lunedì 24 dicembre 2012

La seconda vita

Pablo Picasso (1881-1973): Horta de Ebro - 1909


























Le letture durante un viaggio a volte ti lasciano delle riflessioni da "masticare" anche dopo l'arrivo.
La Repubblica e il suo fascicolo dedicato alle Donne mi hanno fatto compagnia il 22.12.2012, e vi ho trovato due cosine carine e deliziosamente leggere (tra le oscenità politiche di questa Italia sull'orlo del baratro sociale oltre che economico e le terribili stupidità pseudo-spirituali di chi dovrebbe tacere):
.
JEANETTE WINTERSON: Com'è che ci si innamora?:
"In inglese diciamo 'to fall in love', cadere nell'amore, ma nell'amore non si cade come si cadrebbe in un buco. Si cade come si cadrebbe nello spazio. E' come spiccare un balzo dal proprio pianeta personale per andare a visitare il pianeta di qualcun altro. E una volta che lo si raggiunge, tutto sembra diverso: i fiori, gli animali, i colori di cui si vestono le persone.
Innamorarsi è fonte di grandi sorprese, perché prima si pensava che sul proprio pianeta tutto fosse in ordine e sotto controllo, ed era vero, in un certo senso, ma poi qualcuno ci ha lanciato un segnale dall'altro capo dello spazio, e l'unico modo per andare a trovare quella persona è stato facendo un grande salto. Ed ecco che andiamo, cadiamo nell'orbita di qualcun altro, e dopo un pò magari decidiamo di avvicinare i due pianeti e farne la nostra casa. E di portarci anche il cane. O il gatto, il pesce rosso, il criceto, la collezione di sassi, tutti i nostri calzini strani (quelli che abbiamo perduto, compresi quelli bucati, saranno sul nuovo pianeta che abbiamo scoperto). E possiamo anche portarci in visita gli amici. E leggerci a vicenda le nostre storie preferite. E la caduta di cui sopra è in realtà stata il gran salto che abbiamo dovuto compiere per stare con qualcuno senza il quale non vogliamo più stare. Semplicemente. PS: Ci vuole coraggio."
.
GIAN LUCA FAVETTO: La seconda occasione è quella più vera ma bisogna essere pronti
(suggerendo tre letture sul passaggio che chiude la cosiddetta prima volta e l'avvio alla seconda opportunità: Trentesimo anno di Ingeborg Bachmann, La linea d'ombra di Joseph Conrad e Sportwriter di Richard Ford):
"Tutti a pensare alla prima volta. Quasi tutti a coccolarla e ripassarla. Il primo innamoramento. Il primo bacio. Anche il primo giorno di scuola. La prima notte fuori casa. La prima vacanza con gli amici. La prima bicicletta o moto o auto. Il primo voto dato. Il primo dolore ricevuto. Il primo treno che passa... Tutti o quasi tutti a ricordare e raccontare, a ri-raccontarsi, le prime volte. Anche se vanno male o risultano pessime, rimangono pur sempre prime.[...]. Poi succede che la seconda volta arriva. Arriva sempre anche se non lo vuoi, anche se non lo speri. Perché se non arriva vuol dire che sei morto. E se non sei morto, devi essere pronto. E devi saperla sfruttare, la seconda volta, la seconda occasione.
Di solito, la prima volta appartiene alla giovinezza, la seconda volta è quella vera. In genere, la prima volta accade, la seconda volta si vive con maggiore consapevolezza. La prima volta è fuori di te; la seconda volta sei tu, più cosciente, che l'affronti. La seconda volta può essere persino una seconda vita. Capita. E, normalmente, è una fortuna. [...]. Poi ci possono essere le terze volte. E le quarte."
.
.
--------------------------------------------------------------------

Nessun commento:

Posta un commento

Nota. Solo i membri di questo blog possono postare un commento.