domenica 29 maggio 2011

Quelli là

Presentazione presso La Feltrinelli di Trieste di Quando eravamo froci
Gli omosessuali nell'Italia di una volta di Andrea Pini (al centro della foto).
 Dialogono con l'autore Davide Zotti presidente del Circolo Arcobaleno
Arcigay Arcilesbica di Trieste e Angela Siciliano.
28 maggio 2011, ore 17.30.





















QUANDO ERAVAMO FROCI
di Andrea Pini
Il Saggiatore - 2011
(Prefazione di Natalia Aspesi)
 .
 .
Soprattutto è l'Italia degli anni Cinquanta e Sessanta che viene fuori da queste pagine di interviste e di analisi sia attraverso la stampa che le leggi e i costumi, un 'Italia in cui essere "froci", "finocchi", "invertiti" era reato e bisognava quindi esserlo clandestinamente (le lesbiche che quasi non ci sono in questo libro non vivevano ovviamente più felicemente e più liberamente, ma sappiamo che il machismo della nostra cultura l'ha sempre sottovalutato a livello sociale mentre privatamente e in sordina - nel luogo invisibile della vita domestica - l'ha sempre represso con altrettanta violenza).
.
Una repressione applicata anche attraverso la cosiddetta buoncostume , una repressione che veniva incoraggiata, quasi imposta direi dalla ufficiale morale cattolica (sia chiaro: la morale cattolica ufficale, non quella cattolica del quotidiano dove invece vari reati a sfondo sessuale sia in senso etero che omo accadevano e accadono ancora), e contemporaneamente questa repressione e questo disprezzo non venivano nè praticamente combattuti nè ufficialmente condannati dall'Italia cosiddetta progressista, di sinistra, comunista, socialista, liberale che fosse. Molti/e si sono imposte di conseguenza la famosa "doppia vita" (...altri invece si sono autorepressi morendone di sofferenza e infelicità o di suicidio...ma questi sono contenuti di e per altri libri!).
.
Fondalmentalmente dalle loro parole si sente una nostalgia per l'atmosfera e lo stile di quegli anni, (pur nella imposta ipocrisia e nella impossibilità di vivere secondo sé stessi) dovuta forse alla nostalgia per la giovinezza oppure ad una omofobia interiorizzata.
Un'altra generazione! I froci appunto di una volta. Quelli che venivano definiti o si definivano "passivi" o "attivi". Ora ci sono semmai i gay e un altro modo di vivere la propria omosessualità in una società che bene o male è anche passata (o pienamente o sfiorandoli appena o ostacolandoli) attraverso il Sessantotto, il femminismo e la rielaborazione dei ruoli di genere. E la coscienza dei diritti civili che include chiunque anche gli/le eterosessuali.
Tra gli intervistati: Elio Pecora, Paolo Poli, Giò Stajano.

"Non si deve credere che la violenza antiomosessuale nasca in quegli anni, è vero il contrario: esiste da secoli, documentata in tutto il mondo occidentale, a cominciare dal diffondersi della cristianità.
[...]. Allo stesso modo il controllo repressivo da parte della polizia (e della magistratura) sui comportamenti omosessuali ha visto un continuum a partire dal fascismo, proseguendo nell'epoca repubblicana, seppure con meno veemenza. [...]. Inaspettatamente questa mole di notizie negative non trova un grosso riscontro nelle parole dei nostri intervistati e le ragioni sono sia oggettive (non hanno saputo, non hanno letto, i fatti erano circoscritti, la violenza forse era meno diffusa di oggi) sia soggettive (una sorte di presa di distanza che talvolta arriva alla rimozione)."
.
Dalla prefazione di Natalia Aspesi: "Come fidanzati erano i migliori, i preferiti dalle mamme: impeccabili, gentili ed eleganti, capaci di notare la luce di un filo di perle o un nuovo ardito paio di scarpe; poi affidabili fino all'esagerazione. Tanto che certe fidanzate si incupivano di quei baci rari e sfuggenti; e mai un corpo a corpo da cui difendersi. O no. In quegli anni, negli anni cinquanta, più o meno tutte le ragazze sul mercato matrimoniale hanno avuto un fidanzato così, almeno uno, se non di più, quando particolarmente sfortunate."
.
.


--------------------------------------------------------------------

Nessun commento:

Posta un commento

Nota. Solo i membri di questo blog possono postare un commento.