lunedì 16 luglio 2012

Tra sordi

Alessandro Cervellati: La prostituta e il cliente, 1971.
in Genus Bononie Collezioni.it

























Dacia Maraini
DIALOGO DI UNA PROSTITUTA
CON UN SUO CLIENTE

atto unico
(1973)
Da Fare Teatro, Rizzoli, 2000
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Un cliente della prostituta Manila (un tale non ancora trentenne, fidanzato ufficialmente ad una donna che piace molto a sua madre, impegnato politicamente a sinistra) si stupisce della "sfrontatezza" di lei e l'accusa di "smontarlo", poi le suggerisce di cambiare mestiere, considerando che è troppo colta per prostituirsi, e quando si accorge che il rapporto sessuale a Manila è piaciuto quanto a lui (per motivi che Manila stessa non capisce) gli viene in mente di non pagarla e di rivederla piuttosto come amante.
Manila (che ha anche un neonato da mantenere) vuole in ogni caso i soldi guadagnati, ma lui ne approfitta per dimostrarle che in fondo è una povera donna che non può impedirgli di uscire senza pagarla e che ha quindi bisogno di un protettore, cosa che lui sarebbe disposto a fare.
Manila rifiuta e lui se ne va lasciandole soltanto la metà della somma pattuita e la promessa che sembra una minaccia di ritornare presto. Manila chiama a voce alta le sue amiche (forse vicine di casa, forse colleghe?) che fermano (dietro le quinte) il cliente, poi va ad allattare la sua bambina.
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Gli attori si fermano più volte ad aprire un dibattito tra il pubblico, cercando di capire e suggerire le riflessioni degli uomini e delle donne sulla prostituzione e sulla violenza di certa mentalità maschile e e di certi valori maschilisti della società:
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CLIENTE: Mi hai smontato. Tanto hai fatto che mi hai smontato. Possibile che non hai un briciolo di fantasia, di immaginazione? E pensare che io sarei capace di venire qui una volta alla settimana per dieci anni di seguito...
MANILA: Dieci anni? Ma chi ti vuole? Sei matto?
CLIENTE: Magari in agosto no, perché vado a Caserta con i miei. Ma gli altri mesi, sempre. Potremmo metterci d'accordo per il prezzo. Facciamo un forfait.
MANILA: Un tanto al mese insomma, uno stipendio fisso.
CLIENTE: Pensa che mio padre ha frequentato sempre la stessa puttana per venticinque anni di seguito.
MANILA: E tua madre?
CLIENTE: Che c'entra mia madre? Con mio padre lei ci va per dovere. Manco lo sa cos'è il sesso. In vita sua non ha mai goduto. Ha fatto cinque figli e non ha mai goduto.
MANILA: E tu come lo sai?
CLIENTE: Un giorno torno a casa e vedo mia madre seduta sul divano in camicia da notte che parla al telefono, con la radio accanto. Era una di quelle trasmissioni delle radio libere, sai, e lei stava raccontando tutto: io l'orgasmo non l'ho mai provato, mio marito è un porco che fa il comodo suo e poi se la squaglia senza dire ciao, mio figlio è uno schifosissimo frocio, pensa solo a sé, io ho strigliato pavimenti per cinquant'anni e ora non so manco chi sono. Sai che ho fatto?
MANILA: Hai spaccato la radio e te ne sei andato di casa sbattendo la porta.
CLIENTE: L'ho menata.
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2 commenti:

  1. En rigtig flot illustration til emnet. Rigtig flot.
    Grethe

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