venerdì 8 febbraio 2013

Separarsi e divorziare


Donata Francescato
FIGLI SERENI DI AMORI SMARRITI
Ragazzi e adulti dopo la separazione
Mondadori - 1994

"I figli più sereni dopo la separazione sono quelli che hanno la sensazione di non aver perso nessuno dei genitori. [...]  molti conflitti tra ex partner derivano anche da tratti di personalità difficilmente modificabili, da problemi infantili di rapporto con i propri genitori, da contesti familiari d'origine [...]. Molti rancori, odi, dissidi sono, tuttavia, indotti o incoraggiati dalla società e, talvolta, parenti e amici fomentano le ostilità con i pettegolezzi. Inoltre la legislazione sul divorzio, che ha tratto metodi e mentalità da un codice studiato per i crimini, quello penale, e da un altro per dispute tra avversari, quello civile, contribuisce ad inasprire i conflitti.
[...] Varie ricerche mostrano che le procedure legali per ottenere la separazione e il divorzio, spesso acuiscono i contrasti tra coniugi. [...] In realtà, il risultato che si ottiene consultando un legale è spesso il contrario di quello che ci si aspettava. Ogni avvocato tenta, infatti, di ottenere per il proprio cliente il massimo e, in tal modo, lo esaspera, facendogli pensare di avere effettivamente diritto a tutto quello che egli reclama per lui.[...] Non bisogna poi dimenticare che più a lungo dura una causa, più lauti compensi ricevono gli avvocati. [...] Considerando che le separazioni giudiziali e le strategie adottate dagli avvocati aumentano l'ostilità, la sfiducia e, in generale, il senso di impotenza e ostacolano la comunicazione diretta tra coniugi, in molti paesi sono nati alcuni gruppi di mediazione familiare [...].
La mediazione familiare, infatti, oltre a stabilire alcuni patti, è volta a portare i due partner a un buon divorzio psichico, a ridurre il conflitto tra loro, a potenziare l'autostima di ciascuno dei due e a far raccontare loro più positivamente le loro esperienze. Tutte condizioni che, come abbiamo visto, consentono una miglior qualità di vita dopo la separazione."

Ottima lettura per chi è in mezzo a una separazione o un divorzio, direttamente o indirettamente. Personalmente ho capito che se si tratta male la persona che ci ha lasciato o che abbiamo lasciato, stiamo, in realtà, trattando male noi stessi/e, perché i dieci, venti, trenta anni (o mesi) con quella persona sono anche dieci, venti, trenta anni o mesi della nostra vita.
Se rinneghiamo quello che di buono c'è stato nel rapporto, rinneghiamo il tempo che abbiamo speso in quel rapporto. Tempo speso per sempre.
Quindi nella vita non si tratta soltanto di imparare ad amare bene un'altra persona, non c'è soltanto da saper gestire un matrimonio, una convivenza, un affetto qualunque, ma (cosa più difficile) si tratta anche di imparare eventualmente a separarsi bene, a saper divorziare, sapersi lasciare, e cioè nel modo migliore possibile: senza bombe e cannonate, senza accuse e buone scuse, senza imbrogli e senza dispetti, senza vittimismo e neanche rabbia.
Perché trattare con inimicizia un/una ex, equivale a fare del male a se stessi, a quella parte di noi che in quel rapporto ha vissuto.
Salviamo (nel cuore e formalmente) il rapporto che finisce, e quel rapporto porterà sempre con sè e per noi, il buono che conteneva!
Ci vogliono decenni per capire la bontà di una tale ricetta.

Penso sia questo che la dottoressa Francescato intenda dire con raccontare più positivamente le proprie esperienze. C'è molto più valore in un "E' un amore finito ma finchè è durato mi ha dato molto" che in un "E' stato un errore madornale, maledetto il giorno in cui ci ho creduto". Con la prima frase, che è anche un atteggiamento, ci si porta dietro un bagaglio di cose utili e persino belle, insieme al dolore e alla delusione, con il secondo atteggiamento ci si portano dietro soltanto le macerie, che ancora fumano e corrodono, e che insieme al dolore e alla delusione distruggono il presente e mettono a rischio un possibile decente futuro. Quindi penso che sia importante riuscire a leggere positivamente la separazione e il divorzio, non per ingenuità o mollezza di carattere ma proprio per continuare a vivere sanamente.

Non so se questo saggio circoli ancora nelle librerie o nelle biblioteche, io l'ho trovato in un negozio di libri usati, a 1 euro! E avendo letto di Donata Francescato, intorno il 1975, "Famiglie aperte: la comune", scritto con la sorella Grazia (Feltrinelli, 1974),  mi sono incuriosita e l'ho comprato.
Ovviamente ci sono dentro dati e statistiche da aggiornare ma è ancora e comunque una lettura utile.


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