martedì 22 giugno 2010

Il palazzo è vuoto

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Jeanette Winterson
Powerbook (2000)
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Traduzione di Chiara Spallino Rocca
Mondadori (2002)
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"Mi resi subito conto che ciascuno di noi seguiva un suo metodo di ricerca, in cui si alternavano momenti per mangiare e momenti per riposare secondo un copione sempre diverso. Ciascuno di noi, nella sua solitudine assorta, aveva fatto del palazzo un labirinto tutto suo. Lo conoscevamo meglio del corpo di un amante, meglio di noi stessi: era parte di noi. Il palazzo custodiva per ognuno di noi un significato segreto ignoto a tutti gli altri.
Ora vi dirò una cosa strana: quando uno di noi, ormai esausto e disperato, si voltava, deciso ad andarsene - le porte erano sempre aperte e nessuno lì era prigioniero - proprio in quel momento aveva una rapida visione di ciò che stava cercando: la sua donna, il suo falcone, il suo cavallo, la banda di briganti che gli aveva bruciato la casa. E sentiva una voce che lo pregava, lo implorava, lo rampognava e così, nel proprio labirinto, si rimetteva, convinto ed eccitato, a rovistare nelle vasche dei pesci, nella loggia, nel retrocucina, nel ripostiglio, nel...
Questo voglio dire: il palazzo era vuoto. Sì, era vuoto di tutto ciò che vi si cercava e pieno soltanto di gente in cerca di qualcosa."
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