venerdì 17 febbraio 2012

Incanto e grazia

Anita Pittoni (Trieste 1901-1982)
fotografata da Wanda Wulz, anno ?
(Archivio Alinari -Firenze).
In "Anita Pittoni"
Biblioteca Civica di Trieste, 1995





























LE STAGIONI di ANITA PITTONI
Edizioni dello Zibaldone -1950
.
"Ma i più bei momenti sono quelli ch'io trascorro con quest'uomo silenzioso nella perfetta solitudine.
I suoi gesti, egli si muove appena ed è un movimento anche il suo stare fermo, acquistano un grande valore e per me sono pieni di significati, significati ch'io comprendo solo quando sono vicino a lui e che perciò ora non posso spiegare. Ora posso sentire per quessti suoi gesti solo una grande profonda tenerezza che sentiamo per gli esseri. Dico questa parola in un tentativo di spiegarmi lui, di afferrarlo, ora che sono lontana. Vicino a lui questi problemi non esistono in me, tanto tutto è chiaro. Eppoi voglio ricordare questi suoi gesti fin nei minimi particolari per provarmi che egli è, e mi attacco ai gesti più semplici, più comuni, il suo modo di spiegare il giornale, di prendere dalla tasca il fazzoletto, di bere l'acqua da questo gran bicchiere. Un giorno ha persino mangiato un bel pezzo di pane fresco.
Eppoi i miei capelli ricordano la sua carezza.
Egli cammina lieve per la casa, scende e sale le scale e nessuno s'accorge di lui. Ma io lo sento venire da lontano, sento che si avvicina quando si muove verso di me dal punto più lontano e basta questo suo movimento perché sia presa nella sua influenza e la strada che lo porta a me potrebbe essere molto lunga e il cammino durare anche degli anni."
.
.
------------------------------------------------------------------

4 commenti:

  1. Certamente Anita Pittoni sa esprimere in modo originale l'amore che prova, che sembra coinvolgerla completamente, anima e corpo.
    Bella prosa, grazie di aver segnalato un'autrice un pò dimenticata
    Francesca

    RispondiElimina
  2. Per me lei è una scoperta recente.
    Come scrive Gabriella Ziani nel saggio intitolato IL REGNO UNITO DI ANITA PITTONI all'interno di Anita Pittoni pubblicato dalla Biblioteca civica nel 1995 (dal quale ho tratto la foto per questo post): "La sua è una storia eccellente".
    Una donna poliedrica, dagli abiti e stoffe per arredamenti (persino navali) di cui si è occupata per un ventennio, alla casa editrice, ai suoi propri testi, articoli e simili; una donna vigorosa che non si faceva fermare dalla povertà o semi miseria o dai no e i però; gestrice di un salotto che pur stando geograficamente nella periferia italiana, includeva e ospitava individui che hanno significato qualcosa per tutta l'Italia.
    "...ed era una donna che frequentava solo uomini" scrive la Ziani, ma, penso,probabilmente perchè aveva molto più in comune con loro che non con "le babe" come si chiamano a Trieste le donne! Ma poi è relativamente vero, perchè aveva persino convissuto con le sorelle Wulz.
    Comunque, per fortuna, le Biblioteche di Trieste hanno abbastanza di lei e su di lei da poterla approfondire, pur nella distanza del tempo e delle circostanze. Questa città è un covo di personalità interessanti, nel tempo, nei vari tempi. E non potrebbe essere diversamente, per via delle sue caratteristiche uniche.

    RispondiElimina
  3. E' un'autrice per me nuova, mi piace il suo narrare come se altro non fosse che sciabordìo di onde anomale eppure salde e decise, intravedo la dolcezza di parole -buone e semplici- come la soluzione della buona scrittura, grazie per questo post che mi offre la possibilità di colmare una delle tante lacune. Un saluto cordiale Tiziana
    http://tizianatius.wordpress.com/

    RispondiElimina
  4. Grazie a te Tiziana per la visita.
    Credo sia "nuova" (o dimenticata) per quasi tutti, soprattutto fuori di Trieste.
    Passerò dal tuo blog appena possibile.

    RispondiElimina

Nota. Solo i membri di questo blog possono postare un commento.