giovedì 21 luglio 2011

Rendre à César
























Marguerite Yourcenar
(Marguerite Cleenewerck de Crayencour,
Bruxelles 1903 - Mount Desert 1987)
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DARE A CESARE
(1961)
Traduzione di Luca Coppola e Giancarlo Prati
da Tutto il teatro di M.Y.
Bompiani -1999
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La Yourcenar rielabora in forma teatrale un suo romanzo del 1934 (versione definitiva nel 1959), «Moneta di sogno».
Siamo in Italia, l'Italia fascista del 1933.
Roma è quella dell'anno XI dell'era fascista e contemporaneamente la Città Eterna.
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Da Storia ed esame di una commedia:
"I miei pochi soggiorni in Italia, tra il 1922, quando assistetti, all'età di diciannove anni, alla Marcia su Roma, e il 1933, a pochi mesi dalla prima visita di Hitler a Mussolini e dallo scoppio del conflitto etiopico, avevano avuto i loro effetti anche su uno spirito poco incline alla politica. Avevo intuito l'atmosfera di viltà, di compromessi o di prudenti silenzi da una parte e, dall'altra, di grossolano abuso di forza, di diffuso arrivismo, di banalità demagogiche fornite alle realtà del dispotismo che è, o finisce con l'essere, l'aria irrespirabile di tutte le dittature, e in più con quel tanfo di conformismo benpensante e benestante maggiormente avvertibile in ogni avventura di destra."  M.Y.  Dicembre 1970
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ATTO SECONDO
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ALESSANDRO   (dolcemente ironico). Ancora un omaggio. Sono poche le mogli leggittime che ci si affretta a presentare a un'amante.
MARCELLA   (con infinita tristezza). Ti supplico, Alessandro...Evitiamo entrambi di parlare di quei miserabili pasticci d'alcova...La politica ci ha separati, ecco tutto. Prima, ho creduto di amarti.
ALESSANDRO.   No. La politica tra un uomo e una donna è solo e sempre un cattivo pretesto...E poi del resto tu mi conoscevi. Non ero tanto pazzo da non iscrivermi al Partito. Senza contare che, bando a ogni ipocrisia, io lo ammiro, questo ex muratore che cerca di costruire un popolo. Mi accusi di adulare il successo; d'altra parte dici che i Suoi successi sono solo passeggeri. E sia. Mi limito quindi ad anticipare il momento in cui questo uomo figurerà nella Storia come un grande vinto, come tutti i vincitori. Nell'attesa, non rifiuto ai risultati pratici una certa stima vitalizia...Ma non ti dice niente quest'uomo CHE E' ARRIVATO?
MARCELLA.   Tu dimentichi che io l'ho visto arrivare. Mio padre correggeva i suoi articoli in gloria del socialismo.
ALESSANDRO.   Credimi, Marcella: ce ne sono di dottrine che si tradiscono come donne che si abbandonano: hanno sempre torto. Dovevo forse compromettere una posizione faticosamente conquistata per correre in aiuto di un fanatico come tuo padre o di un sognatore come Carlo Stevo? Uno degli insegnamenti dell'esperienza è che chi perde merita la sconfitta. Ma non ci si può certamente aspettare una giusta visione delle necessità politiche dall'amante di un martire.
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1 commento:

  1. Il personaggio chiamato Massimo: "Il discepolo prediletto non è quello che nei quadri dorme sulla spalla del Maestro, ma quello che si è impiccato con trenta denari in tasca..."
    e poi: "Ah, uccidere, mettere al mondo, ve ne intendete, voi donne, di tutte le operazioni sanguinose..."

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