiedo retoricamente: Perchè non si rendono - immediatamente - tutti questi motori (apparentemente così necessari), più attutiti e ovattati? Anzi, perché non smettiamo tutti di rumoreggiare?
Avrò l'onore di vivere una rivoluzione del genere? Non credo!
Io vorrei sentire gli uccellini cantare! E le foglie frusciare! Esistono altri/e con la stessa esigenza? Non sarò certamente l'unica ad avere questi bisogni lussuosi, vero?!
E questa città non sarà l'unica con questa "malattia"?
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Bisogna andarseli a cercare in certi angoli della città, i suoni morbidi della natura e del quieto vivere, anzi del vivere quietamente. Angoli che per fortuna ci sono ancora, anche se - spesso - con il rombo del traffico in lontananza.
Le vie centrali di questa città - che mi piace - soffrono di altissimo inquinamento acustico, 22 ore su 24.
Soltanto nelle prime ore dell'alba il traffico si ferma... E allora, mi sveglio puntualmente ( ... e già, il silenzio mi sveglia) e sento un gabbiano che urla il suo verso. Noto, per la prima volta, che il verso di un gabbiano sembra un "No, noo, nooo!". Ci avete mai fatto caso?
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