martedì 24 maggio 2011

Broken Glass


Arthur Miller (1915-2005)

VETRI ROTTI (1994)
Einaudi - 1995
Traduzione di Masolino d'Amico

DALLA SCENA DECIMA:
[...]
SYLVIA (alza le spalle) Che differenza fa? (Sospira, stanca - fissa davanti a sé. Rivolgendosi soprattutto a Margaret) Il guaio, vedete - è stato che Phillip è sempre sempre stato convinto di dover essere come la Roccia di Gibilterra, o perlomeno che questo ci si aspettasse da lui. Che niente potesse alterarlo. Ma già dopo un paio di mesi di matrimonio io avevo capito che...era tutta una messinscena. Anzi, da allora ho pensato addirittura di essere più forte di lui. Ma che ci vuoi fare? La mandi giù e gli fai credere che sei la più debole. E dopo un pò non trovi più una parola sincera con cui sciacquarti la bocca. E alla fine eccomi qui, che non posso più fare niente per lui...(Cominciando a piangere) proprio quando ha bisogno di me!
HARRIET (desolata, si alza in piedi) Ho in forno uno stufato che è una meraviglia, te ne porto un po'?
SYLVIA Grazie, ma Flora cucinava qualcosa.
HARRIET Ti chiamo più tardi, cerca di riposare. (Fa per avviarsi, si ferma, incapace di trattenersi) Mi rifiuto di credere che tu ti senta colpevole di questo. Come puoi pensare che la gente debba mettersi a dire quello che sa? - Non rimarrebbero in piedi due matrimoni in tutta Brooklyn! (Quasi sopraffatta) E' ridicolo! - sei la miglior moglie che gli sarebbe mai potuta capitare! - altro che storie! (Esce in fretta. Pausa).
MARGARERT Io ho lavorato nel reparto pediatrico per un paio di anni. Certe volte avevamo anche trenta o quaranta neonati tutti insieme. Dopo un giorno o due di vita avevano già la loro personalità; qui ne vedevi uno fermo fermo come una piccola mummia...(Imita una mummia, con le mani strette a pugno) Il classico banchiere. Quello accanto si divincola come se avesse il ballo di San Vito...(Agita convulsamente le mani) Felice come un cavallino. Poi c'è la Signorina Tumistufi, che già si preoccupa se le si vede l'orlo della sottoveste. E come potrebb'essere diverso...ognuno di loro ha dietro di sé ventimila anni di razza umana...vuoi essere tu a cambiarli?
[...]

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