giovedì 20 gennaio 2011

La parola per dirlo


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Monotonia
di Constantino Kavafis
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Prima versione a cura di Filippo Maria Pontani (in Constantino Kavafis, Poesie, Mondadori - 1961);
seconda versione a cura di Margherita Dalmàti e Nelo Risi (Constantino Kavafis, Cinquantacinque poesie, Einaudi - 1968).
 
 
1
Segue a un giorno monotono un nuovo
giorno, monotono, immutabile. Accadranno
le stesse cose, accadranno di nuovo.
Tutti i momenti uguali vengono, se ne vanno.
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Un mese passa e un altro mese accompagna.
Ciò che viene s'immagina senza calcoli strani:
è l'ieri, con la nota noia stagna.
E il domani non sembra più domani.
 
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2
Il monotono giorno da un monotono
identico giorno è seguito. Cose identiche
si faranno e rifaranno nuovamente -
momenti identitici incombono e dileguano.
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Il mese passa che porta un altro mese.
Le cose che succedono le possiamo indovinare
senza sforzo; sono le cose di ieri, fastidiose.
Finisce che il domani non sembra più un domani.
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