martedì 6 novembre 2012

Sotto il coperchio del pozzo

Ove John Abildgaard (1916-1990).
Fotografato nel 1988 da Lars Gundersen.
In lars-g.dk/



























Da POESIA MODERNA DANESE a cura di Maria Giacobbe
Edizioni di Comunità - 1971


Due poesie di Ove Abildgaard
(1916-1990)
.
.
Ci sorprendiamo
.
Ci sorprendiamo
e la chiamiamo mistero.
Ci sorprendiamo, ma la vediamo
vivere negli occhi vellutati
del cavallo,
quando senza pastoie
è soltanto un cavallo,
la vediamo risplendere
nelle lucide ali del merlo
nelle chiome autunnali
sotto i vortici estivi.
E come tenerezza
nel viso dell'amante
quando l'amato
si specchia nel sonno.
Il mistero
che il quotidiano nasconde
come il coperchio del pozzo
nasconde la chiara sorgente.
Ci sorprendiamo
e la chiamiamo mistero,
la sola sorgente.
.
.
Vi undres...
.
Vi undres
og kalder det gåden.
Undres, men ser
den leve i hestens
fløjelsøjne,
når den fri for tøjler
kun er hest,
ser den lyse
i solsortens blanke vinger
i efterårsløvet
under sommerens hvirvler.
og som ømhed
i elskerens ansigt,
når den elskede
spejler sig i søvn.
Gåden,
hverdagen skjuler
som daekslet over brønden
der skjuler den klare kilde.
Vi undres
og kalder den gåden,
den eneste kilde.
.
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.
Sotto la volta notturna
.
Mi tuffai nei tuoi occhi
come anatra nel padule.
Bevvi dalle tue labbra
come da un secchio il vitello.
.
Affondai nel tuo seno
come in un mucchio di grano
e i miei polmoni ansarono
come in fucina il mantice.
.
Quando tutto fu calmo,
come dell'oro fuso,
gatti sazi dormimmo
sotto la volta notturna.
.
.
Under nattens hattepuld
.
Jeg dykked i dine øjne
som aender i mosevand.
Drak af dine laeber
som kalven af en spand.
.
Sank i dine bryster
som i en dynge hvede
og mine lunger blaeste
som baelgen i en smedie.
.
Da alt igen var stille,
som sammensmeltet guld
spandt vi os i søvn
under nattens hattepuld.
.
.
.
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