mercoledì 13 marzo 2013

La traversata

Immagine da navinbottiglia.net

















Joseph Conrad
(Józef Teodor Nałęcz Konrad Korzeniowski, 1857 - 1924)
LA LINEA D'OMBRA (1917)
Traduzione di Maria Jesi
Nota introduttiva di Cesare Pavese
Einaudi - 1947

Si suppone di dover attraversare gli oceani affrontando le inevitabili tempeste e invece il viaggio si presenta come una lunga attesa, una traversata di giorni e notti pericolosamente immobili, davanti lo stesso tratto di terra. Resistere è la fatica estenuante del quotidiano. Resistere alla stanchezza e alla follia, alla cattiva sorte, alla disperazione e alla malaria, con la morte pronta a distruggere, infiltrata nelle cabine e nel proprio corpo.
Il vento che non soffia, la pioggia che non cade, la malaria e la stanchezza che cresce e consuma i corpi, le vele immobili come pietre scolpite.
In una nave come nella vita.
Salire sulle navi giovani e desiderosi di dimostrare cosa si sa fare e uscirne palesemente invecchiati!
C'est la vie!

Oltre al capitano (che racconta) ho trovato delizioso il personaggio di Ransome il cuoco, che essendo malato di cuore misura gli sforzi, si muove come se avesse dell'esplosivo nel petto, eppure non verrà colpito dalla malattia, e con il sorriso e un'espressione di calma incoraggiante sarà sempre lì dove servirà una mano:

"Anche da lontano si faceva notare per la figura proporzionata e una cert'aria marinaresca nel portamento. Da vicino gli occhi intelligenti e calmi, i lineamenti regolari, la controllata scioltezza dei suoi gesti facevano di lui una figura attraente. Quando, poi, seppi da Burns che era il miglior marinaio del bastimento, mi meravigliai che così giovane e con quell'aspetto si fosse imbarcato come cuoco.
- Ha qualcosa al cuore, - spiegò Burns. - Uno sforzo potrebbe essergli fatale.
Ed era l'unico che non aveva risentito del clima forse perché, per il fatto che portava un nemico mortale nel petto, si era imposto un sistematico controllo dell'emozioni e dei movimenti."


Dalla nota introduttiva di Cesare Pavese:
"I piccoli uomini che, febbricitanti e risoluti, tengono duro in questo racconto sulla bella nave stregata - gli umili e sorridenti che, senza un gesto, s'immolerebbero ai compagni e non lo sanno - escono da una stirpe di coraggiosi, non di santi."




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