venerdì 1 giugno 2012

La legge del verbo essere

"Le cose a posto"  (tempera, 1965) di Miela Reina (Trieste 1935 - 1972).



















Da I Capolavori di Eduardo
Teatro di Eduardo De Filippo
(Napoli 1900 - Roma 1984)
Einaudi- 1971
.
Sabato, Domenica e Lunedì
(1959)
.
ATTO PRIMO

[...]
PEPPINO   Io sono mezzo analfabeta?
ZIA MEME'   Peppì, tu scrivi "intelligente" con due gi e "cuore" col cu.
PEPPINO   Io scrivo cuore col "cu"?
ZIA MEME'   In una lettera che mi mandasti da Milano.
PEPPINO   Alle volte sotto la penna sfugge.
ZIA MEME'   Ma che staie dicendo... quelli sono errori che non si fanno nemmeno in terza elementare.
PEPPINO   Ma perché, per vendere camicie, magliette e cravatte ci vuole la laurea in lettere e filosofia?
ZIA MEME'   E allora tieniti la posta e lascia parlare a chi sa mettere insieme quattro parole.
PEPPINO   Perché tu saresti la scienziata?
ZIA MEME'   Un libro me lo leggo, mi coltivo. Pago una sciocchezza al mese e l'editore mi tiene aggiornata con le pubblicazioni. Così non faccio la "mazza" quando devo conversare con delle persone civili. In questa casa invece i giornali si comprano a peso, alla fine di aprile, per conservare gli abiti d'inverno. Giulianella si vuole creare un avvenire indipendente, e ha ragione. E voi (a Federico) dovreste essere contento di questa sua ispirazione.
FEDERICO   Ma scusate, all'avvenire della famiglia ci devo pensare io.
ZIA MEME' (di rimando)   Ecco: "Ci devo pensare io". Allora vi dovete sposare una donna che non pensa o che finge di non pensare, per poter dire dopo il matrimonio: "Finalmente un fesso di marito che mi mantiene l'ho trovato". Il cellofan non è stato inventato per avvolgere le mogli e metterle sedute sui divani e sulle poltrone. Per fortuna o per disgrazia l'epoca delle sovrastrutture convenzionali è finita. Volete coniugare il verbo essere a vostro uso e consumo. Io sono, tu sarai se lo voglio io, egli sarà... se mi farà comodo? Ci dobbiamo mettere bene in testa tutti quanti che il verbo essere ha una legge precisa e che si può coniugare in una sola maniera: io sono, tu sei, egli è! (Prende l'occorrente per l'iniezione e si avvia svelta affermando)  Compratevi "Il gattopardo". (Ed esce).
PEPPINO   Non ti fa parlare. E' una donna tremenda. Noi siamo una massa d'ignoranti e lei è un'arca di scienza.
ROSA   Ci dobbiamo comprare il Gattopardo...
PEPPINO   Dobbiamo mettere il giardino zoologico.
FEDERICO   Quello che ha detto zia Memé è un conto, e quello che volevo dire io è un altro. Giulianella, tu non mi hai dato il tempo di parlare. Non appena ho detto che mi dispiaceva di vederti fare l'annunciatrice alla televisione, mi hai lasciato in tronco in mezzo alla strada e te ne sei andata. Pure tuo fratello è rimasto dispiaciuto di come ti sei regolata nei miei confronti. Qua ci stanno i tuoi genitori e possono darmi torto se sbaglio. Giuliane', tu tieni un brutto carattere. Io non dico che dopo il matrimonio la mia volontà debba nettamente prevalere sulla tua, ma un giudizio su quello che vuoi fare o non vuoi fare devo avere il diritto di esprimerlo. Con il ragionamento cercheremo il punto di contatto; ma il contraddittorio me lo devi concedere, se no la dittatrice della situazione diventi tu. (Agli altri) Dico bene? Quando mi hai lasciato bruscamente per la strada, non mi hai dato il tempo di dirti che il fatto della televisione è superato. Io tengo un amico là sopra; mi sono andato ad informare da lui per sapere il risultato del tuo provino. Eccolo qua. (Mostra a Giulianella un foglietto dattiloscritto) Il provino non è riuscito. (Legge) "Video poco fotogenico. Pronuncia decisamente dialettale". Leggi tu stessa.
GIULIANELLA  (accusa il colpo ma si domina. Dopo una breve pausa comincia a parlare con apparente freddezza)  E' stato un tentativo. Non riuscito, salute a noi. Tutte le cose si sottopongono ad una prova per avere una certa sicurezza della buona riuscita. Al cuoco si ordina un buon pranzo per vedere se è il caso di tenerlo in pianta stabile. Al sarto si ordina un solo vestito per decidere se ti devi servire di lui per un corredo. I saggi perché si danno? Due persone che si vogliono sposare, perché si fidanzano? Per fare il "provino". Mi dispiace di dirti che il nostro non è riuscito, e che mi considero libera da ogni impegno preso con te.
FEDERICO  (profondamente colpito)   Dici sul serio?
GIULIANELLA   Continua a considerarmi un essere che quando parla lo ha fatto tanto per aprire bocca. (Per troncare la discussione cambia argomento) Mammà, scendo da Mariolina per provare i colori.
ROSA   E non ci puoi andare più tardi?
GIULIANELLA   Me ne vado pure perché ci sta un puzzo di cipolle che mi ha fatto venire mal di testa. Buonasera. (Prende il pacchetto di colori e si avvia per uscire).
FEDERICO   E te ne vai senza nemmeno rivolgermi uno sguardo? Giuliane', io tengo le lacrime agli occhi.
GIULIANELLA   Vai dal tuo amico che sta alla televisione e fatti prestare un fazzoletto da lui. (Esce).
[...]
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Nota: Fare la mazza: Fare scena muta.
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