giovedì 10 maggio 2012

Tra i sogni e la memoria

Dacia Maraini
Foto in ultimaora.net






















LA GRANDE FESTA
di Dacia Maraini
Rizzoli - 2012
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"Invecchiando il cuore si riempie di morti. Si trasforma in un piccolo cimitero che vorrei assomigliasse più al giardino fiorito di Harvard che ai cortili ingombri di cassettiere di cemento di casa nostra.
Amici scomparsi anzitempo, amori lontani, nonni, zie, zii, padri amorosi, cugini straziati, cognati, sorelle. Per fortuna mia madre è viva, ha quasi cento anni e mi telefona due o tre volte al giorno. 'Hai sentito  che vogliono tagliare gli alberi del Lungotevere per farci dei garage? Devi scrivere qualcosa per protestare. A una città servono di più gli alberi che i garage' dice saggiamente, 'abbiamo ancora il feticcio della macchina, senza pensare che presto le dovremo buttare tutte via perché non ci sarà più benzina, torneremo a scoprire le biciclette e i carretti coi muli.'
Il mondo intero la preoccupa. Vorrebbe rimediare ai guasti ma non ha più la forza di protestare. Perciò chiede a me di farlo.
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Quando le viene la febbre, chiede al medico se è arrivato il momento di morire.
Il medico risponde di no, che ha un cuore di ferro e lei sorride mormorando: 'In effetti non sono ancora pronta'.
Questo non le impedisce di prepararsi con serena razionalità al grande evento."
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2 commenti:

  1. Penso che non si sia mai veramente pronti per morire, ma quello che può forse aiutare a lasciare questa vita terrena quando è arrivata la nostra ora è cercare di viverla nel modo più pieno e completo possibile, di assaporarla fino in fondo, e accettare quello che viene, gioie e anche gli inevitabili dolori. Importante è capire è che quello che conta veramente sono gli affetti, e che attaccarsi troppo alle cose materiali porta solo aridità nel cuore.
    ..pensieri serali...
    Francesca

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  2. Certo. Ma anche le persone bisogna lasciarle, quelle vive e quelle nel ricordo.
    Se si è vissuto bene, cioè la vita che si è voluto, è più facile accettare l'inevitabile.

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