mercoledì 11 maggio 2011

Termitaio umano


Eugenio Montale (1896-1981)


Da NEL NOSTRO TEMPO
Rizzoli - 1972

Un tempo l'uomo fu creduto misura di tutte le cose, più tardi si continuò a crederlo misura di qualche cosa, oggi non lo si crede più misura di nulla, eppure le possibilità del termitaio umano si moltiplicano in proporzione inversa alla fiducia (alla perdita di fiducia) che l'uomo ha in sé. C'è chi se ne rallegra e chi se ne duole.
Ho visto attuarsi grandi conquiste del pensiero umano: prodigiose, ma forse più stupide di quanto si creda; ho incontrato persino eroi inconsapevoli di esserlo e santi non registrati da nessuna anagrafe religiosa; ho visto scomparire molte miserie e molte piaghe, ma anche consolidarsi tante forme di servilismo collettivo; e mi è parso di scoprire una sola legge generale: ogni guadagno, ogni avanzamento dell'uomo è peggiorato da equivalenti perdite in altre direzioni, restando invariato il totale di ogni possibile felicità umana.
Penso che la moltiplicazione delle scienze e delle tecniche sia direttamente connessa alla scomparsa dell'idea fondamentale che non bisogna vergognarsi di essere uomini.
Vediamo morire molte cose, nascerne molte altre, ma ci sfugge il senso, la direzione del mutamento.



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