venerdì 11 gennaio 2013

A Villa Delizia con Bach



LE ULTIME LUNE
di FURIO BORDON
Marsilio - 1995

Due tempi, tre personaggi.


La vecchiaia. La decadenza del corpo, i pannoloni, lo sbavarsi a tavola, la riduzione della vita quotidiana a poche cose... una specie d'infanzia.
Le ultime lune coglie il personaggio, un anziano vedovo, nel momento in cui sta lasciando l'appartamento in cui ha vissuto con suo figlio, sua nuora, il loro figlio (e il fantasma di sua moglie, morta giovane), per trasferirsi a Villa Delizia, una casa di riposo.
Lo ha voluto lui, ha insistito a voler andarsene. Forse per difendere la propria dignità, forse per mettere alla prova il figlio, forse per sfidare sé stesso. La solitudine gli è già entrata dentro: condivide poco la vita della casa, comunica con sincerità soltanto con il fantasma di sua moglie.

Il secondo tempo è un monologo. Il personaggio vive già da mesi nella casa di riposo, ne descrive lo stile di vita e gli ospiti. La sua isola interiore non è più condivisa con il fantasma di sua moglie, al quale non vuole imporre lo squallore in cui vive. Adesso ci sono soltanto Bach che ascolta con una cuffia auricolare, una piantina di basilico di cui si prende cura, un vecchio album di fotografie personali, i fantasmi degli altri che osserva con rispetto e la dignitosa attesa della fine che sente sacra:


IL PADRE  [...] E poi ci sono tutti i loro fantasmi... Ogni vecchio si porta dietro un piccolo corteo di fantasmi. E anche quelli frusciano, come le suole dei vecchi. Ogni fantasma segue diligentemente il proprio padrone, tenendo il passo delle sue ciabatte, e rinforza questo rumore di fondo, questo fruscio nascosto in fondo al silenzio...(Pausa) Il fruscio dei fantasmi, però, è più morbido, più continuo...come l'agitarsi di tende di seta...e lo distingui da quello delle ciabatte perché non produce quei piccoli, fastidiosi schiocchi contro il linoleum del pavimento.
(Una pausa)
Anche di notte non c'è un vero silenzio. I vecchi dormono e non trascinano più le gambe... I fantasmi parlottano fra di loro, ma con tanta discrezione che davvero saresti in malafede a dire che riesci a sentirli o che ti disturbano... Però lo stesso non c'è un vero silenzio. Perchè dai muri cominciano a provenire suoni liquidi e armoniosi... (Pausa) Sono i morti che cantano nei tubi dell'acqua. Sono tutti i vecchi morti qui dentro... che non si sentono più tristi, e anzi cantano di contentezza e non si sentono, perché possono finalmente essere allegri senza sembrare matti.







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