lunedì 14 novembre 2011

Frontiera

 

GLI SPOSI DI VIA ROSSETTI
Tragedia in una minoranza
Mondadori - 1986
.
In una Trieste occupata dai tedeschi, in cui per strada i fascisti "menano e sfasciano" se persone e cose non corrispondono ai loro schemi, si svolgono i fatti di questo romanzo che è anche la cronaca di quanto realmente accaduto e in parte dedotto dalla corrispondenza dei due giovani appartenenti alla minoranza slovena, che finisce in mano a Tomizza. 
Fascisti e comunisti, cattolici e non, partigiani e guardie varie, di qua e di là del Carso e dei confini che si spostano frequentemente, e persino all'interno di una stessa famiglia, sono lo scenario e le comparse di una storia d'amore vissuta più per corrispondenza che nel quotidiano, perchè non tarderá la prigione, prima per entrambi, poi solo per lui, a mortificare la loro giovinezza e il loro ardore non solo politico.
I coniugi Vuk vengono infine uccisi nel loro appartamento insieme ad una terza persona di cui si sa ben poco, e probabilmente per motivi politici. 
..
"I nostri due coniugi hanno mostrato di credere alla vita, pur guardandola da differente prospettiva e nonostante le singolari privazioni e il fiele che essa aveva loro riservato. Facciamoli dunque vivere per un altro tratto e compiamo un gran balzo in avanti, per tornare in realtà un pochino indietro dal punto in cui li abbiamo lasciati.
.......Nel 1975, a trentun anni dalla loro morte, uscì a Trieste un romanzo di Boris Pahor, scrittore affermatosi nell'ambiente sloveno. Egli raccontava in terza persona i tristi casi occorglisi durante la guerra, nel periodo compreso tra il suo ultimo servizio militare sul lago di Garda nell'estate 1943 e il febbraio successivo quando dal carcere del Coroneo veniva internato nel lager di Dachau. Era una testimonianza del nuovo flagello abbattutosi sugli sloveni del territorio e della loro coraggiosa opposizione organizzata."
.
.
Biografia di Fulvio Tomizza su Wikipedia
.
-----------------------------------------------------------

3 commenti:

  1. forse qui si parla del romanzo autobiografico Necropolis di Boris Pahor, letterato triestino della minoranza slovena che durante la seconda guerra mondiale entrò nelle truppe partigiane slovene della Venezia Giulia e, catturato dai nazisti, finì in vari campi di concentramento, tra cui Dacau. Il suo romanzo parla appunto della sua esperienza in uno di questi campi. Ma so che egli denunciò pure il regime yugoslavo per i crimini delle foibe e dell'uccisione di tanti militanti sloventi anti-comunisti, ma non ricordo il nome di quest'altro libro.
    Ciao
    Francesca

    RispondiElimina
  2. Tomizza non mi pare che ne scriva il titolo. Forse non è neanche stato pubblicato in italiano. Ne parla perchè uno dei personaggi femminili, Mija, sembra molto simile a Dani Tomazic in Vuk, e questa "coincidenza" creò qualche imbarazzo.
    Comunque diciamo che con questo romanzo ho finalmente scoperto il tanto "rimandato" Tomizza: leggerò molto volentieri altro di lui.

    RispondiElimina
  3. e io leggerò invece Necropolis di Pahor, che è disponibile anche in italiano. L'opera dello scrittore è stata riscoperta e rivalutata di recente.
    ciao
    Francesca

    RispondiElimina

Nota. Solo i membri di questo blog possono postare un commento.