lunedì 9 gennaio 2012

Patria o Matria che tu sia



Da LA PATRIA
di Patrizia Cavalli
i sassi nottetempo - 2011


[...]
.
In lei mi imbatto a volte casualmente
in luoghi anche lontani dalla sua
precipua geografia. Mi è capitato in Asia
con certi adolescenti, camerieri
di un lussuoso albergo di Pechino,
che essendo in tanti, troppi per servire
ai nostri pasti assistevano impegnati
unicamente a confondersi e a arrossire.
Non so com'è, io mi sentivo a casa.
Mi è capitato in India, in Tunisia,
nel Messico sognante di Oaxaca. La patria
sempre più ama i viaggi,
ma quasi mai al Nord, lei predilige
gli ingenui meridioni. Qui è già da un pò
che non sta più a suo agio, si sente
assunta e insieme scorporata,
è un miracolo
che ancora non si sia auto-esiliata.
Quando si aggira qui, in maschera si mostra
sperando che qualcuno
prima o poi la riconosca.
Dalle mie parti io la incontro spesso
e sempre dove meno me lo aspetto.
Appena l'altro ieri in una donna
che puliva i broccoli al mercato:
scartando tutto il duro dei gambi e delle foglie
sciupando il suo guadagno
con quale perfezione li puliva!
Ero commossa e grata,
il cuore mi avvertiva
che quella era a me patria.
O in Djamel, primo aiutante a un banchetto
della frutta, che nel dire la somma
abbassa ombroso la voce e poi lo sguardo,
mi ha fatto di nascosto un vero sconto
su quello che ho comprato, e non per favorirmi,
ma è che si vergogna del prezzo esagerato.
[...]
.
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