venerdì 7 dicembre 2012

La lingua di tutto il mondo

























Edna St. Vincent Millay
da L’amore non è cieco


Traduzione di Silvio Raffo
Crocetti Editore 1991, 2001


Nel dorato bacile d’un gran canto
versiamo tutta la nostra passione;
si giacciano abbracciati gli altri amanti
nel riposo d’amore – noi parliamo
con la lingua di tutto il mondo: il sangue
che s’agita, la lunga inerzia, i fremiti,
le calde palme supplici all’ospite che fugge,
ed un’anima sola, indifesa, ma forte.
Il desiderio solo canta al liuto;
nell’aperto sospiro, fra le ortiche
s’acquieti il menestrello, ozioso e muto
anche lui – sia l’amore alto e lontano:
tradisce il ramo piú alto quel frutto
che ogni passante può trovare a terra.

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*
.
Into the golden vessel of great song
Let us pour all our passion; breast to breast
Let other lovers lie, in love en rest;
Not we, - articulate, so, but with the tongue
Of all the world: the churning blood, the long
Shuddering quiet, the desperate hot palms pressed
Sharply together upon the escaping guest,
The common soul, unguarded, and grown strong.
Longing alone is singer to the lute;
Let still on nettles in the open sigh
The minstrel, that in slumber is as mute
As any man, and love be far and high,
That else forsakes the topmost branch, a fruit
Found on the ground by every passer-by.
.
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