venerdì 19 ottobre 2012

Padri e Madri della cultura italiana


Dipinto di Oscar Ghigla, 1908
in artesuarte.it



























Ispirata da un post intitolato Ci volete invisibili? che Michela Murgia ha scritto e pubblicato sul suo blog, dico la mia:
E' vero che a volte gli spazi sono stretti, è vero che in certe circostanze bisogna scegliere e dare la priorità a qualcosa o qualcuno rischiando di omettere, trascurare, dimenticare altro e altri.
Ma...bisogna usare anche il cervello!
Non è possibile, penserebbe un qualunque redattore di un qualunque elenco di nomi relativo alla letteratura italiana, che su TOT numero di nomi  soltanto UNO sia femminile!!
E' evidente che qualche nome maschile deve essere accontonato, per un momento, per fare spazio a nomi femminili. Oppure bisogna allungare la lista di almeno altri 20 nomi, tutti femminili!
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Vada per i padri della lingua italiana (a quei tempi le femmine dovevano soltanto fare figli ed erano appunto solo femmine, non persone, cittadine e lussi simili...addirittura si diceva che non avessero neanche l'anima!! Figuriamoci se potevano produrre "capolavori"... a parte i figli!) vada, dicevo, per i cosiddetti Padri che erano e restano i Padri, ma... avvicinandoci lentamente ai nostri tempi, dopo la pseudo scoperta dell'America, dopo la riforma luterana, dopo la caccia alle streghe, dopo la rivoluzione industriale, dopo le suffraggette, dopo il marxismo, dopo la resistenza al fascismo, dopo la contestazione del sessantotto, dopo il femminismo moderno, possibile che non ci siano almeno DIECI nomi femminili da ricordare, in Italia,  nel campo della letteratura?
IMPOSSIBILE.
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Che le si sia lette o no, che ci siano piaciute o no, ci sono autrici che sono state premiate, che hanno venduto, che sono state lette da tanti/e, che hanno insegnato a scrivere a tanti/e, che hanno insegnato a pensare.
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Allora facciamo un'opera buona, siamo responsabili, raccontiamo noi a chi non sa quali sono i nomi impossibili da evitare in un elenco, canone, antologia o storia della letteratura italiana che sia.

Io ne scrivo alcuni, voi scrivete i vostri schiacciando il tasto "commento". Aggiungete nomi o scartatene pure con i vostri argomenti e gusti.
Affianco i nomi che ho scelto con un link che spieghi in parte perché quel nome merita di essere ricordato:
E tante altri nomi femminili, in lungo e in largo, prima e dopo la Grande guerra, nomi nuovi o relativamente nuovi, nomi che hanno nutrito il femminismo italiano o l'hanno ignorato, nomi aiutati un poco dal riflesso di padri e mariti famosi o semplicemente o comunque nomi tenaci, nomi di carattere e di sostanza.
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Chiudo linkando un altro post, pubblicato sul blog di Noi Donne: Grazia Deledda non si legge a scuola
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5 commenti:

  1. Parole sante!
    Mi vengono in mente così su due piedi anche Goliarda Sapienza, Anna Maria Ortese, ma certamente ce ne sono altre da segnalare!
    Ciao
    Artemisia

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  2. AMALIA GUGLIELMINETTI, POETESSA MERAVIGLIOSA

    http://alprazolamente.wordpress.com/2012/08/03/le-divine-condannate-dal-tempo-amalia-guglielminetti/

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  3. Questi sono i nomi sul bando di concorso per l'insegnamento "Concorso scuola 2012":
    Dante, Petrarca, Boccaccio,
    Ariosto, Machiavelli, Guicciardini, Tasso, Galilei, Goldoni, Parini, Alfieri, Foscolo, Leopardi,
    Belli, Porta, Manzoni, Verga, Carducci, Pascoli, D'Annunzio, Pirandello, Svevo, Ungaretti,
    Montale, Saba, Quasimodo, Pavese, Vittorini, Morante, Primo Levi, Gadda, Calvino, Fenoglio,
    Moravia, Sciascia.

    Toglierne qualcuno? No. Ma aggiungere almeno altri 10 (dieci) nomi femminili questo sì. ALMENO DIECI.

    Grazie Claudia e grazie Artemisia. La Guglielminetti non l'ho mai letta, ne ho soltanto sentito parlare. Mi hai incuriosita, Claudia. Grazie.

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  4. Vorrei segnalare anche Maria Bellonci, autrice di bellissimi romanzi storici quali Rinascimento privato, Lucrezia Borgia, Tu vipera gentile. Con grande maestria e acribia filologica la Bellonci ci dispiega la vita dei suoi personaggi, basandosi su una attenta e minuziosa ricerca ed analisi dei documenti originali esistenti. Penso che la sua opera si possa paragonare a quella dell'olandese Hella Haasse.
    Ciao
    Francesca

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  5. Certo, la Bellonci.
    Insieme al marito Goffredo e a Guido Alberti fonda nel 1947 il Premio Strega.

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